Illusione, nemmeno Michele Riondino salva il ritorno al cinema di Francesca Archibugi: un cast stellare per una noia mortale. La recensione

Il tredicesimo lungometraggio di Francesca Archibugi è un lavoro che finisce per tradire le sue stesse premesse, volendo essere troppo allo stesso tempo

Roberto Ciucci

Roberto Ciucci

Giornalista

Appassionato di sport, avido consumatore di manga e film, cultore di tutto ciò che è stato girato da Quentin Tarantino e musicista nel tempo libero.

Presentato nel quadro del Grand Public durante la Festa del Cinema di Roma 2025, Illusione, il nuovo film di Francesca Archibugi, debutta al cinema dal 7 maggio 2026. Il tredicesimo lavoro per il grande schermo della regista, che ritorna dopo una pausa di 3 anni, illude con la promessa di un thriller d’autore, salvo lasciare allo spettatore solo l’ombra di ciò che sarebbe potuto essere.

Nemmeno un buon Michele Riondino, nei panni di uno psicologo alle prese con il caso di una baby squillo, riesce a risollevare le sorti di una pellicola in cui regna sostanzialmente la noia e che si perde in una spirale di anime diverse che finiscono per annullarsi a vicenda. Nel cast anche Jasmine Trinca, Vittoria Puccini, Francesca Reggiani, Filippo Timi e una giovanissima Angelina Andrei.

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp

Entra nel canale WhatsApp

Illusione – La recensione del film

Il titolo è abbastanza autoesplicativo. L’ultima fatica di Francesca Archibugi è una grande illusione, una promessa non mantenuta. Un film che vuole essere thriller d’autore e che invece finisce per tradire se stesso e la propria identità, fagocitandosi da solo dalla voglia di essere tutto e il contrario di tutto. L’eccessiva durata della pellicola, quasi due ore, è alimentata da svariate sottotrame che si aprono e si sviluppano senza aggiungere sostanzialmente niente alla materia dell’intreccio principale.

Il passato violento di Stefano (Michele Riondino) e la sua crisi matrimoniale, il rapporto improvvisato con la PM Cristina (Jasmine Trinca), la suocera (una Franscesca Reggiani ridotta a poco più di una macchietta) interessata unicamente ai risvolti economici della vicenda di Rosa (Angelina Andrei) e Stefano. Il risultato è una continua interruzione della tensione, oltre che un generale senso di straniamento da parte dello spettatore, che non sa davanti a quale film si trova. Illusione vuole essere un legal thriller di respiro internazionale, un racconto psicologico, un dramma familiare oppure ancora una romance? Alla fine sembra essere tutto e niente, col risultato di andare a sminuire temi di spessore come la prostituzione minorile, le mafie dell’Est Europa, la corruzione dei potenti, la fragilità dell’adolescenza, il miraggio e i pericoli di una vita di lusso.

Di cosa parla la trama di Illusione?

A Perugia viene ritrovata, da parte del Vicequestore Pizzirò (Timi) una giovane sconosciuta in stato semicomatoso. Portata d’urgenza in ospedale, si rivela essere Rosa Lazar (Andrei), prostituta quindicenne di origine rumena. Il caso viene affidato al sostituto procuratore Cristina Camponeschi (Trinca), algida e determinata a usare Rosa per smascherare ciò che si cela dietro a quello che, all’apparenza, è solo l’ennesimo caso di prostituzione. Parallelamente lo psicologo Stefano Mangiaboschi (Riondino) è assegnato alla ragazzina per delle sedute di appoggio che, nell’idea della PM, serviranno a estrapolare ciò Rosa sa ma ha troppa paura di dire. Stefano, dal canto suo, ha il solo obiettivo di aiutare la giovane, evidentemente vittima di qualcosa di molto più grande di lei.

Gli atteggiamenti di Rosa nei suoi confronti, però, a causa di alcuni malintesi e del comportamento paterno di Stefano, vengono mal interpretati e portano a dubbi sulla sua integrità morale, andando a intaccare anche la sua sfera privata. Una vita fatta di una moglie (Vittoria Puccini) e due figli e un matrimonio che finisce per incrinarsi sotto al peso dei sospetti. A complicare ulteriormente le cose c’è la figura di Pizzirò, volgare e intriso di pregiudizi anche per via del passato di Stefano, su cui aleggia una pesante ombra.

L’illusione delle aspettative

Dal punto di vista tecnico, di Illusione si può dire ben poco. Il film è costruito in maniera curata, con primi piani e un’attenta scelta delle location. Francesca Archibugi mette in piedi un’atmosfera oscura e tetra, anche grazie all’uso frequente della pioggia e di ambientazioni notturne. Il racconto, nonostante tutto, è tenuto in piedi anche dall’alternanza delle due linee temporali, quella del presente e quella legata ai ricordi di Rosa.

La costruzione, però, non è rispecchiata dal finale, che non riesce a non disattendere l’aspettativa montata durante la pellicola. Nessuna rivelazione sconvolgente, nessuna svolta di grande intensità. Anzi, Illusione termina con un ultimo atto abbastanza banale e scontato, una conclusione alla "volemosebbene" in cui tutto è liquidato in fretta e nell’arco di pochissimi minuti. Manca, quindi, un colpo di scena degno di questo nome e che lasci lo spettatore appagato al termine della visione.

Illusione è vittima del suo stesso nome: illude lo spettatore di essere ciò che non è e lo lascia incompiuto e insoddisfatto dopo quasi due ore di visione. Una durata ingiustificata per quanto mostrato e allungata unicamente attraverso l’apertura di svariate sottotrame inconcludenti e che non aggiungono pressoché niente all’intreccio principale. Nemmeno un cast di buon livello, trascinato da un ottimo Michele Riondino, riesce a dare profondità a personaggi sin troppo bidimensionali e, in alcuni casi, persino macchiettistici.

Voto: 4.5


Potrebbe interessarti anche