Il cielo è sempre più blu, pagelle: Ema Stokholma va di fretta (5), Fabrizio Moro cambia la serata (9). Ma il tributo a Rino Gaetano dov’era?
Le pagelle di Radio2 Live - Il cielo è sempre più blu, il concerto omaggio a Rino Gaetano trasmesso su Rai 2 il 5 agosto 2026: grandi voci sul palco, ma il tributo resta sullo sfondo.

Radio2 Live – Il cielo è sempre più blu ha portato in prima serata su Rai 2 l’omaggio a Rino Gaetano, con il concerto registrato in Piazza XV Marzo a Cosenza e condotto da Ema Stokholma, affiancata dal giornalista musicale Gino Castaldo. Una parata di artisti, da Noemi a Le Vibrazioni, passando per Serena Autieri e Gabry Ponte, chiamati a omaggiare il cantautore calabrese. Ne è venuta fuori una serata piacevole da ascoltare e ben confezionata sul piano musicale, ma che ha lasciato anche qualche rimpianto. L’impressione è che il concerto abbia privilegiato lo spettacolo rispetto al racconto dell’uomo e dell’artista Rino Gaetano, relegando la sua storia e il suo straordinario sguardo sul Paese a un ruolo troppo marginale. Un limite che pesa su un evento nato proprio per celebrarne l’eredità. Ecco, quindi, le nostre pagelle, tra promossi, bocciati e una grande occasione mancata.
Rino Gaetano
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Entra nel canale WhatsAppIl cielo è sempre più blu, le pagelle del concerto tributo a Rino Gaetano (5 agosto 2026)
Rino Gaetano genio per sempre – Voto 10. 45 anni dopo la sua scomparsa, le canzoni di Rino Gaetano continuano a raccontare il Paese con una lucidità sorprendente. Ironico, visionario, capace di mescolare leggerezza e denuncia, è stato un cantautore irripetibile nel panorama italiano. Il voto massimo non è alla serata, che poteva essere confezionata meglio, ma all’artista e alla sua eredità: perché ancora oggi, a distanza di decenni, la sua musica conserva quella capacità rara di far sorridere, pensare e mettere in discussione la realtà. Il tempo passa, Rino no.
Fabrizio Moro è il leone della serata – Voto 9. Quando si esibisce in ‘Non mi avete fatto niente’, ‘Portami via’ e ‘Pensa’, la piazza cambia temperatura e la serata ha una visibile impennata d’adrenalina. Fabrizio Moro non canta semplicemente: si mangia il palco, lo attraversa, lo scuote. È un artista che dal vivo trova la sua dimensione migliore, capace di arrivare senza filtri. Performer sopraffino, forse è stato un po’ sottovalutato dal grande circuito musicale. Peccato non avergli affidato anche un brano di Rino Gaetano: per intensità e sensibilità interpretativa avrebbe potuto essere il momento di punta della serata.
Noemi magnetica – Voto 8. Dopo aver dimostrato di sapersi muovere con disinvoltura anche alla conduzione televisiva di Yoga Radio Estate, Noemi torna sul palco nelle vesti di cantante e conferma che è lì che riesce a esprimere il meglio di sé. A Cosenza è tra le protagoniste assolute dello show: elegante, sicura e perfettamente a suo agio davanti al pubblico. Interpreta ‘Se t’innamori muori’, ‘Bianca’ e ‘Tu cosa fai questa sera’ con la consueta intensità, sfoggiando una voce potente e una presenza scenica che colpisce senza bisogno di strafare. Convince anche nei momenti di dialogo con Ema Stokholma e Gino Castaldo, quando ricorda con ironia i suoi inizi "nelle peggiori pizzerie di Roma". Resta una delle artiste più solide del panorama italiano: ogni volta che sale sul palco trasmette autorevolezza, passione e naturalezza. Una conferma, più che una sorpresa.
