Jalisse, la rabbia per Sanremo non va via: “Siamo dei fantasmi”, lo sfogo sui Festival negati (e De Martino farà giustizia)

Il duo vincitore del Festival nel 1997 si è sfogato in un'intervista fiume, ripercorrendo anni di frustrazioni e le circostanze speciali che hanno portato a Canzonissima.

Tommaso Pietrangelo

Tommaso Pietrangelo

Giornalista

Autore, giornalista, cantautore. Laureato in Letterature Straniere, è appassionato di cinema, poesia e Shakespeare. Scrive canzoni e ama i gatti.

Quasi trent’anni dopo la vittoria a Sanremo con "Fiumi di parole", i Jalisse sono ancora lì: citati, evocati, trasformati in simbolo di una resistenza tenace e quasi tragicomica. Ma sul palco dell’Ariston non ci salgono da allora. Come loro stessi hanno confessato al settimanale Oggi, per le continue esclusioni dalla kermesse esiste ancora una frustrazione che non accenna a diminuire. Nel frattempo, però, qualcosa potrebbe bollire in pentola. Perché sembra che Stefano De Martino, prossimo conduttore di Sanremo, abbia manifestato per il duo una simpatia speciale. Vediamo qui sotto tutti i dettagli.

Jalisse, la chiamata di Milly Carlucci dopo i rifiuti

Tornati sulla cresta dell’onda grazie a Canzonissima, dove partecipano quest’anno tra i concorrenti, i Jalisse hanno svelato al settimanale Oggi come si è concretizzata per loro questa opportunità. "Siamo stati contattati all’ultimo, una settimana prima", hanno spiegato, "guardavamo infatti gli spot di questo programma, con questo cast di grandi artisti e i giochi sembravano già fatti…E invece Milly ci ha fatto questa bella sorpresa".

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Una chiamata che li ha stupiti e rallegrati, dopo anni di delusioni e l’ennesima esclusione dal Festival di Sanremo. Nell’ultima puntata di sabato scorso, il duo si è esibito sulle note di "Per sempre sì", la canzone vincitrice di Sanremo 2026 firmata da Sal Da Vinci, che si sono auto-dedicati. Un gesto romantico che ha spinto i curiosi a indagare sulla loro storia d’amore, con Alessandra che ha raccontato come il loro rapporto non sia stato affatto un colpo di fulmine: "All’inizio no, ci siamo incontrati la prima volta nel 1990, lui doveva diventare l’autore delle mie canzoni, poi ci siamo persi di vista…Ci siamo rivisiti due anni dopo, me lo sono ritrovato il 6 gennaio 1992 alla Stazione Termini di Roma e ho cominciato a guardarlo con altri occhi".

I fantasmi dell’Ariston per i Jalisse

Ma il cuore dell’intervista, come prevedibile, è stato dedicato al tasto più dolente. Quell’esclusione continua dal Festival – e anni di ostracismo – dopo la vittoria a sorpresa del 1997: "Ci hanno fatto sentire come un corpo estraneo perché eravamo artisti indipendenti, senza una casa discografica alle spalle…C’è sempre stato un pregiudizio su di noi: ai tempi venivamo denigrati in Italia, mentre il nostro album era disponibile nella playlist della United Airlines…Prendevi l’aereo da Boston a Los Angeles e potevi ascoltare i Jalisse".

La ferita resta quindi aperta, e se qualcuno gli fa notare che nell’ultimo Sanremo, dopotutto, sono stati citati parecchie volte, loro commentano così: "Siamo come degli avatar, dei fantasmi sempre citati ma che su quel palco non possono salire mai".

La speranza De Martino per il 2027

A rimanere spalancato, però, è anche uno spiraglio per l’eventuale partecipazione al Festival del prossimo anno. A quanto pare Stefano De Martino nutre una stima genuina per i Jalisse, e starebbe seriamente valutando di includerli nel cast di Sanremo 2027, anno in cui "Fiumi di parole" compirà trent’anni. Un anniversario che darebbe alla loro presenza all’Ariston un senso perfetto: il ritorno dei vincitori dimenticati, la chiusura di un cerchio aperto nel 1997. Per due artisti che hanno trasformato i ‘no’ in un tour — il "28 No Tour", appunto —, sarebbe la rivincita più dolce possibile.


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