Helena Prestes a Verissimo, lacrime per il papà morto: "Non ho esaudito il suo ultimo desiderio"
Helena Prestes è stata ospite a Verissimo il 14 marzo 2026, dove ha raccontato del dolore provato per la morte del padre, da cui si era allonatata in passato

Helena Prestes, seconda classificata nella scorsa edizione del "Grande Fratello" è stata una delle ospiti di "Verissimo" nella puntata in onda sabato 14 marzo 2026, dove ha raccontato il suo stato d’animo in seguito a una terribile tragedia che l’ha colpita, la morte del papà, che viveva in Brasile.
Verissimo, Helena Prestes: il dolore per la morte del papà (14 marzo)
Helena Prestes è da poco tornata dal Brasile, dove si era recata per stare vicino al papà, con cui in passato aveva avuto un rapporto complicato, morto in seguito alle complicanze di un ictus. Silvia Toffanin le chiede subito quale sia il suo stato d’animo: "Sto bene, un po’ giù di morale. Ero in treno, stavo andando a lavorare, stranamente quel giorno avevo preso la direzione sbagliata, era già una giornata iniziata male. Al rientro dopo avere preso la direzione giusta mi ha chiamato mia sorella Livia piangendo, io non volevo crederci, mi sono detta che non fosse successo niente, ma invece di dirle: ‘Cosa è successo? Raccontami’ ho fatto finta di non avere capito niente e le ho detto: ‘Non ti sto capendo, chiama Mariana’, io non ci volevo credere, anche se avevo capito che era successo qualcosa di brutto. Sono corsa a metà treno, ho chiamato Javier, mi sono seduta per terra davanti al bagno e gli ho detto: ‘È successo qualcosa? Non ci voglio credere, stai qui con me, tanto tra un po’ m chiameranno, credo sia successo qualcosa, io non riesco a parlare’. Lui mi ha detto di non sapere cosa fare, io gli ho chiesto di parlare con le mie sorelle, le ho chiamate, stavano piangendo, ma io in quel momento non ho pianto, sono stata la più forte. Ho detto loro: ‘Tranquille, hanno fatto quello che hanno potuto’, le ho tranquillizzate, ma loro piangevano tantissimo, erano distrutte. Io ero in treno, ho cercato di tranquillizzarmi, ma secondo me sono stata quella che ora sta peggio, ho fatto tre giorni a letto, piango sempre, sto molto male, non pensavo mi sarebbe mancato così tanto e che mi sarei pentita di non avere fatto quello che mi aveva chiesto. Io volevo portarlo in Italia, lui suonava, è un musicista, mi ha sempre chiesto di cantare e suonare qui, io gli dicevo: ‘Un giorno ti porto’, ma è arrivato in un momento dove stavo vivendo tante cose nuove, in cui ho realizzato il mio sogno, comprare una casa, per questo dicevo di avere fatto un passo grande e l’ho fatto aspettare perché avevo delle responsabilità. Queste sono state le ultime parole prima dell’ospedale, lui mi chiedeva di venire qui, ma io gli dicevo di non potere. Sono ribelle con me stessa per non avere realizzato i suoi sogni, è una cosa che fa parte di me, cantare ci ha salvato nei momenti difficili, lui me l’ha insegnato, io l’ho onorato nella musica, sto soffrendo moltissimo. La storia è questa, quando è successo io non ho pianto, ero il pilastro delle mie sorelle che erano davanti a me".
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Entra nel canale WhatsAppNonostante la lontananza, la modella ha continuato a comunicare con il papà durante il suo ricovero attraverso le videochiamate, lei ricorda cosa gli ha detto l’ultima volta: "Rispetto alle mie sorelle io sono quella più pagliaccia, in ospedale io ballavo per farlo ridere, anche se era sdraiato io sono stata l’unica ad alzarlo insieme all’infermiera. Io non lo pregavo e basta durante le chiamate, ero davanti allo specchio e provavo dei rossetti, gli dicevo di guardarlo. Lui ha avuto un ictus, da lì ha avuto problemi respiratori, ha fatto la tracheotomia, era sdraiato, parlava ma non sapevamo se fosse cosciente".
Helena non ha però partecipato al funerale: "Non ho fatto in tempo, sono già andata a trovarlo, ormai è successo, non c’era niente da fare, mi sono sentita con le mani legate, l’ho salutato mentre era a letto, non sono riuscita ad andare. Io volevo andare, ma mia sorella più grande, Livia, ha voluto andare lei, abbiamo partecipato via telefono, è durato tantissimo, era il giorno del compleanno di Javier. Non capivo che ore fossero, ero a letto, ma era il suo compleanno e ho organizzato qualcosa, è stato intenso"
A rendere ancora più complesso il periodo è la situazione con la mamma, con cui i rapporti sono stati interrotti: "Non l’abbiamo sentita, nessuno dei suoi parenti. Saprei dove cercarla, ho provato, ma non mi ha risposto, non sappiamo nemmeno cosa pensa. Questo mi rende incredula, anche se sono in un momento della mia vita in cui so cosa ho avuto di bello, porto quello che mi hanno dato di bello, se non hanno potuto esserci ci sta, questo è il mio pensiero. E’ molto faticoso".
Silvia Toffanin sottolinea come il legame con entrambi i genitori sia stato difficile per lei, il papà era violento, mentre la mamma si è allontanata da lei e le sorelle, vuole quindi sapere se sia riuscita a perdonarli: "A papà dicevo: ‘Ti perdono’, lui mi chiedeva spesso perdono, mi diceva di portarlo qui e che mi avrebbe aiutato, ma io gli dicevo che non doveva dirmelo. Anche nel letto di ospedale mi ha detto: ‘Un giorno vedrai che ti divertirai con me’, ma io gli dicevo che non bisognava dirlo, dicevo di fare qualcosa nel presente. Javier è molto presente. Il suo ricordo più bello è legato alla musica, quando sono stata male per un uomo mi ha dato ottimi consigli, mi ha detto di cantare perché mi avrebbe fatto bene".
