Eredità Agnelli, John Elkann ancora in ‘duello’ con Margherita. E Hamilton lo bacchetta: “Ci penso mentre dormo”
Prosegue il processo svizzero che contrappone il presidente di Ferrari e la madre. Mentre i piloti della Scuderia rispondono a tono dopo le polemiche. Ecco i dettagli.

Prosegue il processo sull’eredità di Gianni Agnelli, che vede contrapposti John Elkann e la madre Margherita. Oggi i due sono tornati protagonisti a Thun, nella Svizzera bernese, per definire la veridicità della residenza in terra elvetica di Marella Agnelli, madre di Margherita e nonna di John. Il nodo è cruciale, perché su questo dato si basa la validità dei testamenti di Marella, che ora Margherita nega (contrapponendosi ai figli). Nel frattempo, su un altro fronte ‘caldo’, le critiche di Elkann ai piloti Ferrari hanno scatenato la risposta decisa di Lewis Hamilton, sette volte campione del mondo passato alla Scuderia a inizio anno. Ecco qui sotto tutti i dettagli.
John Elkann, il faccia a faccia con Margherita e il nodo dell’eredità
Il processo sull’eredità Agnelli dovrà stabilire senza ombra di dubbio se Marella Agnelli viveva o meno in Svizzera. O meglio, se il "centro di interesse" della moglie di Gianni fosse – come sostengono John Elkann e i fratelli – situato in territorio elvetico. Per questo le udienze proseguono, e oggi John e la madre si sarebbero presentati in un faccia a faccia a Thun per dimostrare le proprie ragioni.
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Entra nel canale WhatsAppSecondo Margherita, che contrappone la sua tesi a quella dei figli, la madre Marella avrebbe avuto il suo centro di vita in Italia e di conseguenza i testamenti svizzeri sarebbero invalidi per la legislazione italiana. Ma tutto dipenderà dall’interpretazione giuridica del concetto di "centro di interesse", come detto, principio che in Svizzera conta più del semplice conteggio dei giorni di permanenze sul territorio dello stato.
La stilettata di Hamilton a John Elkann
Nel frattempo, John Elkann deve fare i conti anche con i ‘suoi’ piloti in Ferrari, parecchio indispettiti a seguito delle dichiarazioni esplosive del presidente. Elkann aveva invitato i due campioni del Cavallino a "parlare di meno" e "pensare a guidare", e ora Hamilton, alla viglia del GP di Las Vegas, replica a modo suo: "Mi sveglio pensandoci, vado a dormire pensandoci, e ci penso mentre dormo".
Per evitare ulteriori tensioni, però, il pilota britannico ha aggiunto ai microfoni della BBC di non avere preso sul personale i commenti di Elkann: "So quali sono le intenzioni di John. Ci sentiamo più volte a settimana. Si tratta di unire la squadra e siamo tutti davvero uniti". Anche Leclerc, intanto, ci ha messo del suo per far rientrare la crisi: "Con John ci conosciamo da tanto tempo, i rapporti sono buonissimi e le comunicazioni sono continue. Ha spiegato quello che era l’intento positivo di quella intervista e del messaggio che voleva mandare. Lui ama la Ferrari come me e come quelli che lavorano per il team. Le sue parole le uso come motivazione e non vedo l’ora di essere in pista".
