Harry Potter, scatta la diffida da Warner Bros per lo shop di Grazzano Visconti: addio al celebre carrello portabagagli
Il negozio storico del piccolo borgo del piacentino ha ricevuto una diffida da parte di Warner Bros per un oggetto non autorizzato e che era esposto al pubblico

Dimenticatevi la bacchetta di Sambuco di Albus Silente, le formule in latino strampalato e i duelli di Harry Potter a colpi di incantesimi. Nel mondo reale, l’unica magia che polverizza le cose in un secondo si chiama lettera di diffida, ed è firmata dagli avvocati in giacca e cravatta di Hollywood.
Diffida per l’Emporio Stregato dedicato a Harry Potter
A farne le spese stavolta è stato l’"Emporio Stregato" di Grazzano Visconti, un gioiellino di borgo neo-medievale adagiato tra le colline del piacentino a circa un’ora di distanza da Milano, in Emilia-Romagna. Per chi non c’è mai stato, Grazzano è quel posto surreale dove sembra che il tempo si sia fermato al Quattrocento: mattoni a vista, torrette, botteghe artigiane e un’atmosfera da fiaba. Un contesto perfetto, insomma, per ospitare una favola imprenditoriale d’altri tempi, quella di Denise Collovati, ex impiegata che un giorno decide di mollare tutto e piantare nel cuore del borgo una mecca per i fan dell’universo ideato da J.K. Rowling.
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Entra nel canale WhatsAppUn successo clamoroso, di quelli che portano migliaia di persone a fare la fila nel Piacentino e persino qualche attore della saga cinematografica a fare visita. Per il 28 agosto, ad esempio, è atteso Matthew Lewis (Neville Paciock). Ma si sa: più fai rumore, più è facile che i giganti si sveglino. E la Warner Bros Discovery – il colosso statunitense che detiene i diritti cinematografici e di merchandising di Harry Potter e che sui suoi marchi è gelosa come un drago sul suo tesoro – alla fine ha aperto gli occhi. E ha spedito una PEC per niente magica.
Il carrello portabagagli oggetto della segnalazione
Nessun incantesimo di smaterializzazione, quindi. Come riporta il quotidiano locale Libertà, a far sparire dalla circolazione il celebre carrello portabagagli piazzato all’esterno del negozio è stato un ben più prosaico ultimatum legale sul diritto d’autore. L’oggetto della contesa era proprio lui, il simbolo sacro per ogni potteriano che si rispetti: la fedele riproduzione del carrello da viaggio incastrato a metà nel muro di mattoni. Il riferimento diretto al leggendario Binario 9 e ¾ della stazione londinese di King’s Cross, quel varco invisibile che nella saga permette ai giovani maghi di raggiungere l’Hogwarts Express.
Un’installazione che a Grazzano Visconti era diventata una vera e propria attrazione turistica nell’attrazione, che spingeva centinaia di appassionati a mettersi disciplinatamente in coda ogni weekend, pronti a farsi scattare la foto perfetta con le mani sul manubrio, simulando il salto nel mondo della magia.
Morale della favola? Il carrello è stato rimosso per evitare guai peggiori. Perché contro Mangiamorte e creature oscure un modo per cavarsela lo si trova sempre, ma quando a tirare fuori i denti è lo squadrone legale di una multinazionale americana, persino il mago più potente del mondo deve fare i bagagli e girare al largo.