La forza del perdono, le pagelle: Bianchetti e Corsi tra spiritualità e show (9), Bova emoziona Morandi (8), la gaffe di Sal Da Vinci (7)

La serata di Rai 1 dall’Aquila, dedicata alla 732ª Perdonanza Celestiniana: i voti ai protagonisti de La forza del perdono, da Gianni Morandi a Massimo Ranieri

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La forza del perdono, pagelle 23 agosto 2026: Lorena Bianchetti e Gianni Morandi
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Una serata diversa dal solito, con la Basilica di Santa Maria di Collemaggio a fare da scenografia naturale e la storia della Perdonanza Celestiniana a diventare materia televisiva. La forza del perdono, trasmessa ieri 23 agosto 2026 in diretta su Rai 1 dall’Aquila, ha inaugurato la 732ª edizione della manifestazione trasformando il Teatro del Perdono in un grande palcoscenico di musica, parole e testimonianze.

A guidare il pubblico dentro questo racconto sono stati Lorena Bianchetti e Gabriele Corsi, affiancati da un cast che metteva insieme generazioni e linguaggi differenti: da Gianni Morandi a Massimo Ranieri, passando per Sal Da Vinci, Simone Cristicchi, Raoul Bova, Laura Chiatti, Marco Masini, Serena Autieri e Sayf. La direzione artistica e musicale è stata affidata a Leonardo De Amicis, con una grande orchestra sinfonica e i cori riuniti dell’Aquila. Il risultato? Una serata che ha avuto il merito di non scegliere tra spiritualità e intrattenimento, riuscendo a farli convivere. Ecco le nostre pagelle.

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Lorena Bianchetti

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La forza del perdono, le pagelle dell’evento su Rai 1

Gabriele Corsi 9 – Conferma di avere ormai una piena padronanza del mestiere della televisione. Tiene il ritmo, accompagna i vari momenti della serata senza appesantirli e soprattutto riesce a trovare il tono giusto per un evento che richiede attenzione e rispetto, ma che deve anche intrattenere il pubblico di Rai 1. La sua conduzione è vivace, ma mai sopra le righe. Corsi sa quando lasciare spazio agli ospiti e quando invece intervenire per dare ritmo al racconto. Con Lorena Bianchetti forma una coppia ben assortita, con una buona sintonia che si percepisce soprattutto nei passaggi più leggeri della serata. Non manca naturalmente la sua vena ironica, come nel siparietto con Gianni Morandi, quando si ferma, guarda la telecamera e dice alla madre: "Mamma, sono con Gianni Morandi su Rai 1".

Inoltre, ha il dono della simpatia e dell’empatia, qualità che gli permettono di arrivare direttamente al pubblico e di instaurare sin da subito un ottimo feeling con Lorena Bianchetti e con gli ospiti che si susseguono sul palco. Insomma, Corsi è bravo e lo ha dimostrato anche stavolta. Dopo oltre 25 anni di carriera, dalle Iene fino ai grandi eventi Rai, Corsi ha ormai esperienza, personalità e capacità di gestione del palco. L’Eurovision lo ha consacrato come uno dei volti più affidabili della rete, ma forse è arrivato il momento di fare un passo ulteriore: affidargli un programma tutto suo. Ha l’età, la gavetta alle spalle e il talento per diventare un volto di punta della tv pubblica. La Rai, prenda nota.

Lorena Bianchetti 9 – Ormai è praticamente la madrina della Perdonanza, arrivata alla sua nona edizione alla guida dell’evento. E anche stavolta Lorena Bianchetti dimostra di sapere perfettamente come gestire una serata tutt’altro che semplice, nella quale occorre coniugare la spiritualità della manifestazione con le esigenze di uno spettacolo televisivo destinato al pubblico di Rai 1. Ci riesce con eleganza e maestria, da padrona di casa perfetta, accompagnando una serata piacevole e frizzante ma anche profonda. Non è il solito show leggero che siamo abituati a vedere in televisione: Bianchetti riesce a cambiare registro con naturalezza, passando dai momenti più intensi ai siparietti divertenti con gli ospiti senza mai forzare la mano. Per lei vale, in parte, lo stesso discorso fatto per Corsi. Bianchetti è da anni un volto amatissimo della Rai, ma la sua presenza televisiva è rimasta soprattutto legata ad A Sua Immagine e agli eventi di carattere religioso. Questa serata dimostra invece che potrebbe essere interessante affidarle anche nuove sfide e frontiere televisive: ha tutte le qualità per funzionare anche in altri contesti.

