Jack Nicholson: la malattia e quel ritiro dalle scene che preoccupa chi gli vuole bene

In Tutto può succedere era ancora se stesso: oggi, tra malattia e ritiro totale, Jack Nicholson è sparito e gli amici non nascondono la loro inquietudine

Diego Scappini

Diego Scappini

Giornalista

Classe 1987, lo sport è il mio habitat naturale ma sono appassionato anche di TV, serie e cinema, soprattutto horror.

Jack Nicholson - Tutto può succedere
Netflix

In Tutto può succedere Harry Sanborn e Erica Barry litigano, si punzecchiano, si innamorano. Ma quando guardi Jack Nicholson e Diane Keaton quasi non ti viene da pensare che stiano recitando: hanno una naturalezza e una chimica impossibili da costruire in sala prove. Soprattutto Nicholson è come se stesse semplicemente… vivendo. Riguardare oggi questo film del 2003 fa venire una fitta al cuore, perché è uno degli ultimi momenti in cui lo abbiamo visto davvero presente, con quella scintilla negli occhi che pochi altri attori hanno avuto.

E pensare che in Tutto può succedere Nicholson interpreta un vecchio playboy in pensione che prova a rallentare e a mettere ordine nella propria travagliata vita sentimentale. Un ruolo che sembrava quasi una promessa, una possibile versione futura dell’attore che, però, nella realtà non ci è mai arrivato. Nessun finale morbido, nessuna vecchiaia "sistemata", sospeso tra il mito e la riservatezza.

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L’ultimo lampo prima del silenzio

Dopo Tutto può succedere, il vero colpo di coda di Nicholson è stato The Departed – Il bene e il male, nel 2006: una presenza ancora feroce, teatrale, ingombrante, capace di rubare la scena nientemeno che a Leonardo DiCaprio e Matt Damon. Quello sì che, col senno di poi, è stato un addio in grande stile, un ultimo lampo di follia controllata. Poi, piano piano, il buio.

Le apparizioni pubbliche si sono diradate – l’ultima nel 2021, a una partita dei Lakers -, le interviste cancellate, i progetti evaporati. Nell’ambiente tutti sapevano che qualcosa non andava, finché nel 2023 il Daily Mail ha messo nero su bianco ciò che si mormorava da anni: Jack Nicholson soffrirebbe di demenza senile, vive isolato nella villa di Mulholland Drive e gli amici più stretti temono che possa fare la fine di Marlon Brando, "morto da recluso dopo aver condotto una vita piena e colorata".

Perchè rivedere oggi Tutto può succedere fa più male del previsto

Rivedere oggi in tv Tutto può succedere ci fa davvero capire cosa abbiamo perso. Il "vero" Jack Nicholson manca proprio perché era umano: imperfetto, eccessivo, geniale, come quando nel 2003 si presentò sul palco dei Golden Globe Awards in uno stato così "alterato" da chiedere a Robin Williams di recitare il discorso di ringraziamento al posto suo.

Ecco il paradosso: in quel film interpretava un uomo che prova a trovare un equilibrio e costruirsi una vecchiaia più tranquilla, una sorta di redenzione finale. Nella realtà, invece, non è successo niente di simile perchè Nicholson non ha avuto nè il tempo, né la lucidità per riuscirci. C’è solo una porta che si è chiusa, e un mito che non abbiamo più rivisto.


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