I Pooh, la richiesta (insolita) al pubblico del concerto: “Ora spegnete i telefonini”. Cosa hanno combinato
Il celebre gruppo anni Sessanta è tornato in concerto ieri alla Reggia di Caserta. E tra canzoni e nostalgia, ha sorpreso i fan con una proposta fuori dagli schemi. Ecco i dettagli.

I Pooh colpiscono ancora. Ieri sera alla Reggia di Caserta, durante l’ultima tappa estiva di "Pooh 60 – La nostra storia", Roby Facchinetti, Red Canzian, Dodi Battaglia e Riccardo Fogli hanno regalato al pubblico un concerto-evento costruito come un lungo viaggio nella memoria. Ma a sorprendere è stata soprattutto una richiesta insolita rivolta alla piazza: spegnere gli smartphone e lasciarsi trasportare dalle note in un momento molto particolare dell’esibizione. E intanto i fan che si sono persi l’esibizione dal vivo, potranno comunque rifarsi con l’appuntamento in tv di sabato 12 settembre. Canale 5 riproporrà infatti in prima serata "Pooh 60 – La nostra storia", lo speciale registrato all’Arena di Verona e già trasmesso lo scorso 23 maggio. Ecco qui sotto tutti i dettagli.
I Pooh, l’esibizione memorabile alla Reggia di Caserta
La tappa casertana di Un’Estate da Belvedere, rassegna ideata e diretta da Massimo Vecchione, ha trasformato ieri sera la Reggia di Caserta in un grande abbraccio tra generazioni. I Pooh, nati a Bologna il 28 gennaio 1966, sono arrivati sul palco per celebrare 60 anni di illustre carriera, nell’ennesimo spettacolo imperdibile del tour estivo "Pooh 60 – La nostra storia". Tutto ha preso vita intorno alle 21, quando il maxischermo si è acceso con i loghi che hanno accompagnato le diverse epoche del gruppo – dal bianco e nero degli anni Sessanta alle versioni più recenti – ed è cominciato un concerto concepito come un romanzo musicale a capitoli.
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Entra nel canale WhatsAppLa prima parte ha riportato gli spettatori alle radici beat della band, con "Quello che non sai", "Vieni fuori", "Quando una lei va via" e "Nascerò con te". Riccardo Fogli è stato particolarmente centrale in questo segmento, riportando il pubblico all’atmosfera degli esordi. Poi spazio all’energia di "Buona fortuna", al carattere di "Lettera da Berlino Est", alla malinconia di "Io e te per altri giorni" e al rock di "Canterò per te".
Il risultato è stato uno show scorrevole, energico, diviso per atmosfere e ricordi, ma tenuto insieme dall’impressione di assistere a una storia che continua a parlare a persone di età e generazioni diverse.
La ‘strana’ richiesta dei Pooh al pubblico
Secondo quanto riporta il sito casertaweb.com, la sorpresa più grande, però, è arrivata nella parte più ‘visionaria’ della serata. Introducendo brani come "L’Aquila e il Falco" e "Parsifal", i Pooh hanno ricordato che il loro repertorio non è fatto soltanto di grandi canzoni d’amore, ma anche di pezzi complessi, pieni di sogni e ambizioni. "Siamo anche quelli che coltivano una parte visionaria e sognatrice, e grazie a questo nostro sentire sono nati brani lunghi anche parecchi minuti", hanno spiegato. E così è arrivata la richiesta insolita: "Quindi ora spegnete i telefonini e chiudete gli occhi".
Una proposta controcorrente, in un’epoca in cui ogni concerto viene raccontato attraverso gli schermi dei cellulari. La storica band ha invitato il pubblico a rinunciare per qualche minuto a video, fotografie e notifiche, per ascoltare davvero e immergersi nella musica.
"La musica è quell’emozione che riporta a momenti lontani", ha spiegato al pubblico Roby Facchientti, "lasciatevi trasportare, la musica va solo ascoltata, al resto ci pensa lei". E così tra cori, commozione e nostalgia, la Reggia di Caserta ha confermato che il sessantesimo anniversario dei Pooh non è soltanto una cifra da celebrare: ma la prova provata di un legame ancora vivo, purissimo, pronto a rinnovarsi a ogni canzone.
