Domenico Iannacone rompe il silenzio sulla sostituzione di Ranucci: "Ho parlato con lui, prendere quel posto mi ha amareggiato"
La sostituzione delle repliche di Report con quelle di Che ci faccio qui continua ad alimentare il dibattito. Il giornalista interviene pubblicamente sulla vicenda.

La decisione della Rai di sospendere le repliche estive di Report continua a essere al centro di polemiche, discussioni e prese di posizione. A rendere ancora più delicata la vicenda è il fatto che a occupare quello spazio sia stato Che ci faccio qui, programma firmato e condotto da Domenico Iannacone, che per la prima volta ha commentato pubblicamente una scelta che lo coinvolge solo indirettamente ma che, inevitabilmente, ha finito per trascinarlo dentro un acceso confronto mediatico.
Le parole di Domenico Iannacone sulla sostituzione di Sigrfrido Ranucci
Intervenuto al festival letterario Radicalmente, il giornalista ha affrontato l’argomento senza nascondere il proprio disagio: "Ho parlato con lui, con Mottola e con tutte le persone che hanno lavorato con me. Gli ho fatto capire che prendere quel posto mi ha amareggiato", ha dichiarato riferendosi a Sigfrido Ranucci e alla situazione che ha portato alla sospensione delle repliche di Report. Parole che hanno sorpreso molti osservatori, soprattutto perché arrivano da chi avrebbe potuto semplicemente limitarsi a beneficiare della nuova collocazione televisiva. Al contrario, Iannacone ha scelto di sottolineare il valore del programma sostituito. Ma ancora più significativa la riflessione successiva: "Penso che il progetto di Report vada salvaguardato, è presidio di legalità e libertà". Un’affermazione che evidenzia quanto il giornalista consideri la storica trasmissione d’inchiesta un punto di riferimento nel panorama dell’informazione televisiva italiana.
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Entra nel canale WhatsAppLa vicenda che ha portato allo stop di Report
La sospensione delle repliche di Report è stata decisa dalla Direzione Approfondimento Rai in seguito al caso che coinvolge Sigfrido Ranucci. Una scelta definita cautelativa dall’azienda ma che ha immediatamente provocato reazioni contrastanti. Lo stesso conduttore aveva contestato pubblicamente il provvedimento, sostenendo che lo stop finisse per colpire il patrimonio di inchieste realizzate negli anni dalla redazione. Nel frattempo il clima interno sarebbe rimasto particolarmente teso, con confronti accesi e prese di posizione che hanno continuato ad alimentare il dibattito. Anche diversi giornalisti vicini alla trasmissione si sono mobilitati, invitando gli spettatori a recuperare le puntate attraverso RaiPlay proprio negli orari in cui sarebbero dovute andare in onda le repliche estive.
Gli ascolti non premiano il cambio di rotta
A rendere ancora più discussa la scelta della Rai sono arrivati i numeri della prima domenica senza Report. La replica di Che ci faccio qui, trasmessa il 12 luglio, ha raccolto 594 mila spettatori con il 4,6% di share. Un risultato che appare inferiore rispetto a quello registrato dalle repliche del programma di Ranucci durante l’estate precedente. Nel 2025, infatti, Report aveva mantenuto una media intorno al 6% di share, arrivando in una delle serate migliori persino al 9,3%. Proprio questi dati hanno alimentato nuove critiche, non soltanto sul piano editoriale ma anche su quello economico. La vicenda, almeno per il momento, sembra tutt’altro che chiusa. Da una parte resta aperta la questione che riguarda Sigfrido Ranucci e il futuro delle repliche di Report, dall’altra emergono le parole di un Domenico Iannacone che ha scelto di non approfittare del momento, e sostenere il collega.