Gianni Morandi 8 – Conferma ancora una volta di essere un artista capace di dare qualcosa in più a ogni partecipazione televisiva. Non si limita a cantare, ma interviene nei momenti di spettacolo, racconta e dialoga con i conduttori, contribuendo alla riuscita della serata quasi come un co-conduttore più che come un semplice ospite. Apre con Un mondo d’amore, poi duetta con Laura Chiatti e torna nel finale con Uno su mille, regalando uno dei momenti più intensi della serata. La sua esibizione si chiude con una standing ovation del pubblico presente. Morandi dimostra ancora una volta di avere una grande capacità di comunicare con il pubblico e di rendere speciale anche un’apparizione televisiva. Un artista completo, sempre coinvolgente, semplicemente monumentale.

Raoul Bova 7 – Ha il compito di accompagnare con la sua voce uno dei momenti più importanti della serata. L’attore legge un testo di Ignazio Silone dedicato all’arrivo di Celestino V all’Aquila, avvenuto il 23 agosto 1294. La sua interpretazione introduce il momento dell’arrivo del Fuoco del Morrone, la tradizionale fiaccola legata a San Pietro Celestino, con cui viene acceso il Tripode della Pace e che apre ufficialmente la Perdonanza. Bova affronta il testo con intensità e partecipazione, riuscendo a dare il giusto peso a un passaggio particolarmente significativo. La sua prova è talmente intensa da far emozionare anche Gianni Morandi, che al termine gli dice: "Mi è piaciuto molto come hai detto quelle parole, mi sono molto emozionato. Bravo, bravo".

Massimo Ranieri 8 Canta Lettera di là dal mare, Vent’anni e poi arriva il suo capolavoro, Perdere l’amore, e l’atmosfera diventa subito magica. Basta guardare il pubblico presente, che canta praticamente all’unisono ogni parola della canzone, per capire quanto quel brano continui a essere amato e riconoscibile a distanza di anni. La grandezza di un cantante si vede anche da questo: dalla capacità di trasformare una semplice esibizione in un momento capace di emozionare e coinvolgere tutti. Ranieri ci riesce grazie alla sua voce, alla sua esperienza e a una presenza scenica che continua a essere quella dei grandi interpreti. Un fuoriclasse della musica italiana, che anche stavolta ha dimostrato di sapere lasciare il segno.

Sal Da Vinci 7 – Porta sul palco due dei suoi brani più conosciuti: Non riesco a farti innamorare, presentata a Sanremo nel 2009, e l’ormai immancabile Per sempre sì con cui ha trionfato al Festival del 2026. Una doppia esibizione che permette al cantante di mostrare ancora una volta le sue qualità vocali e la sua capacità di coinvolgere il pubblico. Su richiesta di Lorena Bianchetti, Da Vinci si presta poi a un tenero momento fuori programma per salutare Estelle, la figlia della conduttrice e sua grande fan. Poi esce di scena con una piccola gaffe: nel salutare Lorena, finisce per calpestarle l’abito. Bianchetti se ne accorge e commenta sorridendo: "Ahh, il vestito". Certo, difficile non notare quanto il cantante sia stato presente in televisione negli ultimi mesi, soprattutto dopo la vittoria al Festival di Sanremo 2026. Il rischio di una certa sovraesposizione c’è, ma Da Vinci continua a dimostrarsi un artista disponibile e perfettamente a suo agio nei grandi eventi televisivi.

La serata Rai 7 – Merita una pagella anche la macchina televisiva. Perché La forza del perdono non era una serata semplice da confezionare: bisognava raccontare una tradizione secolare senza trasformarla in una lezione di storia, mantenere il tema spirituale senza appesantire il ritmo e, contemporaneamente, offrire al pubblico di Rai 1 uno spettacolo vero. La diretta dall’Aquila, con la Basilica di Collemaggio sullo sfondo, ha dato alla serata una cornice difficile da replicare in studio. Una missione che può dirsi riuscita, perché la serata è stata costruita bene, con le persone giuste al timone e una organizzazione di qualità. Certo, non tutto è stato perfetto. Ma il bilancio resta positivo: La forza del perdono ha trovato un equilibrio non scontato tra spettacolo, memoria e spiritualità. Dopo oltre due mesi di repliche spesso evitabili in prima serata su Rai 1, se ne sentiva davvero bisogno.

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