Serena Autieri versatile – Voto 7. Era una delle presenze più attese e non ha deluso le aspettative. Serena Autieri apre il suo intervento con un elegante monologo dedicato alla radio, poi incanta il pubblico con una versione intensa e raffinata di ‘Quando’ di Pino Daniele. Un’interpretazione di grande classe, che conferma ancora una volta le sue qualità non solo come attrice e conduttrice, ma anche come cantante di assoluto livello. L’unico interrogativo riguarda la scelta del brano. Per quanto l’esecuzione sia impeccabile, resta difficile capire perché cantare un capolavoro di Pino Daniele in un concerto pensato per celebrare Rino Gaetano. Più che una perplessità nei confronti di Autieri, è una domanda che investe le scelte artistiche dell’intera serata: ottime esibizioni, ma non sempre in focus con il tema dell’omaggio.
Sarah Toscano talento da coltivare – Voto 6.5. Tre brani in scaletta, ‘Atlantide’, ‘Amarcord’ e ‘Sexy Magica’, e una piazza che canta insieme a lei. Sarah Toscano porta sul palco freschezza, una bella voce e una sicurezza sorprendente per la sua età. La vincitrice di Amici 24 dimostra di avere talento e le carte in regola per costruire un percorso importante, anche se c’è ancora qualche margine di crescita sul fronte della presenza scenica. Sarah sembra più concentrata sulla precisione dell’esecuzione che sulla gestione dello spazio: il palco per ora lo occupa, non riesce ancora a dominarlo. Però ha 20 anni e una carriera luminosa davanti, col tempo e tanti live potrà sicuramente migliorare.
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Ema Stokholma va di fretta – Voto 5. Il talento non le manca. Davanti alle telecamere Ema Stokholma si muove con naturalezza, ha ritmo, carisma, spontaneità e il mestiere di chi sa stare sul palco. Ma in una serata dedicata a Rino Gaetano tutto questo non basta. La sua conduzione resta abbastanza in superficie, limitandosi a introdurre gli artisti e a qualche rapido scambio di battute dopo le esibizioni, senza riuscire a costruire un vero racconto che tenga insieme i tanti tasselli dello spettacolo. La sensazione è quella di una corsa frettolosa contro il cronometro, con la scaletta che detta i tempi e la narrazione che resta inevitabilmente indietro. Così l’omaggio a Rino, che avrebbe dovuto essere il filo conduttore dell’intera serata, finisce troppo spesso per diventare un elemento sullo sfondo. Da una conduttrice con le sue qualità, era lecito aspettarsi qualcosa in più.
Il tributo a Rino Gaetano (poco tributo) – Voto 4. Sulla carta doveva essere un grande omaggio a Rino Gaetano. Sul palco, però, il tributo è apparso spesso in secondo piano. Il concerto Il cielo è sempre più blu ha proposto una manciata di canzoni del cantautore (ne abbiamo contate cinque) sparse nel corso della serata, senza costruire attorno a esse un vero racconto. Gli approfondimenti e gli aneddoti dedicati a Rino sono stati pochi rispetto alla complessità di un artista ironico, visionario e ancora oggi attualissimo. Così come gli interventi su Rino e sulla sua musica sono sembrati troppo brevi e frammentati, senza un filo narrativo capace di accompagnare lo spettatore dentro il suo universo. Un’occasione persa anche considerando la presenza dell’ottimo co-conduttore Gino Castaldo, che ha conosciuto personalmente il cantante calabrese e che, con un po’ più di spazio a disposizione, avrebbe potuto offrire un racconto più personale e inedito del protagonista. Alla fine invece è prevalsa la formula dello show televisivo, con gli ospiti al centro della scena e il tributo lasciato troppo ai margini della serata. Va comunque riconosciuto alla Rai il merito di aver riportato Rino Gaetano in prima serata, ma per un artista del suo livello serviva qualcosa in più: non solo cantare alcune delle sue canzoni, ma spiegare perché quelle canzoni continuano ancora oggi a parlare al pubblico.
Ema Stokholma