Guccini alla fine del Tg1, critiche per la scelta di ricordarlo solo in chiusura. E pesa la mancanza di omaggi tra Rai e Mediaset
Il cantautore scomparso ieri è stato ricordato solo in coda nel telegiornale delle 13:30. Polemiche online anche per l'assenza di speciali sulle reti ammiraglie.

Il saluto del Tg1 a Francesco Guccini, nell’edizione di ieri delle 13:30, scatena la bufera sulla Rai. Al ‘Maestrone’ la prima rete ha dedicato solo l’ultimo posto in scaletta, quando a Peppino Di Capri, lo scorso 11 luglio, erano stati riservati gli onori di apertura. Più spazio alla notizia è stato dato sulle reti culturali, specie Rai 3 e Radio 3, mentre in casa Mediaset, Canale 5 non ha dedicato particolari omaggi o speciali al cantautore scomparso. D’altronde, più volte Guccini si era scontrato con Meloni e le reti di Berlusconi. E forse il ‘boicottaggio’ di cui si parla online non lo avrebbe sorpreso, oggi, né sarebbe dispiaciuto troppo alla sua anima militante. Ecco qui sotto i particolari.
Francesco Guccini, la polemica sulla scelta del Tg 1
La notizia della morte di Francesco Guccini, arrivata ieri, 6 agosto 2026, in mattinata, ha trovato posto solo alla fine nell’edizione delle 13:30 del Tg1. Una scelta giudicata bizzarra da molti, e da altri definita deliberata, con il solito richiamo a ‘Telemeloni’ e a possibili ragioni politiche per il gesto. A pesare, come ricorda Il Fatto Quotidiano, sarebbe anche il confronto con l’omaggio a Peppino di Carpi, che lo scorso 11 luglio era stato ricordato invece in apertura nel telegiornale del primo canale.
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Entra nel canale WhatsAppMeglio si sono comportati i canali ‘culturali’ di Viale Mazzini, come Rai 3 e Radio 3, mentre sull’ammiraglia Rai sono mancati pure omaggi o speciali di qualsiasi tipo. Un genere di contenuto che a dirla tutta non si è visto neppure su Canale 5, dove la notizia della scomparsa di Guccini sarebbe stata limitata soltanto allo spazio dei Tg.
Oggi, invece, venerdì 7 agosto, solo Cine34 ha mandato in onda il film "Ti amo in tutte le lingue del mondo", nel quale Guccini ha regalato un piccolo cameo. Mentre domani, Rai Movie proporrà "Radiofreccia" alle 19:10, dove il cantore di Pavana interpreta il ruolo del barista Adolfo, proprietario del bar Laika.
I ‘precedenti’ tra Guccini, Meloni e i canali di Berlusconi
Se la mancanza di omaggi e spazi adeguati ha provocato critiche pesanti sui social, e nei principali quotidiani, non serve però troppa fantasia per immaginare le possibili motivazioni del ‘boicottaggio’.
In primis, come sottolinea Fanpage, vale la pena di rammentare le tensioni esistenti tra Meloni e il cantautore emiliano, che non aveva mai nascosto le sue antipatie per la destra italiana. La stessa premier, nel ricordare ieri la scomparsa di Guccini, aveva rimarcato queste differenze con una battuta: "Continuerò a cantare le sue canzoni, e a ringraziarlo per averci regalato delle emozioni. Lo farò nonostante probabilmente non ne sarebbe contento, nonostante abbia letto le sue dichiarazioni livorose verso di me".
In una rilettura personale di Bella Ciao, il cantante aveva inserito un riferimento ai "fasci della Meloni" (oltre a criticare Berlusconi e Salvini) e pubblicamente non si era mai tirato indietro. "Adesso è il momento della Meloni, della destra, che si tira dietro Salvini e Berlusconi. Bene, godetevela voi. Hai voluto la bicicletta? Pedala", aveva poi commentato nel settembre 2022 a Propaganda Live, ricordando anche il suo rifiuto anni prima a partecipare ad Atreju: "Ebbi una telefonata da Meloni e io non sapevo neppure chi fosse. Voleva che partecipassi a un incontro ad Atreju. Io cortesemente rifiutai, come era ovvio".
Anche con Berlusconi i rapporti non erano mai stati ottimali, dato che Guccini, come ricorda ancora Fanpage, spiegò: "Anch’io ho fatto i miei boicottaggi, quando c’era Berlusconi, non sono mai andato nelle sue reti. Anche se nessuno mi chiamava, quindi non ho fatto troppa fatica". Celebre, infine, fu il suo rifiuto del 1995, evocato da Fabrizio Basciano su Il Fatto Quotidiano: all’epoca Francesco negò alla casa discografica EMI di mandare in onda la sua esibizione su Italia 1, perché era "la tv di Berlusconi". La Stampa commentò così: "È la prima volta che un artista si rifiuta volontariamente di partecipare ad una trasmissione del Biscione per ragioni politiche". Per questo i mancati omaggi di questi giorni suonano a molti come una vendetta silenziosa. Non è detto che lo siano davvero, beninteso. Ma i sospetti restano.