La Casa - Il rogo del male non è un film adatto ai deboli di stomaco. La recensione

Sebastien Vanicek dirige il capitolo forse più violento e gore della saga, un ritorno alle origini del franchise nato nel 1981

Roberto Ciucci

Roberto Ciucci

Giornalista

Appassionato di sport, avido consumatore di manga e film, cultore di tutto ciò che è stato girato da Quentin Tarantino e musicista nel tempo libero.

La Casa - Il rogo del male: il capitolo più duro del franchise creato da Sam Raimi. Recensione
Sony Pictures Italia

C’è una saga che, esattamente come i propri demoniaci protagonisti, sembra davvero dura a morire. Stiamo parlando del franchise de La Casa, nato nel 1981 col primo, storico film diretto da Sam Raimi e con protagonista Bruce Campbell, divenuto negli anni un cult. Dopo il trittico iniziale, culminato con L’armata delle tenebre che ha fatto seguito a La Casa 2, già nel 2013 si era tentato un reboot, diretto dal debuttante Fede Alvarez. Tra 2015 e 2018 Campbell è tornato a vestire i panni di Ash Williams in Ash Vs Evil Dead, serie tv in tre stagioni andata in onda su Starz. Ma è stato nel 2023 che la saga è tornata davvero in vita grazie a La casa – Il risveglio del male, diretto da Lee Cronin e in grado di mettere d’accordo sia la critica, sia il pubblico. Un successo commerciale da ben 147 milioni di dollari che, inevitabilmente, ha riacceso i riflettori sul franchise.

La regia dell’ultimo capitolo della serie, La Casa – Il risveglio del male, protagonista della recensione di oggi, in uscita al cinema l’8 luglio 2026 per Sony Pictures e che abbiamo avuto modo di vedere in anteprima, è del francese Sebastien Vanicek, autore dell’horror Infested del 2023. Il lavoro di Vanicek, che ha curato la sceneggiature assieme a Florent Bernard (co-autore proprio di Infested) ha puntato dritto verso una direzione chiara sin da subito: recuperare le atmosfere più cupe, violente e brutali della saga, parzialmente coperte dai toni da commedia nera assunti con i film seguenti. Il risultato è una pellicola violenta, aggressiva e dai fortissimi connotati gore, ma che in brevissimi momenti si lascia andare a qualche battuta di spirito per "sdrammatizzare". Nel cast Souheila Yacoub, Tandi Wright, Hunter Doohan, Luciane Buchanan, Erroll Shand, George Pullar e Maude Davey.

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La Casa – Il rogo del male: la recensione del film

Già dalla fotografia, grigia, cupa e che riveste ogni fotogramma con un tono di malinconia e tristezza, si percepiscono le atmosfere del film. La commedia viene quasi totalmente lasciata da parte (a eccezione del personaggio di nonna Polly, affetta da demenza e Alzheimer) in favore di una narrazione brutale, violenta e senza un attimo di respiro. Il montaggio è serrato, ritmato e inanella i numerosissimi primi e primissimi piani come colpi di una mitragliatrice. L’effetto è quello di lasciare pochissimo spazio allo spettatore per prendere fiato, coinvolto sin dai primi istanti in un vortice ansiogeno.

Dal punto di vista meramente narrativo, la trama è solo un pretesto per portare avanti la sequela di morti, smembramenti e scene al limite della sopportazione visiva. Certo, non siamo ai livelli di Martyrs, per rimanere entro i confini dell’horror alla francese, ma Sebastien Vanicek si è dato chiaramente alla pazza gioia nell’ideare modi sempre più contorti per far soffrire i propri protagonisti. Tanto da dover persino "litigare" con la censura, che ha fatto scendere il rating del film da un iniziale NC-17, che avrebbe vietato completamente la visione del film ai minori di 17 anni, a un più mite Rating R, che consente la visione ai minori se accompagnati da un adulto.

Di cosa parla la trama de La Casa – Il rogo del male

Due giovani vengono massacrati da una entità maligna durante una battuta di pesca nei pressi di un lago. Non lontano da lì, Alice (Yacoub) e suo marito William (Pullar) stanno festeggiando nel proprio locale il compleanno di Joseph (Doohan), fratello minore di quest’ultimo, accompagnato dalla fidanzata Thya (Buchanan). Per via di un litigio e di un bicchiere di troppo, William e Alice litigano e l’uomo si allontana in auto, in preda alla rabbia. Sulla strada, però, lo attende proprio l’entità del lago, una Deadite, che lo fa sbandare e schiantare. William perisce nell’incidente, ma non prima di essere stato posseduto a sua volta.

A distanza di non troppo tempo, Alice, Joseph, Thya e i genitori di William, Susan (Wright) ed Edgar (Shand) si ritrovano per il funerale. Con loro c’è anche la nonna dell’uomo, Polly (Davey), anziana donna affetta da demenza senile e Alzheimer. Nell’aria c’è grande tensione, causata soprattutto dalla pochissima considerazione che Susan ed Edgar hanno nei confronti di Alice. Al termine della funzione, Edgar si isola per dare un ultimo saluto al figlio prima che questi venga cremato, ma il corpo, ora ufficialmente un Deadite, esce dalla bara e trasmette la maledizione anche al genitore. Il resto della famiglia si ritrova nella casa nel bosco che ha ereditato Joseph, ignara della violenza efferata che sta per scatenarsi sul luogo, legata alle ricerche del nonno di Joseph sul Necronomicon Ex Mortis.

Probabilmente il capitolo più duro dell’intero franchise

Inutile girarci intorno: La Casa – Il rogo del male non è un film adatto ai più deboli di stomaco. Se, a suo tempo, avevamo descritto le scene più grottesche de La Mummia di Lee Cronin come involontariamente comiche, qui il rischio non si corre. Certo, non mancano alcune situazioni che richiedono una generosa dose di sospensione volontaria dell’incredulità, come da prassi per quasi ogni film horror. Ma il rischio di scoppiare a ridere è tutto sommato scongiurato. A parte, forse, per il personaggio di Polly, come accennavamo, l’unico in grado parzialmente di stemperare la tensione, che altrimenti non si interromperebbe mai.

Una tensione tenuta viva anche grazie all’ottimo uso del sonoro, con rumori di viscere e ossa spezzate, e della musica, incalzante e ansiogena. Dal punto di vista della recitazione, tutto il cast fa il proprio dovere, guidato da una Souheila Yacoub credibile e sempre in parte. Peccato per alcuni risvolti di trama abbastanza prevedibili e per una narrazione in generale poco approfondita. I richiami alla saga originale ci sono, ma la natura "autoconclusiva" del progetto limita la possibilità di ricollegarsi alle pellicole precedenti, in modo da mantenersi sempre digeribile e comprensibile, anche da chi non ha mai visto niente de La Casa.

La Casa – Il rogo del male percorre con precisione chirurgica il solco tracciato dal reboot del 2023, proponendo un’esperienza gore e violentissima che farà senza dubbio contenti i fan del genere. Pochi, purtroppo, i richiami alla saga originale, limitati dalla necessità di mantenersi il più fruibile possibile anche da un pubblico di neofiti del franchise. Ottimi il montaggio serratissimo e il sonoro, che contribuiscono a tenere sempre alta la tensione, oltre che gli effetti speciali, ben mescolati tra cgi e trucco prostetico.

Voto: 8/10


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