Italia ripescata ai Mondiali, l’Iran festeggia e parte ma Azzurri (e Rai) sperano ancora: “Richieste un po’ assurde”

La Nazionale persiana è partita alla volta degli USA, dove si disputerà la Coppa del Mondo: le condizioni imposte dalla delegazione aprono però uno spiraglio

Pietro Guerrini

Pietro Guerrini

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Laurea in Lettere, smania di viaggi e passione per i cartoni (della pizza e della Pixar).

Fila tutto liscio per l’Iran in vista dei Mondiali 2026, almeno per il momento. La Nazionale persiana, infatti, è partita alla volta degli Stati Uniti, dove si disputerà la Coppa del Mondo. Nonostante le tensioni con Donald Trump, la delegazione iraniana ha festeggiato presentando la nuova divisa e il nuovo inno prima di volare a Istanbul, dove giocherà le due amichevoli di preparazione in vista della partecipazione ai Mondiali, conquistata sul campo a differenza dell’Italia. Per gli Azzurri le speranze in un eventuale ripescaggio si fanno sempre più flebili, anche se le ‘condizioni’ imposte dalla Federazione iraniana lasciano aperto uno spiraglio. Scopriamo perché e tutti i dettagli.

Ripescaggio Italia ai Mondiali 2026: l’Iran ci sarà

Proprio come assicurato da Gianni Infantino, sembra proprio che l’Iran prenderà (giustamente) parte ai Mondiali 2026, che si disputeranno in USA, Canada e Messico. La tesissima situazione geopolitica con gli Stati Uniti aveva messo a repentaglio la partecipazione della Nazionale iraniana alla Coppa del Mondo, conquistata sul campo a differenza dell’Italia, che mancherà dalla competizione per la terza edizione consecutiva. L’Iran sarà regolarmente nel girone G (con Belgio, Egitto e Nuova Zelanda); proprio ieri la selezione ha festeggiato con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e i propri tifosi in piazza Enghelab, nella capitale Teheran, dove sono state presentate le nuove divise e il nuovo inno ufficiale e dove il capitano Ehsan Hajsafi ha promesso il massimo impegno al Paese. La Nazionale persiana è dunque partita alla volta di Istanbul, dove giocherà le due amichevoli pre-Mondiale (che inizialmente erano state annullate) prima di volare negli Stati Uniti.

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La speranza degli Azzurri e della Rai: cosa può succedere

La partenza dell’Iran alla volta degli Stati Uniti per giocarsi il Mondiale è ovviamente una vittoria per lo sport e scongiura lo scenario peggiore per i persiani, che fino a poco tempo fa temevano di essere costretti al ritiro dopo le ‘minacce’ di Donald Trump. Restano, tuttavia, ancora alcuni nodi da sciogliere, legati soprattutto alle condizioni’ imposte alla FIFA dai delegati iraniani. Dopo l’episodio di Toronto (quando il presidente della Federcalcio iraniana Mehdi Taj fu fermato in aeroporto dalle autorità), infatti, i rappresentanti della Nazionale chiedono garanzie sui visti, dal momento che vari membri hanno prestato servizio militare nel Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane, organizzazione considerata terroristica Stati Uniti e Canada. Non è da escludere che Trump possa prendere provvedimenti per ‘bloccare’ eventuali ingressi nel Paese. La soluzione è ancora da delineare e l’Italia (pur senza CT) resta alla finestra nella speranza di un ripescaggio che farebbe comodo soprattutto alle casse Rai, che si è assicurata i diritti tv su numerose partite di un Mondiale in cui gli Azzurri, per l’ennesima volta, non ci saranno.


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