Il cinema ci vuole superintelligenti… o supermediocri? Da Lucy a Limitless è scontro di cervelli, ma c'è chi la prende sul ridere
Tra la superintelligenza di Lucy e la mediocrità di Italiano Medio, il grande schermo ci conosce meglio di noi stessi (e ci prende pure in giro)

C’è un momento, guardando Lucy di Luc Besson, in cui ci si accorge che il film del 2014 con Scarlett Johansson non parla davvero di scienza, né di neuroscienze, né tantomeno della famosa (e falsa) teoria del "10% del cervello". Lucy parla di qualcos’altro: del nostro desiderio di essere la versione migliore di noi stessi, più intelligenti, più veloci, più capaci. In una parola, "potenziati". La fantasia perfetta per un’epoca che vive di aggiornamenti continui. È un’ossessione antica, ma il cinema contemporaneo (in particolare quello degli anni ’10) l’ha trasformata in un vero genere.
Quando il potere è a portata di pillola: Limitless
Il caso più noto è Limitless, uscito nel 2011, nel quale Eddie Morra, interpretato da Bradley Cooper, ingoia una pillola miracolosa che sblocca il 100% delle sue potenzialità cerebrali. Mentre però in Lucy Scarlett Johansson si "trasforma" dopo essere stata costretta a ingerire a forza una sostanza sintetica che poi le si diffonde in corpo, nel film di Neil Burger il potenziamento non è frutto di un incidente ma di una scelta consapevole. Il protagonista, convinto dall’ex cognato, decide di assumere l’NZT, un prodotto farmaceutico elegante e vendibile. È la fantasia perfetta per un’epoca che misura tutto in performance. Cooper non vola, non solleva auto: semplicemente pensa meglio.
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Entra nel canale WhatsAppJohnny Depp supera l’umano (e diventa inquietante)
Se Limitless immagina un cervello che corre più veloce, Transcendence fa un passo ulteriore: elimina del tutto il corpo. Nel film di Wally Pfister (del 2014 come Lucy) Johnny Depp interpreta un ricercatore nel campo dell’intelligenza artificiale in punto di morte, la cui mente viene trasferita in un supercomputer dalla moglie per permettergli di continuare a vivere. Non un potenziamento, quindi, ma una migrazione: l’intelligenza umana abbandona i suoi limiti biologici per diventare qualcosa di nuovo e superiore, oltre che sempre più inquietante. Il fascino del film sta proprio in questa ambiguità: il personaggio di Depp diventa onnisciente, onnipresente, capace di manipolare la materia e le persone. Ma è ancora lui, o è un’entità che usa i suoi ricordi come maschera? Se spingiamo l’intelligenza oltre il limite, cosa resta dell’essere umano? Il film non dà risposte, ma il messaggio è chiaro: il potenziamento cognitivo non è solo un sogno di efficienza, è un rischio esistenziale.
Altro che 100% del cervello: la satira di Maccio che ribalta tutto
E poi c’è l’altra faccia della medaglia: la parodia. L’esordio cinematografico di Maccio Capatonda, Italiano Medio (2015), prende lo stesso meccanismo – la pillola che cambia la mente – e lo ribalta. Non potenzia, ma "depotenzia". Non rende geniali, ma mediocri. La genialità del film sta proprio qui: mostrare con una satira feroce che nel nostro Paese il vero superpotere, oggi, sembra essere la capacità di spegnere il cervello, non di accenderlo.
