Johnson Righeira, cosa fa oggi: da Vamos a La Playa alla pensione ‘dorata’, l’addio sofferto a Michael

Il cantante anni Ottanta sarà ospite questa sera di Suzuki Jukebox con Antonella Clerici. Dopo la separazione dal partner, oggi vive nella campagna Canavese. Ecco i dettagli.

Tommaso Pietrangelo

Tommaso Pietrangelo

Giornalista

Autore, giornalista, cantautore. Laureato in Letterature Straniere, è appassionato di cinema, poesia e Shakespeare. Scrive canzoni e ama i gatti.

Johnson Righeira
IPA

"Vamos a la playa" non passa mai di moda, e nemmeno chi l’ha lanciata. Johnson Righeira, al secolo Stefano Righi, questa sera sarà protagonista a Suzuky Jukebox con Antonella Clerici su Rai1. Per lui sarà l’occasione di raccontare la propria parabola, dagli anni d’oro con Michael Righeira fino a una nuova stagione di serenità, autoironia e un po’ di sano ‘provincialismo’. Perché, come confessa lui stesso, i diritti di "Vamos a la playa" sono ormai la sua pensione dorata. Vediamo qui sotto tutti i dettagli.

Johnson Righeira, dal successo di Vamos a la playa alla separazione dolorosa

Nel cuore degli anni Ottanta, Johnson e Michael Righeira sono stati i profeti dell’Italo disco. Con "Vamos a la playa", "No tengo dinero" e "L’estate sta finendo" hanno scritto la colonna sonora di almeno due generazioni. Il successo per Johnson arrivò mentre faceva il militare."Ero lì a segnare i pezzi di ricambio", ha raccontato in un’intervista al Corriere della Sera, "e invece ‘Vamos a la playa’ spopolava ovunque. Non è stato facile viverlo".

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Di quel periodo, Johnson ricorda anche la convivenza e poi la separazione sofferta da Michael: "Ci siamo separati perché io ero più superficiale, lui più profondo. Il gioco che ci univa si è perso e abbiamo preso strade diverse". Oggi i due ex amici sentono solo per le questioni legate ai diritti dei brani, ma il rispetto non è mai mancato. E proprio quei pezzi sono ancora la ‘pensione dorata’ di Johnson.

La rinascita di Johnson Righeira e la pensione d’oro

Da qualche anno Johnson Righeira vive in campagna, nel Canavese, lontano dall’omologazione della città. Coltiva la passione per il vino e lancia t-shirt con frasi iconiche. Ammette di non essersi mai sentito del tutto né di destra né di sinistra, ma dichiaratamente futurista, perché il futurismo demoliva tutto e lo ricostruiva da capo. Da qui, la voglia di restare sempre fuori dagli schemi e di non avere nostalgia del passato.

Di recente, Righeira è tornato anche sul mercato musicale, con un nuovo singolo dal titolo emblematico: "Chi troppo lavora (non fa l’amore)". Un inno all’ozio e un invito provocatorio a trovare il giusto equilibrio tra dovere e piacere, in perfetto stile Righeira. Il cantante ironizza però sul panorama musicale di oggi. "La musica stessa", ha confessato di recente a Rolling Stone, "sembra aver perso parte del proprio peso, sostanzialmente una importanza in generale".

Fra autoironia, vita lenta e qualche nostalgico lampo creativo, Johnson Righeira si gode in ogni caso il presente. Per lui, oggi, fare musica o vino è sempre meglio che lavorare davvero. E con la stessa leggerezza con cui ha vissuto la sua carriera, scrive nuovi tormentoni per un’altra estate. In fondo, anche un mito come lui ha diritto alla sua pensione dorata.


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