Venezia 83, John Malkovich non vuole proprio saperne di allontanarsi dai riflettori: ecco come ha lasciato senza parole tutto il Lido

L'attore si è poi espresso sulla possibile pensione, chiarendo di avere intenzione di continuare a fare quello che gli piace

Roberto Ciucci

Roberto Ciucci

Giornalista

Appassionato di sport, avido consumatore di manga e film, cultore di tutto ciò che è stato girato da Quentin Tarantino e musicista nel tempo libero.

Venezia 83, John Malkovich non vuole proprio saperne di allontanarsi dai riflettori: ecco come ha lasciato senza parole tutto il Lido
AnsaFoto

John Malkovich sembra avere le idee chiarissime sul proprio futuro: dal red carpet della Mostra del Cinema di Venezia, dove è presente per promuovere Wild Horse Nine di Martin McDonagh, l’attore ha affermato che non ha "intenzione di andare in pensione" e, anzi conta di "continuare a fare quello che gli piace". Parole al miele anche per la pellicola con cui è in Concorso al Lido, per la cui interpretazione per molti è già tra i papabili candidati all’Oscar: "Questa è un’incredibile gentilezza. Per me, è una cosa molto bella. Ma la cosa più bella è che il film stia ricevendo attenzione. E il film ha diversi interpreti straordinari ed è splendidamente scritto e diretto. È questo che conta per me".

"Ho accettato perchè il copione era meraviglioso": John Malkovich esalta Wild Horse Nine, in Concorso a Venezia 83

Dal red carpet di Venezia 83 alla conferenza stampa per la presentazione di Wild Horse Nine, diretto da Martin McDonagh e in Concorso al Lido, John Malkovich ha regalato una perla dopo l’altra. "Come molti attori, scelgo i ruoli in base a ciò che non ho ancora fatto. Questa è stata una decisione molto facile: il copione era scritto meravigliosamente. In passato mi erano già state inviate altre sceneggiature di Martin (McDonagh, ndr) che purtroppo non avevo potuto prendere in considerazione per altri impegni", ha affermato, aggiungendo poi: "Nella mia vita ho sempre fatto quello che mi piace e conto di continuare a farlo. Non è mia intenzione andare in pensione".

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Wild Horse Nine si ambienta poco prima del colpo di Stato cileno del 1973 e segue due agenti della Cia, Chris (Sam Rockwell) e Lee (John Malkovich), inviati dal loro capo MJ (Steve Buscemi) sull’Isola di Pasqua. Tra le statue Moai, i due dovranno fare i conti con il loro passato e le cospirazioni del presente. Su questo tema è intervenuto in prima persona McDonagh, dicendo che "girare sull’isola è stata un’esperienza straordinaria, anche a livello spirituale". "È stato complesso dal punto di vista logistico, abbiamo dovuto portare tutta l’attrezzatura con noi, ma era fondamentale per noi riportare nel film la bellezza di quel luogo e il profondo rispetto che abbiamo provato per le persone che lo abitano", ha continuato.

Inizialmente era nato come commedia: quando esce Wild Horse Nine al cinema

Il 5 novembre 2026 potremo ammirare in prima persona al cinema Wild Horse Nine, attualmente in anteprima alla Mostra di Venezia. Un film che, come spiega lo stesso McDonagh, "è nato come una commedia, ma scrivendolo si è trasformato in qualcosa di più profondo, esplorando il senso di colpa di uno dei protagonisti. Sono sempre stato interessato a quello che la Cia ha fatto in Cile in quegli anni. Penso sia un argomento di cui non si è parlato abbastanza, a differenza di quanto si è fatto, per esempio, con il Kgb".

"Quando ho scritto il film, il focus era il Cile, ma rivedendolo oggi sembra quasi una riflessione geopolitica più ampia. Sarà interessante vedere la reazione a un film storico che è anche un richiamo a ciò che sta accedendo oggi", ha affermato, rispondendo a una domanda riguardo a possibili parallelismi col Venezuela odierno. Una riflessione a cui ha aggiunto una nota amara John Malkovich: "La cosa che oggi mi fa più paura è che non si cerca neanche più di nascondere certe operazioni. Negli anni ’70 avevano, per così dire, l’intelligenza di mantenere un po’ di segreto rispetto a quello che facevano".


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