Greta Scarano, il volto segnato di rosso a Venezia 2026: “Non possiamo più tollerare”. Il gesto per tutte donne

Il gesto dell'attrice e conduttrice dell’83esima Mostra del Cinema di Venezia dopo il femminicidio di Lorena Isceri e l’appello del padre alle istituzioni.

Melania Fiata

Melania Fiata

Giornalista

Laureata in Lettere, divoratrice di libri e serie. Scrivo di spettacoli, film e TV.

Due piccoli segni rossi sul volto, nel cuore della Mostra del Cinema di Venezia 2026, per ricordare che fuori dal red carpet c’è una realtà che non può essere ignorata. Greta Scarano ha scelto un gesto semplice ma potentissimo per accendere i riflettori sulla morte di Lorena Isceri, uccisa dal suo ex compagno. A spingerla è stato anche il dolore raccontato dal padre della giovane, che ha chiesto alla politica di trasformare la tragedia della figlia in un impegno concreto. Un messaggio che Scarano ha deciso di portare con sé davanti alle telecamere.

Greta Scarano, il gesto per tutte le donne a Venezia 2026: "Non ce la facciamo più"

Un gesto semplice, ma dal forte valore simbolico, ha trasformato la presenza di Greta Scarano alla Mostra del Cinema di Venezia 2026 in un’occasione per parlare di violenza contro le donne. Sul red carpet, l’attrice si è presentata con un segno rosso tracciato sulla guancia e ha poi alzato la mano, come a voler fermare idealmente la violenza. La scelta è nata dopo aver visto il video di Franco Isceri, padre di Lorena, la giovane uccisa dall’ex compagno. Le parole dell’uomo hanno colpito profondamente Scarano, che ha sentito di non poter rimanere in silenzio davanti all’ennesimo caso di femminicidio. "Alla fine una foto è più forte di mille cose che io posso dire", ha spiegato l’attrice, sottolineando come anche un gesto molto piccolo possa contribuire a mantenere alta l’attenzione sul problema.

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Scarano ha inoltre chiarito di non voler utilizzare il ruolo di conduttrice della Mostra come spazio per esprimere una posizione politica personale, ma di aver avvertito comunque la necessità di manifestare pubblicamente la propria solidarietà: "Non ce la facciamo più, che non possiamo più tollerare. Non voglio trasformare questa Mostra nella mia tribuna politica personale, però quando ci si trova davanti a questo genere di cose non riesco a non fare niente. Mi sarebbe sembrato assurdo non fare un piccolissimo gesto… un gesto soprattutto di solidarietà. Di sorellanza, per dire che comunque non è possibile che succedano ancora queste cose". Alla base della sua decisione, dunque, c’è soprattutto il dolore raccontato dal padre di Lorena. "Ho visto il video del padre ed è il motivo per cui ho fatto questa cosa principalmente. Non si può non fare niente, non si può sempre fare finta di niente, io non ce la faccio".

Venezia 2026, Greta Scarano dà voce all’appello del padre di Lorena Isceri

Le parole di Scarano fanno da eco all’appello di Franco Isceri, il quale chiede alle istituzioni di affrontare la violenza sulle donne senza divisioni politiche e con interventi concreti, soprattutto attraverso l’educazione, il sostegno ai centri antiviolenza e una maggiore tutela. La sua posizione conferma inoltre la volontà di difendere la libertà di esprimere le proprie convinzioni anche nel ruolo istituzionale ricoperto alla Mostra.


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