Kurt Cobain, svolta clamorosa sulla morte: “Non si è suicidato”. Ecco cosa sappiamo
Un'analisi recente, pubblicata dallo specialista forense Brian Burnett, sembrerebbe confutare il gesto estremo. Il cantante dei Nirvana potrebbe essere stato ucciso.

Kurt Cobain non si è suicidato. Questa è la rivelazione choc che arriva da oltreoceano, a più di 32 anni dalla scomparsa del cantante simbolo dei Nirvana. A rilanciare la teoria, già proposta dai fan in passato, è stato lo specialista forense Brian Burnett, che ha pubblicato un rapporto dettagliato sull’International Journal of Forensic Science. Secondo l’autore della rivelazione, Cobain non si sarebbe tolto la vita ma sarebbe stato ucciso da qualcun altro. Vediamo tutti i dettagli della storia qui sotto.
Kurt Cobain, la rivelazione choc sulla morte
Tutto è partito da un riesame dettagliato dell’autopsia e della scena del crimine. Il corpo di Kurt Cobain, secondo quanto dichiarato dallo specialista Burnett, avrebbe presentato danni agli organi compatibili con la mancanza di ossigeno dovuta a un’overdose di eroina, non con una morte istantanea provocata da un colpo di fucile alla testa. Le mani del musicista, per di più, erano stranamente pulite, nonostante la violenza del colpo d’arma da fuoco. E il bossolo è stato ritrovato inclinato in una posizione che non collima con la traiettoria tipica di un suicidio. Come se non bastasse, le tracce di sangue sulla maglietta di Cobain suggerirebbero che il corpo sia stato spostato dopo il decesso.
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Entra nel canale WhatsAppA queste osservazioni si aggiungono poi quelle di altri esperti citati nel rapporto. "A me sembra che qualcuno abbia messo in scena un film e volesse che apparisse assolutamente che si trattasse di un suicidio", ha dichiarato Wilkins, uno degli analisti, facendo notare altri dettagli ‘inquietanti’: la ricevuta della pistola nella tasca di Cobain, quella dei proiettili nello stesso punto, i proiettili stessi allineati ai suoi piedi. Tutto troppo ordinato, troppo ‘studiato’ per essere credibile.
Il mistero del kit e del biglietto d’addio di Cobain
Per di più, prosegue Burnett nella sua analisi, il kit per l’eroina era stato trovato a diversi metri di distanza dal corpo di Cobain. E conteneva siringhe tappate, cotton fioc e pezzi di eroina nera di dimensioni pressoché identiche. Come se qualcuno avesse riordinato il tutto con cura. "Dovremmo credere", ha aggiunto Wilkins, "che abbia tappato gli aghi e rimesso tutto a posto dopo essersi iniettato tre volte, perché è quello che si fa quando si sta morendo. I suicidi sono un caos, e questa era una scena molto pulita".
C’è poi il famoso biglietto d’addio, da sempre al centro di teorie complottiste. Secondo i ricercatori dell’International Journal of Forensic Science, l’introduzione della lettera parlerebbe semplicemente dell’abbandono della band, mentre le ultime quattro righe – quelle con riferimento esplicito al suicidio – sembrerebbero scritte con una grafia diversa. Come se fossero state aggiunte da una mano che non era quella di Kurt Cobain.
Nonostante queste rivelazioni, però, tanto il dipartimento di polizia di Seattle quanto l’ufficio del medico legale della contea di King hanno rifiutato di riaprire il caso. Un portavoce ha dichiarato al Daily Mail: "L’ufficio del medico legale ha collaborato con le forze dell’ordine locali, ha condotto un’autopsia completa e ha seguito tutte le procedure per giungere alla conclusione che la morte fosse un suicidio. Il nostro ufficio è sempre aperto a rivedere le proprie conclusioni qualora venissero alla luce nuove prove, ma finora non abbiamo riscontrato nulla che giustifichi la riapertura di questo caso".
