Il Commissario Montalbano - Il gioco delle tre carte: Salvo tra mafia e depistaggi in uno degli episodi più amati di sempre
Nell’episodio cult del 2006, il commissario Montalbano affronta un intrigo tra mafia, omicidi e verità nascoste che continua a conquistare il pubblico.

Tra gli episodi più celebri e ritrasmessi della serie de Il Commissario Montalbano, Il gioco delle tre carte resta ancora oggi uno dei capitoli più intensi e apprezzati dal pubblico. Andato in onda per la prima volta nel 2006, il film televisivo continua a coinvolgere gli spettatori grazie a una trama complessa e sorprendentemente attuale, costruita attorno a temi come mafia, corruzione, depistaggi e manipolazione della verità.
Il Commissario Montalbano, Il gioco delle tre carte: le anticipazioni del 12 maggio 2026
Tutto inizia con il ritrovamento del corpo di Girolamo Cascio, potente costruttore edile di Vigata vicino agli ambienti mafiosi locali. L’uomo viene trovato morto sul ciglio della strada e, almeno in un primo momento, il caso sembra quello di un banale incidente. Ma qualcosa non convince chi lo conosce bene. A sollevare i primi dubbi è Ciccio Monaco, ragioniere della ditta di Cascio, che racconta a Montalbano del forte stato di agitazione dell’imprenditore nei giorni precedenti alla morte. A turbarlo sarebbero state alcune telefonate ricevute da un uomo dalla voce roca e inquietante. Anche le analisi della Scientifica evidenziano anomalie incompatibili con un semplice investimento.
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Entra nel canale WhatsAppLe indagini si concentrano così su Rocco Pennisi, appena uscito dal carcere dopo aver scontato vent’anni per l’omicidio del socio Giacomo Alletto. Pennisi si è sempre proclamato innocente e molti dettagli sembrano riaprire interrogativi mai davvero chiariti. Dopo la sua condanna, infatti, fu proprio Cascio a prendere il controllo dell’azienda, diventando uno degli uomini più potenti dell’edilizia locale.
Mafia, vendetta e depistaggi: il colpo di scena finale di Montalbano
Montalbano decide di scavare nel passato e scopre elementi che cambiano completamente il quadro investigativo. Fondamentale è la testimonianza di Virginia Pennisi, sorella non vedente di Rocco, che ricorda la voce di un uomo entrato anni prima nella loro casa fingendosi un tecnico del gas. Una voce roca e fastidiosa, identica a quella descritta anche da Monaco. Nel frattempo emerge un secondo cadavere: quello di Xavier Granieri, che si rivela essere Giovanni Lumia, killer mafioso legato alla famiglia Riolo e latitante da decenni. Grazie ad alcuni messaggi vocali, Montalbano collega finalmente tutti i tasselli dell’indagine.
Secondo la ricostruzione del commissario, anni prima Cascio avrebbe chiesto ai Riolo di eliminare Alletto facendo ricadere la colpa su Pennisi, così da liberarsi dei suoi concorrenti e conquistare il monopolio dell’edilizia a Vigata. Lumia, esecutore materiale del delitto, sarebbe poi tornato dopo anni per ricattare Cascio, uccidendolo davanti al suo rifiuto di pagare ancora. Ma il caso non si chiude davvero lì. Come spesso accade nelle migliori storie di Montalbano, restano dettagli che continuano a tormentare il commissario. Ed è proprio seguendo quei particolari apparentemente insignificanti che il commissario arriva a intuire un coinvolgimento ancora più profondo e inaspettato, capace di ribaltare ancora una volta tutta la vicenda.
