Quando The Mask diventa realtà: Jim Carrey ormai è irriconoscibile e il suo ritorno sullo schermo preoccupa i fan
Dall’ascesa fulminea con The Mask al ritiro dalle scene tra depressione, scandali e spiritualità: oggi l'attore appare irriconoscibile e il suo ritorno al cinema resta un enigma che preoccupa i fan

Prima del 1994 Jim Carrey era un promettente comico televisivo che Hollywood guardava con curiosità ma senza reale fiducia. Il suo primo film da protagonista, Ace Ventura – L’acchiappanimali, uscito a febbraio di quell’anno, fu accolto malissimo dalla critica: recensioni feroci, accuse di comicità "infantile", fino alla candidatura ai Razzie Awards come peggior attore esordiente. Il pubblico, però, lo premiò. E pochi mesi dopo arrivò il film che lo avrebbe consacrato: The Mask. Lì Carrey trovò il ruolo perfetto per il suo talento elastico, un personaggio che gli permetteva di trasformare il corpo in un cartone animato vivente, con movenze e smorfie che sembravano impossibili senza effetti speciali. Il film incassò oltre 350 milioni di dollari e lo trasformò in una superstar globale.
L’era d’oro: cachet milionari e successi a raffica
Da quel momento Hollywood gli aprì tutte le porte: Scemo & più scemo (1994), Bugiardo bugiardo (1997), The Truman Show (1998), Man on the Moon (1999). E ancora Io, me & Irene (2000), Il Grinch (2000), Una settimana da Dio (2003), fino alla consacrazione autoriale con Se mi lasci ti cancello (2004), che mostrò un Carrey capace di vulnerabilità e profondità emotiva. Era all’apice: cachet da 20 milioni a film, copertine ovunque, un volto che definiva l’immaginario pop degli anni Novanta e dei primi Duemila.
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Il crollo dietro il sorriso: depressione, scandali e fuga dallo showbiz
Dietro la maschera, però, c’era un uomo che non stava bene. Carrey ha raccontato più volte di aver sofferto di depressione per anni, una condizione che cercò di gestire anche con antidepressivi. Il colpo più duro arrivò nel 2015 con il suicidio della compagna Cathriona White, da cui si era separato da pochi giorni: un evento che lo travolse mediaticamente e umanamente, soprattutto dopo la pubblicazione della lettera della ragazza che lo accusava di averle rovinato la vita.
Carrey si ritirò quasi del tutto, iniziò a dipingere compulsivamente e si avvicinò a un percorso spirituale radicale: meditazione, filosofia orientale, distacco dall’ego. In diverse interviste ha definito Hollywood "un’illusione", "un sistema che ti consuma e poi ti sputa fuori". Dopo l’iconico schiaffo di Will Smith a Chris Rock agli Oscar 2022, arrivò a dire: "Non siamo più il club dei ragazzi fighi, Hollywood è un branco di codardi".
L’ultima trasformazione: apparizioni rare e un volto irriconoscibile
Negli ultimi anni Carrey è apparso sempre meno. Ha accettato solo ruoli sporadici – l’ultimo di rilievo è stato il Dr. Robotnik nei film di Sonic – e nel 2022 ha annunciato di essere "praticamente in pensione". Le sue rare apparizioni pubbliche hanno fatto discutere: barba lunga, volto scavato, un’aria quasi ascetica. Ai Premi César di Parigi del 26 febbraio 2026 è apparso irriconoscibile, scatenando teorie del complotto che vanno dall’eccesso di chirurgia plastica al sosia. Oggi vive tra arte, meditazione e un volontario anonimato. Non è scomparso: ha semplicemente deciso di non essere più "Jim Carrey", la maschera che il mondo gli chiedeva di indossare.
Un possibile ritorno? Carrey rompe il silenzio su Sonic 4
Nonostante il ritiro quasi totale il nome di Carrey continua a circolare a Hollywood. Quando la produzione di Sonic 4 è stata confermata – l’uscita del film è prevista per il 2027 – molti fan hanno iniziato a chiedersi se l’attore sarebbe tornato nei panni del malvagio Dr. Robotnik. Per mesi è rimasto in silenzio, alimentando speculazioni. Poi, in una intervista del 2025, ha lasciato uno spiraglio: non ha confermato il ritorno, ma ha detto di essere "aperto" all’idea solo se la storia ne varrà davvero la pena. Una frase che non suona come un sì, ma nemmeno come un addio definitivo. Per un attore che ha scelto di sparire, è già molto.
