La Legge di Lidia Poët 3, il significato del finale: cosa accade alla prima avvocata d’Italia

La serie Netflix si è conclusa: ripercorriamo i momenti finali dell’incredibile racconto della prima donna iscritta all'Ordine degli avvocati italiani.

Debora Manzoli

Debora Manzoli

Scrittrice ed editor

Scrittrice, copywriter, editor e pubblicista mantovana, laureata in Lettere, Cinema e Tv. Ha due libri all’attivo e ama la scrittura alla follia.

L’amatissima serie tv La legge di Lidia Poët si è ufficialmente conclusa, registrando uno spettacolare 100% di opinioni positive da parte della critica su Rotten Tomatoes. La serie, liberamente ispirata alla vita di Lidia Poët, la prima avvocata italiana, ha visto come protagonista la meravigliosa Matilda De Angelis ne panni di una donna brillante, tenace e irriverente, che nella Torino di fine Ottocento ha osato sfidare un sistema costruito per escluderla. Ricordiamo infatti, che la serie Netflix racconta un episodio reale: il 9 novembre 1883, una sentenza della Corte d’appello dichiarò illegittima l’iscrizione di Lidia Poët all’albo professionale degli avvocati, impedendole di esercitare la professione forense soltanto perché donna. Un racconto che ha lasciato un segno nella storia, tanto da diventare anche un’amatissima serie tv che si è appena conclusa con la sua terza e ultima stagione: ripercorriamo allora il gran finale e il suo significato.

La legge di Lidia Poët 3, cosa succede nel finale

Il finale della terza stagione de La legge di Lidia Poët vede protagonista il processo ai danni di Grazia, migliore amica di Lidia, accusata dell’omicidio del marito Guido Fontana. La situazione processuale si complica rapidamente. Il testimone chiave viene escluso perché ritenuto non imparziale, e le prove sembrano sgretolarsi una dopo l’altra. La tensione raggiunge il culmine quando l’accusa chiede addirittura la pena di morte per Grazia. A cambiare le sorti del processo è un intervento inatteso: Enrico, fratello di Lidia, pronuncia un discorso decisivo in aula che mette in luce le profonde ingiustizie del sistema giudiziario.

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Nel finale, Grazia viene riconosciuta innocente e può finalmente riabbracciare la figlia. Sul piano sentimentale, invece, la stagione chiude con chiarezza il triangolo che ha tenuto il pubblico con il fiato sospeso. La relazione di Lidia con Fourneau entra in crisi nel momento stesso in cui lui diventa il pubblico ministero nel processo a Grazia. Jacopo, dal canto suo, si presenta a inizio stagione con una nuova compagna, ma tra lui e Lidia non c’è mai stato un addio definitivo. I due alla fine si ritrovano, lasciando intendere la possibilità di un nuovo inizio.

La legge di Lidia Poët 3, il significato del finale e il futuro della protagonista

La terza stagione si chiude con un finale che evita ogni soluzione rassicurante e sceglie invece una strada più complessa: mettere in discussione l’idea stessa di verità. Il caso di Grazia diventa progressivamente uno strumento per riflettere su qualcosa di più profondo, ovvero il funzionamento della giustizia e il ruolo di chi la esercita. Inoltre, il cuore del finale non è il destino di Grazia, ma ciò che questo caso rivela su Lidia e sul suo futuro. Nelle ultime scene, Lidia immagina una vita in cui riesce finalmente a ottenere il titolo, anticipando ciò che effettivamente accadrà nella realtà storica: Lidia Poët diventerà avvocata a pieno titolo all’età di 65 anni.


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