Uno Mattina Weekly, Lorella Boccia: "La Rai ci ha visto lungo, in estate noi giovani conduttori ci mettiamo in gioco. Donne in tv? Ora c'è parità" - Intervista

Libero Magazine ha incontrato Lorella Boccia, conduttrice di Uno Mattina Weekly e Musica Mia, entrambi in onda nel weekend su Rai 1.

Stefania Meneghella

Stefania Meneghella

Giornalista

Giornalista pubblicista, scrittrice e critica d’arte, sono autrice di quattro romanzi e fondatrice di Kosmo Magazine

Dal mondo della danza al daytime della Rai, passando per i palcoscenici più prestigiosi dell’intrattenimento. Lorella Boccia continua ad essere il volto di punta della programmazione estiva di Rai 1 e viene chiamata ad una doppia prova: essere al timone del mattino del fine settimana con Uno Mattina Weekly e riaccendere il pomeriggio della rete ammiraglia con Musica mia. Una scommessa unica che si basa su un linguaggio comunicativo fresco e inedito, proprio delle nuove generazioni.

Intervista a Lorella Boccia, conduttrice di Uno Mattina Weekly e Musica Mia su Rai 1

In questa intervista a Libero Magazine, Boccia ha fatto un importante bilancio di questa stagione televisiva, tra gli ascolti del palinsesto estivo, una connessione speciale creata con il suo pubblico e tutte quelle ambizioni future che strizzano l’occhio ai più sogni più grandi della tv italiana.

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Uno Mattina Weekly significa dare il buongiorno agli italiani nel weekend. Tu che rapporto hai con la mattina presto?

Mi piace la mattina, è quella fase della giornata in cui dò il massimo. Mi alzo sempre un po’ prima della sveglia e, dopo aver preso il caffè, sono pronta e posso fare qualsiasi cosa.

Il programma racconta l’estate degli italiani tra costume, turismo e storie curiose. C’è una storia o un incontro fatto in trasmissione che porti nel cuore?

All’interno del programma, ci saranno anche quest’anno le interviste ai nostri ospiti. Quello è un momento a me particolarmente caro, perché è come se tutto si isolasse e diventasse intimo. Si crea una connessione speciale con l’ospite e si percepisce il suo modo di condividere la sua storia con me. Ci sono sapori diversi messi insieme nella stessa trasmissione, ed è bello questo trascorrere insieme tutta l’estate. Non manca inoltre la parte di attualità affrontata da Giulia Bonaudi. Ci saranno collegamenti con luoghi sconosciuti, di cui non si sa nulla ma che sono di una bellezza straordinaria.

Connessione e intimità: due elementi che tu hai sicuramente conosciuto grazie al tuo passato da ballerina. Tra quello che la danza ti ha regalato, cosa ritrovi in ciò che fai oggi?

Tantissimo. La danza mi ha formata, fa parte del mio passato ma mi è rimasta addosso. Mi ha insegnato determinazione, disciplina, il rapporto con gli altri, il lavoro di gruppo, il rispetto per gli insegnanti, l’empatia. Tante volte ci siamo ritrovati a dover parlare in trasmissione di temi sociali, relazioni d’amore o tossiche. Prima di poter esprimere tutto questo con il corpo, ci devi entrare nella storia, anche se non è tua. Una ballerina è anche un po’ un’attrice e, con la conduzione, si prende la verità con lo stesso trasporto emotivo che si ha con la danza. Importante è inoltre la questione dello spazio: nella danza, c’è il bisogno di gestire degli spazi; nella conduzione, ci si può trovare davanti ad un ostacolo improvviso ed è fondamentale saper gestire il tutto usando la stessa fluidità dei movimenti.

Sei anche al timone di Musica Mia, in onda il sabato pomeriggio su Rai 1. Quanto ti aiuta il tuo background nella danza nella conduzione di un programma interamente musicale?

