La casa nella prateria, i segreti della serie cult che ancora oggi emoziona milioni di spettatori
Dalla scelta di Michael Landon alle scene più curiose sul set: ecco i retroscena che hanno reso La casa nella prateria una delle serie più amate.

Ci sono serie televisive che, nonostante il passare dei decenni, continuano a conquistare nuove generazioni. La casa nella prateria è una di queste. Andata in onda tra il 1974 e il 1982, la produzione ispirata ai romanzi autobiografici di Laura Ingalls Wilder è diventata un simbolo della televisione per famiglie grazie alle sue storie emozionanti, ai valori raccontati e a personaggi rimasti nel cuore del pubblico. Dietro il successo dello show, però, si nascondono curiosità e retroscena che in pochi conoscono e che raccontano quanto il progetto sia stato fortemente voluto dal suo protagonista e artefice, Michael Landon.
Michael Landon e il successo de La casa nella prateria
L’idea di trasformare i romanzi di Laura Ingalls Wilder in una serie televisiva nacque all’inizio degli anni Settanta, quando il dirigente NBC Ed Friendly acquistò i diritti dell’opera, spinto dall’entusiasmo della moglie, grande appassionata dei libri. Dopo la realizzazione della sceneggiatura del film pilota, la scelta ricadde su Michael Landon, già amatissimo dal pubblico grazie a Bonanza. Landon accettò il progetto a una sola condizione: interpretare personalmente Charles Ingalls, il capofamiglia. La sua impronta fu determinante. Oltre a vestire i panni del protagonista, supervisionò praticamente ogni aspetto della produzione, scegliendo personalmente il cast, scrivendo gran parte degli episodi e dirigendone addirittura 87.
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Entra nel canale WhatsAppPer trovare la perfetta Laura Ingalls furono provinati oltre 200 bambine prima di individuare l’interprete ideale. Sebbene la serie prendesse ispirazione dai libri, con il passare delle stagioni iniziò a seguire una strada tutta sua, introducendo personaggi e vicende inedite. I temi affrontati – dall’uguaglianza alla tolleranza, passando per il razzismo e l’accettazione delle diversità – contribuirono a renderla una delle produzioni televisive più apprezzate dell’epoca. Gli ascolti rimasero sempre molto alti, senza mai uscire dalle prime posizioni delle classifiche americane, ma dopo otto stagioni Landon sentì il bisogno di dedicarsi a nuovi progetti. La nona stagione, ribattezzata Little House: A New Beginning e incentrata soprattutto sulla vita di Laura e Almanzo, non riuscì però a conquistare il pubblico come le precedenti e segnò la conclusione della serie.
I retroscena più curiosi del set: dall’esplosione del villaggio ai capelli viola
Anche dietro le quinte non sono mancati episodi destinati a diventare leggendari. Gli interni vennero realizzati negli studi Paramount di Los Angeles, mentre Walnut Grove fu ricostruita nel Big Sky Ranch, in California. Quando arrivò il momento di chiudere definitivamente la produzione, la troupe si trovò davanti a un problema: il contratto prevedeva che il terreno fosse restituito nelle condizioni originarie. Smontare tutte le scenografie avrebbe comportato costi elevatissimi, così si optò per una soluzione decisamente spettacolare. Nell’ultimo film televisivo, La casa nella prateria – L’ultimo addio, l’intero villaggio venne fatto esplodere con la dinamite, una scena entrata nella storia della televisione. Si racconta che Michael Landon si commosse durante le riprese dell’addio definitivo a Walnut Grove.
Le curiosità, però, non finiscono qui. L’attore era noto per la sua attenzione all’immagine e inseriva spesso scene che valorizzassero il suo fisico. Per nascondere i primi capelli bianchi si tingeva da solo, ma il sole della California trasformava il colore in una vistosa tonalità violacea, costringendo il direttore della fotografia a continui accorgimenti fino a quando non intervennero i truccatori professionisti. Inoltre, Landon non gradiva apparire più basso degli altri interpreti: per questo indossava spesso stivali con rialzi o recitava su piccole pedane.
Le riprese estive rappresentavano un’altra sfida. Le temperature nella Simi Valley superavano spesso i 40 gradi e gli abiti di scena, soprattutto quelli femminili, erano pesanti e poco adatti al caldo, tanto da provocare frequenti svenimenti sul set. Anche Alison Arngrim, la memorabile Nellie Oleson, ha un curioso retroscena: inizialmente era stata scelta per interpretare Laura, ma Landon la ritenne perfetta per il ruolo della perfida antagonista. I suoi iconici boccoli, inoltre, dopo i primi tentativi realizzati con ferri roventi che danneggiavano i capelli, vennero sostituiti da una parrucca, destinata a diventare uno degli elementi più riconoscibili del personaggio. Ancora oggi, tutti questi dettagli contribuiscono a rendere La casa nella prateria una delle serie più amate e iconiche della storia della televisione, che puoi trovare integralmente su Prime Video.
