Hantavirus in TV, Matteo Bassetti spiega la differenza con il Covid e poi sbotta: “Bruttissima figura”  

L'infettivologo, intervenuto a Mattino Cinque, ha smontato gli allarmisi italiani sulla nuova epidemia 'dei topi'. Poi il chiarimento sulle differenze col Coronavirus.

Tommaso Pietrangelo

Tommaso Pietrangelo

Giornalista

Autore, giornalista, cantautore. Laureato in Letterature Straniere, è appassionato di cinema, poesia e Shakespeare. Scrive canzoni e ama i gatti.

Matteo Bassetti
IPA

Matteo Bassetti torna in tv per parlare di Hantavirus, e lo fa con un doppio obiettivo. Smontare l’allarmismo generale e chiarire perché il cosiddetto ‘virus dei topi’ non è un nuovo Covid, pur restando una malattia potenzialmente molto grave. In collegamento con Mattino Cinque, l’infettivologo del San Martino di Genova si è detto preoccupato non tanto per il virus, quanto per il modo in cui se ne sta parlando. E i toni che ha usato davanti ai microfoni sono stati piuttosto forti. Vediamo qui sotto tutti i dettagli.

Hantavirus, i casi sospetti e il richiamo alla prudenza di Bassetti

Nelle ultime ore l’attenzione dei media italiani si è concentrata su alcuni viaggiatori con possibili legami con il focolaio di Hantavirus esploso sulla nave da crociera Hondius. Tra questi il turista britannico atterrato a Milano dopo aver volato con la seconda vittima del cluster, una turista argentina ricoverata a Messina per polmonite e un giovane calabrese in isolamento fiduciario. Il ministero della Salute ha poi comunicato che i test per Hantavirus effettuati su tutti e tre questi pazienti sono risultati negativi, ricordando che il rischio in Europa resta molto basso.

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A questo proposito, Matteo Bassetti, commentando a Mattino Cinque ha invitato a fare "molta attenzione con la comunicazione in questo momento", definendo quanto accaduto una "bruttissima figura a livello internazionale". Il riferimento è alla tendenza a etichettare rapidamente come ‘caso di Hantavirus’ qualsiasi paziente con un vago legame geografico col focolaio, prima ancora di avere riscontri clinici e di laboratorio.

Lo stesso discorso vale, secondo l’infettivologo, per la turista argentina ricoverata a Messina con una polmonite dopo un volo da un’area endemica. La circolare del ministero, ricorda Bassetti, prevede che per definire un caso sospetto deve esserci un collegamento epidemiologico con un caso confermato o con la nave Hondius, non semplicemente la provenienza da un Paese dove il virus circola. "Il che vuol dire", ha aggiunto l’infettivologo, "che se una ha preso l’aereo dall’Argentina, un’area endemica per l’Hantavirus, e arriva qua e ha una polmonite, vuol dire che ogni giorno chi prende un aereo dall’Argentina e viene in Italia e ha sintomi respiratori lo consideriamo un caso di sospetto, e non è così".

Perché l’Hantavirus non è il nuovo Covid

Sul piano clinico, Bassetti insiste poi su un punto chiave: Hantavirus e Sars‑CoV‑2 sono virus molto diversi per modalità di trasmissione e per impatto epidemico, ma questo non significa che l’Hantavirus sia innocuo. Da un lato il cosiddetto "virus dei topi" ha un indice di riproducibilità (R₀) stimato intorno a 2, simile a quello dell’influenza stagionale, contro i valori fino a 7 raggiunti dal Covid nelle sue varianti più contagiose. Dall’altro, però, provoca quadri clinici potenzialmente molto più aggressivi.

Hantavirus, ultime news: la gastroenterite in crociera in Francia

Mentre l’Italia fa i conti con l’eco del focolaio sulla Hondius, un’altra nave da crociera è finita al centro delle cronache sanitarie. Oltre 1.700 persone sono state messe in quarantena a Bordeaux su una nave dell’Ambassador Cruise Line, dopo la morte di un passeggero di 90 anni e la comparsa di un focolaio di gastroenterite a bordo. Tra i 1.233 passeggeri, in maggioranza britannici e irlandesi, una cinquantina ha manifestato sintomi gastrointestinali.

Le autorità francesi stanno indagando soprattutto sull’ipotesi di un’infezione da norovirus, virus altamente contagioso responsabile di molte gastroenteriti acute, ma non escludono del tutto un’intossicazione alimentare. È stato invece escluso qualsiasi collegamento con l’Hantavirus o con la nave Hondius.


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