Taratata, il successo di Paolo Bonolis fa sognare un ritorno a Sanremo. I suoi Festival hanno fatto volare gli ascolti e sfornato hit

Secondo i rumor il conduttore era a un passo dal prendere le redini della kermesse nel 2026. Poi la trattativa è saltata per una condizione che il volto di Canale 5 pone da anni senza trovare l’appoggio di Rai e Comune.

Luca Burini

Luca Burini

Giornalista

Nato a inizio estate 1987, volevo fare il cantautore. Poi la vita mi ha portato a sfogare la voglia di comporre altrove.

Non era facile, ma Paolo Bonolis ce l’ha fatta a riportare la grande musica nella prima serata di Canale 5 rispolverando l’iconico format di Taratata. In onda per quattro edizioni nella seconda serata di Rai1 tra il 1998 e il 2001, la versione italiana del programma francese era una scommessa per Mediaset e il conduttore: fare ascolti con cantanti non in gara non è così scontato nella tv di oggi. Eppure, la prima puntata, andata in onda il 9 febbraio, ha strappato il 18,1 per cento pari a più di 2.300.000 telespettatori vincendo la serata a livello di share. Prendendo in esame invece il numero di persone davanti alla televisione, invece, è andata meglio l’ammiraglia della tv di Stato con la fiction Cuori 3 (più di 2.900.000 di teste e il 17,4 per cento). L’attesa è tutta per i risultati del secondo appuntamento in onda il 16 febbraio con ospiti Annalisa, Fiorella Mannoia, Negramaro, Alessandra Amoroso, Luca Carboni e Gigi D’Alessio. Come la scorsa settimana, gli artisti presenti alla ChorusLife Arena di Bergamo si esibiranno sia singolarmente che in inedite accoppiate o terzetti sotto l’occhio attento di Bonolis. La sua liason con la musica non è certo una novità per il grande pubblico: è iniziata, infatti, addirittura negli Anni ’90 per poi raggiungere la sua massima espressione nel decennio successivo con due Festival di Sanremo rimasti negli annali. Tanto che spesso si è parlato di un suo ritorno all’Ariston, un’opzione che non gli dispiacerebbe, ma a condizioni precise.

Sulla strada del ritorno a Sanremo di Bonolis c’è un ostacolo: il Teatro Ariston

Il problema sarebbe proprio il teatro che fa da cornice alla kermesse. Da anni Bonolis sostiene che l’evento musicale di Rai1, per evolversi davvero, dovrebbe spostarsi in uno spazio più ampio e funzionale come il Palafiori che permetterebbe di creare uno show molto più vicino alla spettacolarità dell’Eurovision. La chiusura della Rai e del Comune in questo senso ha sempre fatto arenare qualsiasi trattativa su un eventuale ritorno del presentatore in Riviera. Quella più recente, riporta Gabriele Parpiglia, sarebbe iniziata una volta chiaro che Amadeus si sarebbe davvero fermato dopo l’edizione del 2025. Bonolis sarebbe stato il nome più probabile per succedere al collega, poi passato a Discovery. Inizialmente poco convinto, il conduttore avrebbe cambiato atteggiamento davanti all’idea di condividere la scena con Damiano David dei Måneskin. Un’ipotesi che avrebbe portato a diversi incontri e a una progettazione concreta. Poi lo scoglio insuperabile della location, il conseguente passo indietro e il ritorno di Carlo Conti.

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Nel 2005 Paolo Bonolis ha diviso il cast in categorie e ha reintrodotto le eliminazioni

Già nel 2005 Bonolis aveva rivoluzionato il Festival con un regolamento totalmente inedito che divideva i partecipanti in cinque categorie (Uomini, Donne, Gruppi, Classic e Giovani) e reintroduceva, dopo anni, le eliminazioni. La forza del cast che mescolava la tradizione italiana con la sperimentazione e i volti amati dalle classifiche di quegli anni portò a un boom degli ascolti (quasi il 53 per cento di media e più di 11 milioni e mezzo di telespettatori) che non si vedeva dal 2002 e che non si sarebbe rivisto per anni. A vincere la manifestazione, condotta con Antonella Clerici e la modella Federica Felini, fu Angelo di Francesco Renga che raggiunse la prima posizione dei più venduti a livello settimanale e la 11 nella chart annuale. Da quel Festival però uscirono altri due grandi successi rimasti nella playlist collettiva: Mentre tutto scorre che, nonostante l’eliminazione la prima sera, lanciò la carriera dei Negramaro e Ragazza di periferia con la quale Anna Tatangelo sì classificò terza nella categoria Donne.