Con Musica Mia abbiamo fatto una ricerca partendo dalle radici, dai luoghi in cui sono nati e cresciuti gli autori di cui abbiamo parlato. Questo percorso ogni tanto si intreccia con la danza, ma ha anche un suo binario. Per me è stato tutto un riscoprirsi, l’eccitazione di una bambina che vuole sempre sapere e che ha tante curiosità. Tra me e Marco Conidi c’è stato un continuo scambio di informazioni; lui è cresciuto in quel mondo e ha vissuto il settore musicale in modo impeccabile.

Da Unomattina Weekly a Musica Mia: trattandosi di due programmi completamente differenti, come riesci a passare da un registro all’altro? Richiedono una preparazione mentale diversa?

Di base sono sempre me stessa e, partendo dal fatto che sono io, mi devo adattare ai diversi contenuti che sono appunto del tutto diversi. Fare un programma in esterna non è come fare un programma in studio, proprio per l’impostazione della puntata. L’esterna porta una leggerezza, un racconto più quotidiano e di strada, rispetto a uno studio in cui ci sono le luci, abiti diversi, un nuovo approccio nei confronti del pubblico. In questa fase della mia vita, è però importante per me sperimentare e cercare di evolvermi in più campi possibili. Questa è stata per me una "scuola": ognuno ha bisogno del suo registro e, pian piano, si cerca di crescere. Tra dieci anni metterò insieme tutto.

C’è chi dice che la TV estiva sia una sorta di "banco di prova" o di "palestra" per i palinsesti autunnali. Tu vedi questa doppietta con Uno Mattina Weekly e Musica Mia come un esame di maturità per conquistare uno spazio fisso in autunno?

Questo è sicuramente un modo per consolidarsi. La tv estiva è anche un modo per permettere a conduttori di una generazione diversa di mettersi in gioco. Nei palinsesti invernali ci sono spesso grandi conduttori che ormai vediamo da quaranta o cinquant’anni e che sono dei capisaldi di questa azienda. Loro hanno iniziato facendo trasmissioni; lo vedo il palinsesto estivo come un darci la possibilità di metterci in gioco. Sono contenta e bisognerebbe farlo sempre. Il direttore Rai ci ha visto lungo in questo; ad esempio, Musica Mia è un programma un po’ diverso e, secondo me, quello che sta facendo l’azienda è una cosa molto bella.

Se potessi scegliere un format fatto su misura per te da proporre al palinsesto Rai, quale sceglieresti?

Posso dire che Weekly ha tante sfumature che mi piacciono molto. Questo è per me un periodo di sperimentazione, dove mi metto in campo per fare un po’ di tutto. Raccoglierò i frutti, ma cerco di riuscire a mettere insieme l’intimità, il racconto, il confronto, il divertimento, la danza. Vorrei fare un mix di tutto quello che è stato il mio passato.

Tra te e Stefano De Martino, prossimo conduttore del Festival di Sanremo, c’è una grande stima. Avete anche molto in comune: la passione per la danza e le origini napoletane. Se ti chiamasse per salire al suo fianco sul palco dell’Ariston, tu accetteresti?

Sì, siamo cresciuti nella stessa città, anche se non ci siamo mai realmente incrociati. Per me, non è assolutamente il momento per Sanremo; non sarei pronta per quel palco adesso e quel posto ha invece bisogno di una struttura e di una preparazione. Due anni di Musica Mia aiutano sicuramente a mettere insieme e consolidare la conoscenza musicale; per me è importante conoscere tutte le basi, studiare e avere una consapevolezza del potere che ha quel palco. Per quanto mi riguarda, l’importante è non bruciare le tappe. Mia mamma dice sempre: "Ogni cosa ha il suo tempo".

La tv italiana sta intanto cambiando e le donne stanno conquistando spazi di conduzione sempre più importanti. Guardando ai tuoi prossimi dieci anni, qual è il tabù che vorresti abbattere in prima persona nella tv italiana?

Sicuramente dobbiamo ancora lavorare su questo; vediamo tanti uomini in tv. È arrivato anche il momento di lasciare più spazio alle donne ma posso dire che, in questo periodo, c’è condivisione e parità. Ci sono tante donne alla conduzione dei programmi, ma possiamo senz’altro migliorare.


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