Kaspar Capparoni, il duro sfogo contro la Rai per Capri: “Disorganizzazione, non si è capito più niente”.
L’attore e storico volto di Massimo Galiano nella fiction ha criticato aspramente la gestione del ritorno della serie su Rai 1: perché e cosa ha detto

Il ritorno di Capri su Rai 1, a vent’anni dal debutto, ha riacceso l’affetto del pubblico ma anche le perplessità di Kaspar Capparoni. L’attore, storico volto di Massimo Galiano nella fiction, ha affidato a una nuova intervista a Fanpage alcune considerazioni molto nette sul modo in cui la Rai ha gestito il ritorno della serie e, più in generale, sullo stato attuale della fiction italiana. Scopriamo cosa ha detto e tutti i dettagli.
Capri torna su Rai 1, ma senza promozione: lo sfogo di Kaspar Capparoni
Secondo Kaspar Capparoni il ritorno di Capri su Rai 1 avrebbe meritato tutt’altra attenzione. Dopo una programmazione annunciata, rinviata e infine cancellata, la fiction è ricomparsa nel daytime di Rai1 senza una vera campagna promozionale. "Capri è stata un successo, ma il suo ritorno è stato gettato nella mischia, senza un battage pubblicitario, un richiamino, una velina, nulla…". L’attore racconta di essersi mosso personalmente per informare gli spettatori: "È stato messo un sottopancia, durante la trasmissione precedente, l’ho ripreso col telefono e l’ho mandata in giro per dire "Oh, ragazzi, da domani c’è Capri". Come poteva saperlo la gente?". Alla domanda sulle ragioni di questa gestione, la risposta è lapidaria: "Disorganizzazione. È stata prima annunciata nel palinsesto estivo, poi posticipata da maggio a giugno, a giugno è stata cancellata, non s’è capito più niente". Eppure il pubblico ha risposto con un risultato negli ascolti tv che lo stesso Capparoni considera significativo: "Nonostante non abbia avuto l’accoglienza che meritava, ha fatto il 9% di share, siamo andati ben oltre le aspettative".
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Entra nel canale WhatsApp"Capri è come un figlio": l’attore boccia la fiction di oggi
Per Kaspar Capparoni il legame con la serie resta profondissimo: "A Capri io sono affezionato, è come un figlio, fa parte della mia vita. Anche a 80 anni per me Capri sarà Capri. Quello che mi ha dato, non è paragonabile ad altro". Da qui la riflessione sul cambiamento della televisione. Secondo Capparoni, infatti, oggi manca quella progettualità che rese possibile il successo della fiction: "Oggi non si lavora più con una progettualità che parte dal cuore per poi andare alla mente". Capri – ricorda – richiese tre anni di scrittura e nacque da un lavoro collettivo fatto di idee, improvvisazione e sintonia tra gli interpreti. L’attore sintetizza così la sua critica: "Non guardo lo share, è per i burocrati della televisione, a me hanno insegnato a guardare il pubblico. È quello che conta".
