Coppa Davis 1976, l’impresa sportiva e politica di Adriano Panatta diventa un film dei Manetti Bros: c'entra Silvio Muccino
Nel cinquantesimo anniversario della storica vittoria italiana, La ballata della Coppa Davis ripercorre lo scontro tra sport e politica avvenuto nel 1976

In occasione del cinquantesimo anniversario della storica vittoria italiana in Coppa Davis nel 1976, Fulvio e Federica Lucisano hanno annunciato la realizzazione del film "La ballata della Coppa Davis" (titolo provvisorio). Il progetto, che celebra una delle imprese più significative dello sport nazionale, vede la firma di Silvio Muccino alla sceneggiatura e la regia affidata ai Manetti bros. La narrazione si concentra sull’anno d’oro di Adriano Panatta, il 1976, stagione in cui il tennista romano divenne il primo azzurro a trionfare consecutivamente agli Internazionali d’Italia a Roma e al Roland Garros di Parigi. Tuttavia, il film non si limita alla cronaca sportiva, ma esplora la profonda spaccatura ideologica che attraversava l’Italia di quel periodo.
Sport e politica negli anni di piombo
Questa la sinossi del film: "In un Paese diviso tra agonismo sportivo e ideologia, Adriano e gli altri potranno contare solo sull’aiuto di un uomo che rischierà il tutto per tutto, compresa la vita, per trattare i termini di una finale che vedrà scendere in campo, oltre ai giocatori, anche un dittatore fascista cileno, il partito comunista italiano e l’opinione pubblica divisa". Difatti, la qualificazione alla finale di Coppa Davis contro il Cile rappresentò un caso diplomatico senza precedenti, a causa della dittatura militare di Augusto Pinochet che governava il Paese sudamericano dal 1973. L’opinione pubblica italiana si divise ferocemente tra chi sosteneva la necessità di un boicottaggio per non legittimare il regime cileno e chi, invece, riteneva fondamentale difendere il diritto sportivo di disputare la finale conquistata sul campo. Il film mette in luce come, in un clima di scontri di piazza e tensioni politiche, Adriano Panatta e i suoi compagni dovettero affrontare una sfida che andava ben oltre le linee del campo da tennis.
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Entra nel canale WhatsAppL’impresa del ’76
La finale disputata all’Estadio Nacional de Chile è rimasta impressa nella memoria collettiva anche per il gesto simbolico della maglietta rossa indossata da Panatta e Paolo Bertolucci durante il doppio, una scelta cromatica carica di significato politico, per quanto sotteso. Il film analizzerà dunqee le difficoltà psicologiche e ambientali incontrate dalla squadra italiana – composta da Panatta, Bertolucci, Corrado Barazzutti e Tonino Zugarelli, guidati dal capitano non giocatore Nicola Pietrangeli – in un Paese trasformato in un fortino militare, dove lo sport diventò lo strumento per un messaggio di libertà.
La pellicola è una produzione Italian International Film (società del Gruppo Lucisano) in collaborazione con Rai Cinema e in associazione con Mompracem. Federica Lucisano, Amministratore Delegato di Italian International Film e Lucisano Media Group, ha inquadrato il progetto come un racconto corale e multidisciplinare: "La ballata della Coppa Davis non racconta soltanto una straordinaria impresa sportiva, ma un momento cruciale della nostra storia recente, in cui il tennis, la politica e il destino di un Paese si intrecciano in modo sorprendente. Vogliamo riportare sullo schermo il coraggio, le contraddizioni e la passione di quegli anni, restituendo al pubblico il respiro epico e umano di un’avventura unica".