Al Festival del 2009 Bonolis puntò molto sulla categoria Giovani lanciando Arisa e Malika Ayane

Visto il trionfo del 2005, Bonolis venne richiamato quattro anni dopo per ridare slancio agli ascolti in caduta libera. L’impresa riuscì solo in parte: i numeri furono un po’ più bassi rispetto alla sua prima edizione, ma superò tutti i Festival dal 2006 al 2008. Quell’anno il conduttore e direttore artistico ripropose le classiche categorie Big e Giovani, mantenendo le eliminazioni. Riuscì a portare in gara addirittura gli Afterhours e sdoganò gli ex talent chiamando Marco Carta in un cast piuttosto nazionalpopolare. Il focus, infatti, sembrava essere più sulle Nuove Proposte che si presentavano accompagnati da padrini del calibro di Lucio Dalla, Pino Daniele e Ornella Vanoni. Una scelta televisivamente forte che creò qualche polemica perché, a detta di molti, rendeva la categoria un lusso alla portata solo di artisti con alle spalle un forte supporto discografico. Alla fine i due più grandi successi di quell’edizione arrivarono proprio dalla sezione Giovani: Sincerità della vincitrice Arisa raggiunse il primo posto nelle chart settimanali italiane e il 22esimo in Europa per poi risultare la seconda canzone più venduta nel nostro Paese nel 2009. Come foglie di Malika Ayane si fermò alla 2 nei ranking elaborati da FIMI sui sette giorni, ma fu il decimo singolo di maggior successo dell’anno. Andò molto bene anche il trionfatore tra i Big: l’ex Amici di Maria de Filippi Marco Carta con la sua La forza mia raggiunse il secondo posto a livello settimanale e l’11esimo nei dodici mesi. Bene anche Il mio amore unico di Dolcenera col suo quinto posto tra i più venduti sui sette giorni e il 40esimo nel ranking del 2009 in cui Luca era gay di Povia si fermò due posizioni più sotto, nonostante nelle chart settimanali arrivò fino alla 3.

Negli Anni ’90 Paolo Bonolis ha condotto tre edizioni di Un disco per l’estate

E se con Sanremo, per ora, Bonolis è fermo a due edizioni, col Disco per l’estate negli Anni ’90 è arrivato a tre. La storica manifestazione che, come il Festivalbar, premiava le canzoni della stagione più calda è stata condotta, su Canale 5, dal 1997 al 1999 dal presentatore romano. Sul palco c’erano i nomi che dominavano le classifiche in quel periodo: tra ospiti e concorrenti si sono esibiti hitmaker come Nek, gli 883, Ambra, Spagna, Loredana Berté, Paola & Chiara e Mietta. A vincere furono Primavera di Marina Rei (1997), Vento d’estate di Max Gazzé e Niccolò Fabi (1998) e Restless di Neja (1999).

Nel 2017 l’esperimento di Music su Canale 5 venne archiviato dopo due edizioni

Sono invece solo due le edizioni di Music, in onda entrambe nel 2017 sempre sull’ammiraglia di Mediaset. Il format prevedeva che gli artisti chiamati da Bonolis si esibissero reinterpretando grandi successi lanciati da altri cantanti. E se i risultati del primo ciclo di puntate con ospiti, tra gli altri, Fedez, J-Ax, Elisa, The Kolors, Loredana Berté e Antonello Venditti furono buoni (quasi il 20 per cento e quasi 4 milioni e mezzo di telespettatori), la seconda edizione con sul palco nomi come Gianni Morandi, Riccardo Cocciante, Checco Zalone, Patty Pravo e Gigi D’Alessio registrò un crollo (il 14 per cento di media e meno di tre milioni di persone collegate). Numeri che, presumibilmente, hanno portato alla cancellazione della trasmissione dal palinsesto.


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