Kaspar Capparoni a Verissimo, le lacrime per la sua Veronica: “È qualcosa che va oltre l'amore"
Kaspar Capparoni, reduce dal successo di "Una nuova vita" è stato ospite a Verissimo sabato 21 febbraio 2026, dove ha parlato della sua separazione della ritrovata serenità

Kaspar Capparoni è uno degli ospiti di "Verissimo" nella puntata in onda sabato 21 febbraio 2026, dove ha avuto modo di raccontarsi dopo il suo ritorno in Tv nella fiction "Una nuova vita", con protagonista Anna Valle. La serie ha avuto grande successo, per questo è probabile possa essere programmata una nuova stagione, come ha confermato recentemente l’attrice siciliana.
Lui è decisamente soddisfatto di questa esperienza, che lo ha portato anche ad avere un nuovo look con i capelli biondi lunghi, che lui stesso ha deciso di assumere, convinto che rendesse più credibile il suo personaggio, un montanaro dal carattere solitario.
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Entra nel canale WhatsAppKaspar Capparoni, Verissimo puntata 21 febbraio 2026 – Dalla separazione alla rinascita
Lo studio di "Verissimo", lo sappiamo bene, rappresenta sempre un luogo dove sfogarsi e farsi conoscere meglio dal pubblico, come ha fatto anche Kaspar Capparoni, che ha ricordato quanto sia stato difficile il post separazione dalla sua prima moglie. Lei lo aveva infatti accusato di violenza domestica, cosa che lo ha fatto cadere in depressione. "Mi ero sempre ripromesso per l’esperienza che ho avuto che mai avrei fatto soffrire ai miei figli quello che io avevo sofferto. La separazione era una doppia sconfitta, non la volevo accettare, Mi ha allontanato dai miei figli, io non potevo avvicinarmi a loro, lei si era inventata una cosa che mi ha creato questo impedimento. Per me è stato come se fosse tutto crollato, devo ringraziare, la mia vita, i miei pargolini, anche se ormai sono cresciuti, che mi hanno dato la forza di combattere. È strano che in una storia d’amore si usi la parola combattere, ma è così".
Oggi fortunatamente le cose si sono risolte, lui ha un ottimo rapporto con loro: "Sì, è quello per cui ho sempre combattuto, volevo che tra loro e gli altri miei figli tutto andasse bene".
Ad aiutarlo a ritrovare il sorriso ha ovviamente contribuito la sua attuale compagna, Veronica: "Con lui ci siamo conosciuti in discoteca a Milano – racconta lei in un’intervista realizzata dalla redazione -. A un certo punto mi sento afferrare per un braccio, era Kaspar. Ci siamo messi a parlare, mi ha inondato di parole, poi mi ha chiesto: ‘Domani ci vediamo?’. Mi ha detto però che potevamo vederci dopo lo spettacolo, io devo recitare al Teatro Piccolo di Milano. Io ho chiesto: ‘Ma come devi recitare?’. Ci siamo conosciuti il giorno prima, ma io non sarei mai andata a vederlo a teatro, vista la curiosità dopo averlo incontrato sono andata. Da lì siamo ancora quì dopo 22 anni. Era destino. Di lui mi ha colpito il suo modo di fare, è affettuoso, generoso, andiamo tanto d’accordo, anche se abbiamo caratteri diversi. Se stiamo insieme da 22 anni vuol dire che c’è feeling. Come marito è sempre premuroso, attento alle esigenze, è un ottimo marito. Mi fa arrabbiare perché vive nel suo mondo, ma è un artista, veramente vive nel suo mondo. Come padre gli darei 10, dedica tutto il suo tempo ai figli, pretende tanto da loro perché è abituato a vincere, loro possono fare quello che amano fare ma dando il massimo. Bisogna sognare, spingere e sognare in grande, anche se questo li stressa un po’, soprattutto con Daniel nel calcio se fa errori lo incita, ma lo fa per amore.
Dopo avere visto l’intervista lui è evidentemente commosso: "Quando hai la fortuna di trovare una persona che ti è di supporto è più dell’amore, è qualcosa che va oltre. Oggi vedi che le coppie spesso si sgretolano, non c’è più la voglia di sopportare e supportare, si è spesso egoisti e chiusi nel proprio io. Quando sei costi fortunato ad avere questi incontri che vuoi di più dalla vita? Tutti mi parlano del lavoro, mi dicono: ‘Ma non ti manca a volte?’, ma io sono legato a questo, quando lei dice che io vivo nel mio mondo ha ragione, io mi creo il mio mondo, non sono un grand viveur, non sono uno che va tanto in giro, non amo i tappeti rossi, amo le cose molto concrete, questo è tutto".
Nonostante il successo, l’attore è legatissimo alla mamma, a cui è riconoscente, visto che ha cresciuto lui e la sorella da sola: "Quando tornavamo da casa noi l’aiutavamo, si è spaccata in diecimila parti per noi, gliene sarò sempre grato".
Non manca l’intervista a un altro dei figli di Kaspar Capparoni, Alessandro, che lui ritiene sia il vero artista di casa (fa il ballerino): "È un papà duro – dice -, ma amichevole allo stesso tempo. I valori con cui mi ha educato sono la serietà, la precisione. Noi ci somigliamo nella determinazione. Abbiamo un rapporto di complicità, siamo entrambi artisti quindi ci capiamo subito, mi ha trasmesso l’amore per l’arte inconsciamente, da quando ero piccolo l’arte c’è sempre stata a casa mia. La cosa che mi rende più fiero di lui è che fa tutto quello che si mette in testa di fare, cerco di fare come lui e imitarlo il più possibile. Per me è un esempio. Mio padre non è un giudice severissimo, ma quando mi deve dire qualcosa me la dice senza farsi problemi, è una persona molto schietta. Ci piace guardare film o serie Tv o guardare concerti live, tipo Prince, Michael Jackson. I suoi pregi? E’ determinato, gentile, ma se si mette in testa una cosa la deve fare per forza anche se non è sempre corretta".
Lui replica: "Sono fortunato, speravo che non ci fossero artisti nella mia famiglia, so cosa significa e quanto è duro, le rinunce, le delusioni a volte che si hanno, se non ti sai costruire quella corteccia, quella maschera che ti può aiutare sei finito. Lui sta facendo un percorso vero, è un artista vero, non è una cosa che si trova tutti i giorni. E’ da quando ha sei anni che fa questo, spero che continui a coltivare questa passione e ci metta il giusto impegno. Con la morte nel cuore so che se ne andrà fuori, per quello che ha scelto l’Italia è complicata, andrà in giro nel mondo e sarò felice".
Silvia Toffanin conclude l’intervista con una domanda semplice ma non banale: "Cosa ti auguri?". Questa la sua risposta: "Mi auguro che loro si realizzino, solo questo. Non pretendo tanto, ma su di loro sì".
