Il più classico dei western torna con un remake che cambia le carte in tavola

I Magnifici Sette torna con l'ennesimo remake, ma stavolta è un serial tv che promette diverse novità

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Il più classico dei western torna con un remake che cambia le carte in tavola

I Magnifici Sette torna ancora una volta, ma con un format che potrebbe cambiare davvero le carte in tavola: MGM+ ha annunciato difatti una serie drama da otto episodi, con Matt Dillon protagonista e produttore esecutivo e Tim Kring (Heroes) come creatore e sceneggiatore. Sulla carta potrebbe solo sembrare l’ennesima rivisitazione di un classico del western, ma l’impostazione già dichiarata suggerisce un’angolazione più esplicitamente morale e, soprattutto, più "seriale" nel modo di costruire i personaggi rispetto al film del 1960: la serie promette infatti di raccontare i retroscena dei Sette, cosa rischiano e perché scelgono quella missione, lavorando su temi come onore, sacrificio, redenzione, fede e potere.

Matt Dillon a capo dei Magnifici Sette

Dillon interpreterà Chris Adams, il leader dei magnifici sette pistoleri. La descrizione del personaggio lo dipinge come un uomo stoico, solido sotto pressione, con un codice morale essenziale e inflessibile: poco tollerante verso ipocrisia e crudeltà, e guidato da un’idea di giustizia fatta di misura e autocontrollo. La storia è ambientata nella frontiera americana degli anni 1880 e parte da un fatto traumatico: un villaggio quacchero pacifico viene massacrato da mercenari al servizio di un ricco proprietario terriero deciso a impadronirsi delle loro terre. I sette mercenari vengono ingaggiati per proteggere i sopravvissuti e, mentre si preparano a resistere a forze schiaccianti, si ritrovano davanti a una domanda che qui diventa centrale: è accettabile usare la violenza per difendere persone la cui fede si fonda sulla non violenza? È un elemento che non solo caratterizza il tono, ma sembra anche il punto di maggiore differenziazione rispetto alle versioni precedenti.

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Ed è proprio nel confronto con la "linea genealogica" del titolo che si capisce cosa potrebbe rendere diversa questa serie. Il film del 1960 (a sua volta ispirato al classico giapponese I sette samurai) metteva al centro l’idea del gruppo di combattenti che difende un villaggio, ma lo faceva con un’economia narrativa da cinema classico: caratteri netti, ritmo da western crudo e un arco corale efficace ma necessariamente compresso nei tempi di un film. Il remake del 2016 (già un’operazione diversa per tono e sensibilità rispetto al 1960) aveva ripensato la storia per un pubblico contemporaneo, ma restando comunque dentro una struttura da "grande racconto in due ore".

La serie MGM+, invece, ha lo spazio per esplorare quanto prima era solo accennato: non soltanto chi sono i Sette, ma come si sono formati, cosa li ha spezzati, quali compromessi portano addosso. In più, l’ambientazione quacchera introduce un conflitto etico dichiarato che può diventare una linea portante di più episodi, non solo un tema di contorno. E proprio questi due elementi potrebbero far funzionare il progetto, dato che solo l’ambientazione non garantisce il successo dell’operazione, anzi: il western "classico" sembra aver perso mordente sul pubblico, ma alcuni elementi alla base, rimescolati in chiave moderna con un accento particolare sui personaggi, fanno invece presa: basti vedere The Last of Us e Fallout. Che sono, tra l’altro, presi da videogiochi, che è un media in cui invece l’ambientazione funziona ancora molto bene (vedasi la serie di Red Dead Redemption).

Dove potremo vedere la serie?

A livello produttivo, The Magnificent Seven rientra nella strategia MGM+ di puntare su serie dal pedigree cinematografico, con un look da film. Kring è executive producer insieme a Donald De Line, Lawrence Mirisch, Bruce Kaufman e allo stesso Dillon; il casting è di Seth Yanklewitz. Producono MGM+ Studios e MGM Television Studios. Le riprese dovrebbero partire a giugno 2026 a Calgary. La serie sarà disponibile su MGM+ (canale premium e streaming) in diversi territori, tra cui Stati Uniti, Regno Unito, Belgio, Paesi Bassi, Italia, Spagna, Germania, Brasile, Messico, Colombia e Cile. Michael Wright, global head di MGM+, ha descritto Dillon come scelta ideale per la "gravitas" e la capacità di interpretare personaggi moralmente complessi.

Articolo di Marco Lucio Papaleo


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