Kasia Smutniak riapre l’album dei ricordi con Pietro Taricone: “È un’emozione difficile da raccontare”. E il narratore ha una voce dolcissima

Il documentario Mustang ripercorre il viaggio del 2003 di Kasia Smutniak e Pietro Taricone: a raccontarlo oggi c'è una voce speciale che tocca il cuore.

Melania Fiata

Melania Fiata

Giornalista

Laureata in Lettere, divoratrice di libri e serie. Scrivo di spettacoli, film e TV.

Ci sono immagini che il tempo non riesce a consumare. Restano ferme, custodite per anni, finché qualcuno non decide di riguardarle e scopre che dentro quei fotogrammi c’è molto più di un semplice ricordo. È da lì che parte il nuovo lavoro di Kasia Smutniak, Mustang, presentato alla Festa del Cinema di Roma 2026: un progetto nato da un viaggio lontano nel tempo, con l’indimenticabile Pietro Taricone, e diventato qualcosa di profondamente personale. E un ruolo più che inaspettato lo ricopre anche la loro bambina, Sophie.

Kasia Smutniak, le prime immagini del documentario Mustang con Pietro Taricone

Un vecchio viaggio in Nepal diventa oggi il punto di partenza di un racconto cinematografico. Nel 2003 Kasia Smutniak e Pietro Taricone partirono insieme verso il Mustang con una piccola videocamera, raccogliendo immagini che per anni sono rimaste legate alla loro memoria privata. A distanza di oltre vent’anni, quel materiale è stato riscoperto dalla figlia Sophie, nata nel 2004, che nel documentario presta la propria voce al racconto. Dopo la morte di Taricone, avvenuta nel 2010, Smutniak è tornata più volte in quella regione insieme alla figlia, mantenendo vivo il legame con il luogo che aveva condiviso con il compagno. Da quelle esperienze è nato anche un progetto concreto: la realizzazione di una scuola, resa possibile dall’incontro con Kunzom, per permettere ai ragazzi del posto di continuare gli studi senza dover lasciare le proprie famiglie.

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Mustang, un viaggio che diventa memoria e futuro

Mustang, seconda regia di Kasia Smutniak dopo Mur, porta alla Festa del Cinema di Roma una storia che intreccia ricordi familiari, immagini d’archivio e nuovi viaggi. Il documentario è inserito nella sezione Progressive Cinema e concorre nella categoria Miglior Documentario, mentre non è stata ancora comunicata la data di uscita. Prima della proiezione, Smutniak ha iniziato a pubblicare sui social sette brevi filmati tratti dal progetto, uno al giorno, mostrando anche le immagini del viaggio originale con Taricone. Nel presentare il film, l’attrice ha raccontato: "Pensare che anni di lavoro, di viaggi e soprattutto di vita siano diventati un film, è un’emozione difficile da raccontare". Quelle riprese, nate quasi casualmente durante un’avventura di due giovani, assumono così un nuovo significato: diventano la testimonianza di una storia familiare e, allo stesso tempo, il punto di partenza per raccontare ciò che è stato costruito negli anni successivi.

Il ricordo di Pietro Taricone

Un ricordo indelebile, quello di Pietro Taricone, scomparso il 29 giugno 2010 all’ospedale di Terni, all’età di 35 anni. La causa della morte è stata un tragico incidente di paracadutismo avvenuto il giorno precedente nei pressi di un’aviosuperficie umbra, dovuto a una manovra di atterraggio errata e a un impatto violentissimo al suolo.


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