James Ransone, tragico addio all'attore di 'The Wire': le cause della morte a 46 anni
L’attore era noto anche per It: Capitolo due; in passato aveva parlato delle dipendenze e denunciato abusi subiti nell’infanzia

James Ransone, attore statunitense noto per i ruoli di Ziggy Sobotka nella serie HBO The Wire e di Eddie Kaspbrak in It: Capitolo due, è morto all’età di 46 anni. La scomparsa è avvenuta il 19 dicembre a Los Angeles ed è stata confermata dalle autorità della contea. Nel corso di oltre vent’anni di carriera, Ransone era diventato un attore conosciuto in tutto il mondo grazie a diversi ruoli di successo, come quello di Ziggy Sobotka nella serie tv HBO "The Wire".
Addio James Ransone, aveva 46 anni: le cause della morte dell’attore
Secondo quanto riportato dal Los Angeles County Medical Examiner, la morte di Ransone è stata classificata come suicidio. Secondo il Los Angeles County Medical Examiner, la causa ufficiale del decesso è stata il suicidio per impiccagione. La morte dell’attore è stata confermata per la prima volta da TMZ e successivamente dal sito ufficiale del Los Angeles County Medical Examiner. Le autorità hanno precisato che il Los Angeles Police Department era intervenuta dopo una segnalazione, senza rilevare alcuna attività criminale. Secondo il rapporto ufficiale, l’attore è stato trovato morto venerdì, ma il luogo preciso non è stato reso pubblico. Al momento non sono stati diffusi ulteriori commenti da parte dei suoi rappresentanti o della famiglia.
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Entra nel canale WhatsAppVita privata, famiglia, moglie e figli
James Ransone era sposato e padre di due figli. Dopo la sua morte, la moglie Jamie McPhee ha condiviso sui social una raccolta fondi a sostegno della National Alliance on Mental Illness (NAMI), con l’obiettivo di promuovere il supporto e la sensibilizzazione sui temi della salute mentale.
Negli anni precedenti, l’attore aveva parlato apertamente di aspetti complessi della propria vita personale, comprese difficoltà legate alla dipendenza e al percorso di recupero, conclusosi con la sobrietà raggiunta nel 2006.
La denuncia degli abusi
Nel 2021, Ransone aveva accusato il suo ex tutore di aver abusato di lui per un periodo di sei mesi nel 1992, nella casa della sua infanzia in Maryland. L’attore aveva scelto di rendere nota la vicenda pubblicando su Instagram una lunga lettera indirizzata al presunto aggressore. Ransone aveva descritto le conseguenze di quelle esperienze come una "vita di vergogna e imbarazzo", spiegando che avevano inciso profondamente sul suo percorso personale. Dopo anni di silenzio, aveva dichiarato di sentirsi "pronto ad affrontare" il proprio passato. Le accuse erano state successivamente denunciate alla polizia della contea di Baltimora nel marzo 2020, ma non avevano portato a procedimenti giudiziari.
James Ransone, la carriera: da The Wire a It 2
Nato a Baltimora nel 1979, Ransone era figlio di Joyce e James Finley Ransone II, veterano della Guerra del Vietnam. Cresciuto insieme al fratello Dave in una famiglia di origini irlandesi, inglesi, italiane e tedesche, ha vissuto un’adolescenza abbastanza turbolenta.
Aveva studiato al George Washington Carver Center for Arts and Technology e poi per un breve periodo alla School of Visual Arts di New York. Prima di tentare la carriera di attore aveva provato a sfondare nel mondo della musica. Dopo i primi ruoli cinematografici ottenuti nei primi anni Duemila, la svolta della sua carriera arrivò con la serie The Wire, in cui interpretò Ziggy Sobotka nella seconda stagione. In seguito collaborò nuovamente con HBO in Generation Kill e Treme, e affiancò una intensa attività cinematografica con film come Sinister, Tangerine, The Black Phone e It: Capitolo due. Tra gli ultimi lavori figurano apparizioni in serie come Poker Face e il film Black Phone 2, in uscita postuma.