Insidious 6 - Fuori dall'Altrove ma non dai cliché: il nuovo film della saga horror sa di già visto. Recensione

Pur riuscendo ad aggiungere una certa vena autoironica alla narrazione, la pellicola scritta e diretta da Jacob Chase non si discosta dalla solita traccia

Roberto Ciucci

Roberto Ciucci

Giornalista

Appassionato di sport, avido consumatore di manga e film, cultore di tutto ciò che è stato girato da Quentin Tarantino e musicista nel tempo libero.

Insidious 6 - Fuori dall'Altrove ma non dai soliti clichè: il nuovo capitolo della saga horror sa di già visto. Recensione
Sony Pictures Italia

Ci sono film horror che, da qualche anno a questa parte, riescono a risultare freschi, innovativi e forieri di idee molto interessanti. In grado spesso e volentieri di catturare con grande lucidità tutte le nevrosi tipiche del nostro tempo. E poi ci sono case di produzione come la Blumhouse che rimangono ancorate a determinati franchise, a loro volta fossilizzati sui medesimi temi, dalle possessioni a, come nel caso del film in questione, case infestate. Insidious 6, sottotitolato Fuori dall’Altrove, è un film di cui sarebbe estremamente facile e al contempo dannatamente difficile scrivere una recensione.

Perchè per riassumere il film basterebbero quattro parole, prese in prestito dalla lingua di Albione: "More of the same", traducibile alla brutta in "altro della stessa materia". Perchè alla fine il nuovo capitolo della saga con protagonista originariamente la famiglia Lambert non offre sostanzialmente niente di nuovo. Tutto, dalla trama ai personaggi, odora di già visto, un olezzo stantio, come di un armadio rimasto chiuso per troppo tempo. Ma scavando un po’ più a fondo, qualcosa di positivo si trova, ovvero quella vena autoironica che Jacob Chase, qui in veste di regista e sceneggiatore, usa per trattare il materiale originale. Nel cast, nei panni della protagonista, Amelia Eve (The Blind e The Haunting of Bly Manor), affiancata da Brandon Perea (Nope e The Big Bold Beautiful Journey) e Maisie Richardson-Sellers (The Kissing Booth 2 e 3), oltre che da Lin Shaye, che riprende il ruolo della medium Elise, interpretata in vari altri film della saga.

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Insidious 6 – La recensione del film

Mai come in questo capitolo, la saga di Insidious aveva sfruttato il repertorio dell’horror per mettere in scena metafore psicoanalitiche. Meccanismi di sovrascrittura e rimozione dei traumi, elementi oscuri della personalità, la necessità quasi viscerale di affrontare ciò che si cela nelle ombre. Tutto ottimo, se non fosse che la metafora è posta in maniera talmente evidente da non lasciare alcuno spazio all’interpretazione. La narrazione di Insidious 6 procede per didascalie, lunghi "spiegoni" che servono a due scopi in particolare. Il primo è, ovviamente, permettere anche a chi non ha mai visto nessun film della saga di godere comunque della visione del film. Discutibile, ma necessario in un’ottica di semplicissimo marketing.

Il secondo è quello di accompagnare lo spettatore "distratto" nella comprensione della pellicola. Non che l’intreccio sia complicato di per sé, anzi. Anche in questo caso, Insidious 6 vede nel ricongiungimento familiare la panacea per un passato di violenze e abusi, dimensione già ampiamente esplorata in precedenza con i vari traumi vissuti dai protagonisti dei capitoli precedenti. Chase, tuttavia, riesce a permeare il tutto da un’aura giocosa e quasi autoironica. Il viaggio della protagonista e dei suoi aiutanti assume i connotati del videogame survival-horror, con tanto di tappe ben evidenti da superare per arrivare al "livello successivo". Il regista si fa anche largamente beffe dei vari cliché di genere, per quanto lui stesso finisca a tratti per abusarne. Ed è così che i vari jumpscare che sbucano da dietro angoli o intercapedini vengono spesso accompagnati da risate (anche involontarie, va detto). Non mancano, attenzione, momenti piuttosto rivoltanti, che abbiamo a dire il vero apprezzato.

Di cosa parla la trama di Insidious 6 – Fuori dall’Altrove

Gemma (Eve) è una dentista di Pittsburgh con un difficile passato e che cresce la figlia Maya (Island Austin) nella vecchia casa in cui da bambina aveva assistito al misterioso suicidio della madre. Un giorno, alcune strani accadimenti cominciano a succedere nella vita di Gemma, che deve affidarsi alla medium Elise (Shaye) e alla sua "assistente" Clare (Richardson-Sellers) per impedire a una misteriosa forza demoniaca di trasportare i morti nella dimensione dei vivi. Perchè Gemma ha un potere molto raro e altrettanto decisivo: può trasportare oggetti materiali fuori dall’Altrove.

Un cattivo che funziona (e che parla)

Tra le novità più interessanti di Insidious 6 c’è senza dubbio l’antagonista principale, Cyrus Lam, interpretato da un sempre inquietante Sam Spruell. Il demone, a differenza delle altre entità conosciute nell’arco della saga, parla. E proprio la parola lo rende così interessante. Non ha bisogno della propria muta presenza per spaventare, ma lo fa attraverso il carisma. Cyrus finisce per fare da contraltare di Elise Reinier, che è ormai diventata a tutti gli effetti madrina del franchise. Entrata nel primo capitolo "solamente" per morire, non ne è mai uscita, diventando il fantasma che nessun esorcismo scaccia. Bloccata nell’Altrove, parla attraverso Clare e la regia di Jacob Chase la riporta tra noi col vecchio trucco dell’inquadratura nello specchio.

Parlando di regia, qualche guizzo interessante c’è, va detto, come una claustrofobica sequenza all’interno di un fortino di cuscini che richiama direttamente il recentissimo Backrooms di Kane Parsons. D’impatto anche la colonna sonora, composta sempre da Joseph Bishara, habitué del franchise.

Insidious 6 – Fuori dall’Altrove rimane ancorato agli stilemi di genere e ai cliché della saga, ma riesce in qualche modo a portare una ventata di aria fresca a un franchise che, palesemente, ha già detto tutto quello che aveva da dire. Funzionano la protagonista Gemma, grazie all’ottimo lavoro di Amelia Eve, e l’inquietante villain Cyrus di Sam Spruell. Vi ricordiamo che Insidious 6 esce al cinema in Italia il 19 agosto 2026.

VOTO: 6/10


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