Riccardo Cocciante fa Riccardo Cocciante, 20 anni dopo il suo ultimo disco di inediti: qui è là gioca anche col blues e le sonorità del tango

Ho vent’anni con te esce in un’annata, quella dell’80esimo compleanno dell’artista, piena di impegni: insieme ai nuovi brani arrivano un tour estivo e il ritorno nei teatri del musical Notre Dame de Paris.

Luca Burini

Luca Burini

Giornalista

Nato a inizio estate 1987, volevo fare il cantautore. Poi la vita mi ha portato a sfogare la voglia di comporre altrove.

Sono passati più di vent’anni da quando Riccardo Cocciante ha pubblicato il suo ultimo album di inediti. L’astinenza dei fan si è finalmente conclusa il 13 marzo 2026. In quella data il cantante ha pubblicato il disco Ho vent’anni con te (Sony Music Italy/Boventoon) dando il via a un’annata, quella del suo 80esimo compleanno, piena di impegni: insieme ai nuovi brani arrivano, infatti, un tour estivo e il ritorno nei teatri del suo iconico musical Notre Dame de Paris.

Le tracce di Ho vent’anni con te sono state registrate in presa diretta

Nonostante l’artista abbia spiegato che non si tratta di musica nostalgica, le canzoni seguono la scia dei suoi grandi classici. Teatrali e maestosi, i brani sono stati registrati in presa diretta, come se fosse un live. Una scelta distante dalle tecniche moderne: "Questo è un disco fatto con musicisti veri. Abbiamo suonato tutti insieme e c’è stata un’interazione che oggi spesso non esiste più", dice lui che è tra gli ospiti della nuova edizione di Canzonissima in onda su Rai1 dal 21 febbraio. E, ascoltandolo, non si può che dargli ragione.

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1 – Ho vent’anni con te

Un incedere lento ed elegante caratterizza Ho vent’anni con te scritta con Pasquale Panella (autore del Lucio Battisti degli ultimi anni). Racconta un uomo che, nonostante gli anni, continua a sentirsi giovane grazie alla forza dell’amore. È stato estratto come primo singolo nonostante nella tracklist ci siano brani di maggior impatto. Ma Riccardo Cocciante può permettersi anche questo.
VOTO 6

2 – Aerei

Aerei, che racconta la separazione tra un genitore e un figlio, suona come i grandi classici del cantautore. Ti aspetti, però, un’esplosione che non arriva mai.
VOTO 5 ½

3 – Personaggi di un romanzo

Un arrangiamento elegante, in cui c’è tanto spazio per lo strumentale, fa da cornice a una riflessione su quanto sia impossibile conoscere davvero fino in fondo un’altra persona. Il titolo Personaggi di un romanzo fa riferimento alla letteratura come metafora della ricerca di sé con richiami a romanzi come Guerra e pace e Orgoglio e pregiudizio.
VOTO 6

4 – Amore, mare, morte

Intensa e teatrale, Amore, mare, morte potrebbe essere tratto da un musical. C’è, finalmente perlomeno, un accenno di quel crescendo che è un po’ mancato nei brani precedenti. Racconta una storia d’amore che, sull’isola greca di Corfù, si trasforma in tragedia. "È una delle poche volte in cui ho scritto la musica partendo dalle parole", svela Riccardo Cocciante.
VOTO 6 ½

5 – Le polaroid

Le polaroid è un blues intenso: "Amo la sua forza dirompente. È una musica che ti prende dentro", spiega il cantautore che in questa canzone rievoca il ricordo di una persona amata attraverso fotografie che sembrano custodire un legame ancora vivo. Meno emozionante di altre tracce, è però tra le più interessanti.
VOTO 6 ½

6 – Vai, lupo, corri!

Anche Vai lupo, corri! è una bella ballad che suona sì si vintage, ma distante dai più grandi successi di Riccardo Cocciante. Nel testo la figura l’animale citato nel titolo diventa simbolo di libertà e resistenza.
VOTO 6

7 – Piena di terra la mano mia

Il rapporto tra amore e natura è al centro Piena di terra la mano mia, una canzone ben fatta, ma a tratti noiosa.
VOTO 5

8 – Odile

Odile è il pezzo che più si avvicina ai grandi successi dell’artista. Dedicato alla fragilità interiore e alla ricerca del suo senso, potrebbe essere uno di quegli ever-green di fine Anni ’80, inizio Anni ’90.
VOTO 6 ½

9 – Amo gli amori

Amo gli amori segue la scia del pezzo precedente: una bella ballad, un po’ vintage, teatrale con un arrangiamento importante.
VOTO 6

10 – Un uomo in armi

Con le sue sonorità da tango, Un uomo in armi è la canzone più originale di Ho vent’anni con te, insieme al blues di Le polaroid.
VOTO 6 ½

11 – L’ora delle rondini

L’ora delle rondini torna alle atmosfere che caratterizzano la maggior parte delle tracce del disco.
VOTO 6

12 – Il pensiero che resta

Scritta insieme a Mogol, con cui Cocciante condivide una collaborazione artistica lunga oltre quarant’anni (dalla loro accoppiata è nata Se stiamo insieme, trionfatrice a Sanremo 1991), Il pensiero che resta è maestosa e allo stesso tempo confidenziale, ma eccessivamente classica. Gli manca quell’esplosione tipica delle hit del cantante.
VOTO 5 ½

VOTO COMPLESSIVO 6


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