Grande Fratello, Amata Albero (Tati): “Mi sono sentita prostituita nell’anima, fu una vera tortura”
All’epoca si faceva chiamare Tati. Nell’intervista ci racconta cosa è successo in questi 24 anni: dalla fuga dal mondo della tv alla vita nell’America di Trump

Quando ho contattato Amata Albero, televisivamente conosciuta come Tati della seconda edizione del Grande Fratello, non mi aspettavo mi dicesse sì. "Prendono le distanze dall’esperienza quelli che ancora gravita nel mondo dello spettacolo, figurati lei!", mi sono detto scrivendole la mail. Quel "figurati lei" è dovuto al fatto che Amata oggi vive negli Stati Uniti, in California, e fa la psicoterapeuta. Lei ci tiene a precisare che non ha nemmeno la tv e che, quindi, non può commentare l’evoluzione del reality che le ha regalato tanta visibilità. Una visibilità che le ha fatto più male che bene: "Mi sono sentita prostituita nell’anima", dice lei parlando dell’anno dopo l’uscita dalla Casa di Canale 5. Tra il finto entusiasmo dei trenini a Buona Domenica ("Non puoi capire che tortura fosse!") e la persecuzione di quei 55 secondi di intimità con il coinquilino Lorenzo Paolini sotto il vigile occhio della telecamera.
Nell’intervista non parliamo solo del Grande Fratello e di quando le è scattato quel "No" al mondo dello spettacolo (spoiler è successo nel dietro le quinte del programma La sai l’ultima, un evergreen delle prime serate estive di Canale 5 dal 1992 al 2002). C’è spazio anche per quello che è successo dopo, il suo percorso professionale e l’America di Donald Trump, che le ha fatto venire voglia di tornare a vivere in Europa, perlomeno per un po’.
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Entra nel canale WhatsAppLa videointervista completa realizzata dal nostro Luca Burini subito dopo la pubblicità (soli 30 secondi)!