Jim Carrey sostituito da un clone ai premi César: la folle teoria del complotto (virale) e la risposta
Il celebre attore, a Parigi per ritirare un premio alla carriera, protagonista di un incredibile teoria del complotto

Jim Carrey "sostituito da un clone" ai premi César di Parigi? L’ultima teoria del complotto andata virale in rete segue uno schema che si ripete da decenni: dai tempi di Paul McCartney fino al più attuale caso di Avril Lavigne. Stavolta al centro c’è il celebre attore di The Mask e The Truman Show, apparso recentemente alla cerimonia francese per ricevere un César onorario. Tutto è partito da alcuni video circolati online in cui il volto dell’attore, 64 anni, appariva leggermente gonfio rispetto a come il pubblico è abituato a vedere l’attore nei film. Su X diversi account hanno iniziato a sostenere che quello sul palco non fosse il "vero" Jim Carrey, ma un sosia, una controfigura, se non addirittura un impostore alieno o un clone.
Jim Carrey e la teoria del clone parigino
Un profilo con decine di migliaia di follower ha dato la svolta virale, twittando: "Zero possibilità che sia davvero Jim Carrey", ipotizzando l’uso di una controfigura. I commenti sono andati a ruota, parlando apertamente di clonazione o sostituzione per i motivi più disparati, ipotizzando scenari fantascientifici alla X-Files. Un copione già visto: quando un volto noto cambia aspetto, invecchia o semplicemente appare diverso rispetto all’immagine fissata nell’immaginario collettivo, scatta la narrativa della "sostituzione", senza ragionare sul fatto che gli attori non sono cartoni animati ma persone reali, e che i ruoli più noti di Carrey, oltretutto, sono risalenti a trent’anni fa… quando la fisionomia dell’attore era naturalmente diversa.
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Entra nel canale WhatsAppNel caso di Carrey, la miccia è stata alimentata anche da un vecchio spezzone televisivo riemerso online. Anni fa, ospite del Late Night with David Letterman, l’attore raccontò di aver usato più volte delle controfigure esca; dei sosia inviati in giro per depistare i paparazzi. "Funziona benissimo", diceva allora, spiegando di mandare il doppio in una direzione, mentre lui si muoveva altrove, in libertà. Un aneddoto sulla gestione della fama che, estrapolato dal contesto, è stato trasformato in "prova" della teoria. Ma usare un sosia per confondere i fotografi è cosa ben diversa dal mandarlo a ritirare un prestigioso premio, con la propria famiglia in platea.
Uno schema ricorrente tra i complottisti
Le teorie sulla "sostituzione" delle celebrità non sono nuove. Dalla leggenda su McCartney "morto e rimpiazzato" negli anni Sessanta fino alle voci su Avril Lavigne, il meccanismo è sempre lo stesso: si parte da un dettaglio fisico, si ignora il contesto e si costruisce una narrazione alternativa. I social, al giorno d’oggi, amplificano tutto in tempo reale, soprattutto su piattaforme già criticate per la circolazione di disinformazione. A complicare ulteriormente il quadro sono intervenute anche alcune celebrità a buttare, volontariamente o meno, benzina sul fuoco, con post ambigui o genuinamente curiosi, come la drag artist Alexis Stone, l’attrice Megan Fox e la popstar Katy Perry (che per anni è stata lei stessa protagonista di una teoria simile).
Per qualche ora la confusione è cresciuta, tanto da dover alimentare una "smentita ufficiale" che è arrivata prima dagli organizzatori dei César e poi dal rappresentante dell’attore. Gregory Caulier, delegato generale dell’Académie des César, ha dichiarato che la presenza di Carrey era pianificata da mesi, definendo le voci un "non-problema" e lodando l’attore per il discorso, pronunciato interamente in francese dopo un intenso lavoro di preparazione. Poco dopo, il portavoce di Carrey ha confermato a TMZ che l’attore era presente e ha ritirato personalmente il premio.
Il paradosso è che l’attenzione si è concentrata sull’aspetto fisico e sulle teorie infondate, oscurando il momento artistico come dovrebbe essere in favore di paranoie insensate incapaci di godersi il momento di trionfo di un grande artista.
Articolo di Marco Lucio Papaleo
