Morte di Hayden Panettiere: l'antidroga indaga sul decesso della star; controlli a casa dell'ex fidanzato
Si allarga il campo delle indagini a pochi giorni dalla morte dell'attrice 36enne ed emergono dettagli sui precedenti di violenza domestica col fidanzato

Al Dipartimento di Polizia di Greenville (South Carolina) e all’ufficio del medico legale locale si è affiancata, nelle indagini sulla morte di Hayden Panettiere, anche la DEA americana, la Drug Enforcement Administration. L’attrice, 36 anni, è scomparsa lo scorso 16 agosto per cause ancora da chiarire e nelle ultime ore le forze dell’ordine si sono presentate a casa di un familiare di Brian Hickerson, il trentasettenne fidanzato dell’attrice che, insieme al fratello Zach, era presente al momento del decesso.
L’antidroga americana indaga sulla morte di Hayden Panettiere: coinvolto anche il fidanzato
Mercoledì 19 agosto, alle 8.20 circa del mattino, alcuni agenti avrebbero bussato alla porta dell’abitazione di Brian Hickerson, ex fidanzato di Hayden Panettiere, come riportano alcune testate americane. Non si sarebbe, tuttavia, trattato di un controllo legato alle indagini, quanto più a un welfare check, ossia una verifica delle condizioni di salute dell’uomo richiesta da terzi. Le forze dell’ordine si sarebbero allontanate circa tre minuti dopo, senza aver ottenuto risposta.
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Entra nel canale WhatsAppSulla morte di Panettiere sta indagando attivamente la Polizia di Greenville, a cui si è aggiunta anche la DEA. Attualmente non si hanno ancora notizie riguardo alle possibili cause del decesso.
I precedenti di violenza domestica tra Panettiere e Hickerson
La morte della ragazza ha riacceso i riflettori sulla sua relazione con Hickerson, che andava avanti dal 2018. Tra il 2019 e il 2020, l’uomo era stato arrestato a più riprese. Se però la prima imputazione si è tradotta i un’archiviazione, nel 2021 Hickerson ha optato per un "no Contest", ovvero un’ammissione di non contestazione equivalente a una condanna, per due capi d’accusa legati alle aggressioni ai danni dell’attrice. La condanna ha comportato 45 giorni di carcere (di cui 13 scontato effettivamente), quattro anni di libertà vigilata, l’obbligo di frequentare 52 corsi sulla violenza domestica e un risarcimento con annessa ordinanza restrittiva.
Dopo l’arresto nel 2020, Panettiere aveva deciso di parlare pubblicamente, affermando: "Sto uscendo allo scoperto con la verità su quello che mi è successo, nella speranza che la mia storia possa dare la forza ad altre persone in relazioni abusive di chiedere l’aiuto che meritano". Tuttavia, a distanza di due anni da quelle dure parole, i due si erano riavvicinati amichevolmente. L’attrice aveva confermato alla stampa di non rinnegare le sue denunce, ma di aver intrapreso un percorso di perdono: "Penso che abbia scontato la sua pena e sia stato disposto a farsi aiutare. Fare ammenda è una cosa molto importante che si impara nei percorsi di recupero. E dà molta pace interiore".