Era uno dei volti più amati di Dawson's Creek, ma dopo Final Destination è sparito dai radar: oggi è quasi irriconoscibile
Da Jack McPhee, protagonista di uno dei coming out più rivoluzionari della tv americana, al bullo Carter nel primo capitolo della saga horror: che fine ha fatto Kerr Smith

Per un’intera generazione di spettatori è stato semplicemente Jack McPhee, uno dei personaggi più amati di Dawson’s Creek. Sensibile, ironico e lontano dagli stereotipi della televisione americana di fine anni Novanta, il ragazzo interpretato da Kerr Smith è entrato nel cuore del pubblico contribuendo a rendere la serie un punto di riferimento nella rappresentazione dei personaggi LGBTQ+ sul piccolo schermo.
Negli stessi anni, l’attore sembrava avere tutte le carte in regola per trasformare quel successo in una carriera cinematografica di primo piano, complici anche alcuni ruoli in film horror che ancora oggi vengono ricordati dagli appassionati del genere, soprattutto Final Destination. Eppure le cose sono andate diversamente e, mentre molti suoi ex colleghi – Katie Holmes, Joshua Jackson, Michelle Williams – continuano a occupare il centro della scena hollywoodiana, Smith si è costruito un percorso professionale più discreto, ma tutt’altro che fermo.
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Entra nel canale WhatsAppDa Dawson’s Creek a Final Destination, gli anni della consacrazione
Quando Kerr Smith entra nel cast di Dawson’s Creek nel 1998, la serie è già uno dei fenomeni televisivi del momento. Il suo Jack McPhee, inizialmente presentato come un ragazzo introverso, diventa rapidamente uno dei personaggi più complessi e apprezzati dello show. La scoperta della propria identità sessuale, il coming out e la relazione con Ethan regalano alla serie un momento storico: il primo bacio tra due uomini trasmesso in prima serata da un grande network statunitense.
Nel 2000 arriva anche l’occasione cinematografica con Final Destination nel quale interpreta Carter Horton, il "bullo" del gruppo che riesce a scampare all’esplosione del volo 180 salvo scoprire, insieme agli altri sopravvissuti, che sfuggire alla Morte è praticamente impossibile. In quegli anni prende parte anche a film come Desert Vampires (2001), Cruel Intentions 3 (2004) e, più avanti, San Valentino di sangue 3D (2009), senza però riuscire a compiere il definitivo salto verso Hollywood.
Una carriera meno appariscente, ma mai davvero interrotta
Conclusa l’esperienza di Dawson’s Creek nel 2003, Kerr Smith continua a lavorare con regolarità soprattutto in televisione. Partecipa, con ruoli più o meno importanti, a molte serie come Streghe, NCIS, Life Unexpected, The Fosters, Riverdale, oltre a svariati film indipendenti.
Pur rimanendo costantemente attivo, non riesce però a trovare un progetto capace di replicare la popolarità conquistata tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila, allontanandosi progressivamente dalle grandi produzioni e dalle cronache mondane tanto che la sua ultima apparizione risale a tre episodi di The Resident, nel 2021. Nel frattempo si dedica alla scrittura e, a novembre 2026, pubblicherà il libro I don’t want to wait – My life on Dawson’s Creek.
Com’è oggi Kerr Smith
Oggi Kerr Smith ha 54 anni e appare molto diverso dal ragazzo dall’aria spensierata che milioni di spettatori avevano conosciuto tra i corridoi della Capeside High School. I capelli ormai grigi, il pizzetto sfoggiato in diverse apparizioni pubbliche e un’immagine decisamente più matura contribuiscono a renderlo quasi irriconoscibile agli occhi di chi conserva soprattutto il ricordo del giovane Jack o dell’irriverente Carter Horton di Final Destination.
