Infinite, la storia (straordinaria) dietro la nascita del film con Mark Wahlberg: dal Nepal a Hollywood
Un film imperdibile nato dal piano geniale (e un po' folle) dell’autore di un romanzo: una storia memorabile ancor prima di arrivare sullo schermo.

Nel 2021, il regista Antoine Fuqua porta sul piccolo schermo un thriller di fantascienza intitolato Infinite, tratto dal romanzo The Reincarnationist Papers di D. Eric Maikranz. Il protagonista della pellicola è Mark Wahlberg nei panni di Evan McCauley, un uomo tormentato da ricordi vivissimi di luoghi mai visitati e da abilità che non ha mai acquisito consciamente. La sua esistenza al limite del crollo emotivo si trasforma radicalmente quando un gruppo segreto lo avvicina per rivelargli una verità sconvolgente: non soffre di schizofrenia, come sostenuto dai medici, ma quei ricordi sono reali e appartengono alle sue vite precedenti. Trascinato in un mondo straordinario dove alcuni eletti rinascono portando con sé tutta la conoscenza accumulata nei secoli, Evan si trova coinvolto in una corsa contro il tempo per salvare l’umanità. In tutto questo, il romanzo alla base nasconde una storia molto affascinante: il particolare percorso che lo ha portato ad Hollywood. Scopriamo di più.
Infinite, da un ostello in Nepal a Hollywood: come è nato il film
La strada che ha portato il romanzo The Reincarnationist Papers a Hollywood è davvero particolare e ingegnosa. D. Eric Maikranz si trovava di fronte a un muro: il circuito tradizionale degli agenti letterari sembrava disinteressato al suo lavoro. Invece di arrendersi, lo scrittore ha quindi adottato una strategia tutt’altro che convenzionale, inserendo direttamente nella prima pagina del suo libro una proposta concreta: chiunque tra i suoi lettori fosse riuscito a far arrivare il romanzo nelle mani giuste dell’industria cinematografica avrebbe ricevuto una commissione in denaro. In questo modo lo scrittore ha trasformato ogni persona che acquistava o leggeva il libro in un potenziale agente non ufficiale.
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Entra nel canale WhatsAppCirca un anno e mezzo dopo aver lanciato questa iniziativa, Maikranz ha ricevuto un’email da un assistente alla regia di Hollywood che aveva trovato una copia del romanzo abbandonata in un ostello in Nepal. Quella copia, finita chissà come tra i bagagli di qualche viaggiatore, aveva percorso migliaia di chilometri prima di atterrare nelle mani della persona giusta. Nel 2017, la Paramount Pictures ha ufficialmente acquisito i diritti del romanzo trasformandolo in un film.
Infinite, le differenze tra libro e film
Ovviamente, portare un libro di fantascienza filosofica a diventare un blockbuster d’azione hollywoodiano comporta quasi sempre delle scelte difficili. Le differenze tra il romanzo originale e la sua trasposizione cinematografica sono infatti sostanziali: nel libro, il protagonista Evan Michaels non ha la minima consapevolezza di essere un’anima reincarnata, è semplicemente un uomo ossessionato da immagini e sensazioni che non riesce a spiegarsi. Nel film, questa condizione viene tradotta in termini medici: Evan McCauley viene trattato come schizofrenico.
Anche i personaggi subiscono trasformazioni significative: la figura femminile che nel romanzo si chiama Poppy, una donna reincarnata che ricorda soltanto sette esistenze passate, nel film invece diventa Nora Brightman, che dichiara invece di aver vissuto dozzine di vite. E mentre nel libro viene presentata una società segreta di anime reincarnate chiamata Cognomina, composta da appena ventotto individui, nel film i reincarnati diventano centinaia e vengono divisi in due fazioni contrapposte: i Credenti, convinti di poter usare le proprie capacità per migliorare il mondo, e i Nichilisti, che invece vogliono distruggere ogni forma di vita per spezzare per sempre il ciclo della reincarnazione.
