J-Ax, la depressione, la bolla di Amici e il rapporto con Fedez: "Non voglio parlare di lui"

Il rapper sarà in gara a Sanremo 2026 con il brano 'Italia starter pack' e si è raccontato in una lunga intervista: "Ero crollato".

Mara Fratus

Mara Fratus

Giornalista

Nella mia vita non possono mancare, il silenzio, il mare e Il Libro dell'inquietudine sul comodino, insieme a un romanzo di Zafon.

Dopo essere sbarcato sul palco dell’Ariston nel 2023 come membro degli Articolo 31, portando in gara il brano Un bel viaggio, J-Ax torna a Sanremo da solista. Al 76esimo Festival il rapper canterà Italia starter pack, pezzo che nasce con "L’idea che siamo stati colonizzati dagli americani ben prima della Seconda guerra mondiale", come ha svelato in una lunga intervista a Repubblica. L’artista, al secolo Alessandro Aleotti, ha raccontato al giornale diversi aneddoti sulla sua lunga carriera, costellata da ben 71 dischi di platino e 18 d’oro: dalle collaborazioni con Pino Daniele ed Enzo Jannacci ("Mi disse: ‘Hai una voce fatta per sovrastare i rumori della metropoli’. Ed è la cosa più bella che mi abbiamo mai detto"), fino a quella tormentata con Fedez, con cui si incontrerà di nuovo all’Ariston, passando per i periodi più bui della sua vita professionale e privata.

J-Ax si racconta prima di Sanremo 2026: dal rapporto con Fedez alla depressione

Prossimo a sbarcare sul palco di Sanremo 2026 con la sua Italia starter pack, J-Ax si è raccontato a Repubblica, parlando del suo passato e futuro professionale. Dalle collaborazioni che lo hanno segnato, come quella con Pino Daniele ed Enzo Jannacci, fino alla burrascosa e altalenante con Fedez. I due in passato litigarono e i loro rapporti si interruppero drasticamente salvo poi, diversi anni dopo ritrovarsi di nuovo abbracciati e uniti in nuovi progetti musicali. Alla domanda: "Ha collaborato con decine di artisti, compreso Fedez. Oggi vi siete riconciliati. Ma perché tutti a un certo punto ci litigano?", J-Ax ha però sviato, rispondendo così: "Oggi una domanda su un personaggio così crea engagement, ma non voglio parlare di lui e non voglio prestarmi a questo gioco. Quello che dovevamo dire lo abbiamo detto".

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Poi il discorso si è spostato sull’esperienza televisiva come giudice di talent, si ad Amici che a The Voice: "L’unico talent che ha ancora riesce a dare una carriera è Amici. Quando ho partecipato sono stato totalmente assorbito da quella bolla: se mi eliminavano un ballerino piangevo tutta la notte. A The voice pensavo di poter cambiare tutto, e con Suor Cristina pensavo pure di esserci riuscito. Ma non avevo cambiato niente, anzi". E infine, un racconto intimo sui momenti più bui:

Dopo la fine degli Articolo 31 musicalmente ho temuto. Ci ho messo un bel po’ per riemergere nel mainstream. Avevo anche paura di essere troppo vecchio, l’età in questo mondo conta tantissimo, per la sintonia col pubblico che è giovanissimo. Anche sul piano personale ero crollato. Ma in realtà la cosa più subdola è arrivata con la pandemia: pensavo di stare bene, ma in realtà ero depresso, non capivo più niente. Uso una metafora: non coglievo più il significato dei film. E avevo rotto molti rapporti. In più avevo un bambino e non sapevamo più se il mondo sarebbe tornato quello che conoscevamo. Con la droga almeno sai a chi dare la colpa. Oggi i ragazzi sono molto attenti alla salute mentale, noi eravamo abituati a non fermarci.


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