Innamorarsi e altre pessime idee, Lino Guanciale e Andrea Delogu all'insegna della prevedibilità: quando l'amore non ha idee. Recensione

La nuova commedia di Simone Aleardi non abbandona mai i binari più classici, finendo nel baratro del già visto e del dimenticabile

Roberto Ciucci

Roberto Ciucci

Giornalista

Appassionato di sport, avido consumatore di manga e film, cultore di tutto ciò che è stato girato da Quentin Tarantino e musicista nel tempo libero.

A volte non basta ispirarsi a film di successo per avere uguale fortuna. Bisogna saper maneggiare un argomento nel modo corretto e, soprattutto, avendo bene in mente qualcosa da dire. Altrimenti il rischio concreto è di scadere nel già visto, nel trito e ritrito, nel baratro del banale e del dimenticabile. Tristemente, Simone Aleandri e Alessandra Martellini, rispettivamente regista e sceneggiatrice di Innamorarsi e altre pessime idee, con Lino Guanciale e Andrea Delogu come protagonisti, commettono proprio questo errore. Distribuito da 01 Distribution, nel cast anche Claudio Colica, Ilenia Pastorelli e Grazia Schiavo.

L’intenzione era chiaramente quella di girare un feel good movie, una di quelle pellicole da guardare sul divano, senza pretese, e che alla fine ti lasciano con un piacevole senso di tepore nel petto. Purtroppo l’intento non arriva a bersaglio, in un film dominato dalla noia e dalla sensazione di stare vedendo l’ennesima commedia che segue i soliti stereotipi: un protagonista con un matrimonio in crisi e da salvare, la bella sconosciuta che lentamente si invaghisce di lui, la spalla comica. Tutto secondo i cliché più standard e senza un vero e proprio guizzo.

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Innamorarsi e altre pessime idee – La recensione del film

Già dopo i primissimi minuti è possibile intuire dove la trama andrà a parare. Chiaramente non stiamo parlando di film a cui è richiesto chissà quale intreccio narrativo eccessivamente complesso. Ma ci sono mille sfumature di grigio nel mezzo. Innamorarsi e altre pessime idee, invece, prende la via più tradizionale possibile, con la conclusione più scontata che ci potesse essere. L’approfondimento dei vari personaggi è pressoché nullo e i due livelli su cui procede la trama, quello legato al piano di Lino e Sofia, e quello della relazione tra Tommy e Matilde, si sfiorano solo leggermente senza mai influenzarsi in maniera decisiva. In particolare, la coppia di coinquilini sembra più messa lì come riempitivo, che per una reale necessità di trama. Il buon Claudio Colica ci prova, portando l’umorismo che contraddistingue il duo formato col collega Fabrizio. Ma a parte un po’ di verve iniziale, anche il suo contributo si perde con lo scorrere del minutaggio (per fortuna entro il limite dei 90 minuti).

Dal punto di vista registico, Simone Aleandri si limita allo stretto indispensabile, senza spingersi di un centimetro fuori dal seminato. A peggiorare il tutto ci pensa la fotografia, che ricorda drammaticamente quella di una soap opera. Peggio ancora la gestione della colonna sonora, spesso invasiva sia per tempistiche di inserimento, sia per il volume, veramente eccessivo, di alcuni brani.

Di cosa parla la trama di Innamorarsi e altre pessime idee

Lino (Guanciale) è un avvocato romano di successo la cui vita familiare viene sconvolta una sera, quando la moglie Grazia (Schiavo) gli annuncia di essersi invaghita dello chef stellato Paolo (Davide Devenuto). In preda al più totale sconforto, ma spinto dal desiderio di riconquistare a ogni costo la moglie, Lino si accorda con Sofia (Delogu), insegnate precaria e in necessità di aiuto legale: lei farà innamorare di sé Paolo, convincendo Grazia della poca fedeltà dell’uomo, e Lino la aiuterà con una causa per stalking nei confronti del suo ex.

Al folle "complotto" partecipano anche Tommy (Claudio Colica) e Matilde (Ilenia Pastorelli), rispettivamente amici e coinquilini di Lino e di Sofia e che a loro volta finiranno in una complicata storia d’amore. Tra Lino e Sofia, però, il rapporto comincia presto a cambiare forma, mentre i due si rendono conto cosa sia davvero l’amore e perchè per esso si facciano davvero delle follie.

Stereotipi e cliché in ogni dove

I quattro protagonisti della vicenda seguono gli stilemi più classici del genere. Lino è l’innamorato irriducibile, convinto che la moglie sia l’amore della sua vita, salvo essere col tempo smentito da Sofia. Tommy e Matilde sono le spalle comiche, alle prese loro stessi con una relazione che parte sotto i migliori auspici ma che si scontra ben presto con una "terribile" verità. Tutti si muovono su binari che più prevedibili di così non si può, ed è possibile leggere ogni singolo risvolto di trama con svariati minuti di anticipo. Anche qui, non fraintendiamoci: i cliché e gli stereotipi devono essere presenti in ogni tipo di narrazione, ma occorre saperli usare e dosare come si deve.

Ruoli non esageratamente caratterizzati, poi, che non aiutano ma non vengono nemmeno aiutati dai rispettivi interpreti. Nemmeno Lino Guanciale, che ci ha abituati a performance di ben altro spessore ne Il Commissario Ricciardi, offre una performance di chissà quale spessore. Un gran peccato.

Innamorarsi e altre pessime idee aderisce agli stilemi più classici del genere senza apportare sostanzialmente niente di nuovo al mondo delle commedie romantiche. L’ispirazione è chiaramente quella dei film romantici americani, ma Simone Aleandri e Alessandra Martellini si limitano a riproporre cliché e stereotipi triti e ritriti. Una sceneggiatura senza mordente che non supporta e non viene supportata da un cast di attori non alla propria migliore performance. Per lo meno il tutto non è gravato da una eccessiva durata e scorre fino alla fine senza grossi intoppi.

Voto: 5/10


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