Goodfellas (Quei bravi ragazzi), il gangster movie che ha cambiato per sempre il cinema crime: dove vederlo in streaming e home video
Un’ascesa silenziosa, una violenza quotidiana, un sistema che sembrava normale fino al giorno in cui ha iniziato a crollare.

Parlare di Goodfellas significa entrare in uno di quei film che finiscono per insegnarti un modo specifico di guardare il cinema. Uscito nel 1990 e diretto da Martin Scorsese, Quei bravi ragazzi (titolo italiano) è diventato negli anni una specie di bussola morale — o immorale, a seconda dei punti di vista — per chiunque voglia capire come il cinema abbia raccontato il crimine organizzato americano senza filtri, senza mitologie consolatorie e senza romanticismi inutili.
Non si tratta infatti di un film sulla mafia nel senso classico del termine. Non ci sono padrini solenni, riti sacri o codici d’onore da rispettare fino alla morte. Qui c’è la strada, il quartiere, il bar all’angolo, le mazzette passate di mano in mano e una quotidianità criminale raccontata con un’energia che ancora oggi sembra impossibile da replicare. Scorsese prende il gangster movie, lo scuote, lo sporca e lo rende vivo.
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Entra nel canale WhatsAppDalla pagina allo schermo: Wiseguy e la voce di Henry Hill
L’origine di Goodfellas affonda le radici nel giornalismo investigativo. Il film nasce infatti dal libro Wiseguy di Nicholas Pileggi, pubblicato nel 1985 e basato su anni di interviste con Henry Hill, piccolo gangster della famiglia Lucchese diventato poi collaboratore di giustizia.
Pileggi non racconta grandi boss, ma uomini mediocri, violenti, spesso infantili, mossi più dall’avidità che da una visione "ideologica" del crimine. Quando Scorsese legge Wiseguy, capisce subito che lì dentro c’è il suo film. Non una biografia classica, ma un una sorta di quello che potremmo definire un "flusso di vita": ascesa, apice e crollo.
La scelta di coinvolgere Pileggi direttamente nella sceneggiatura è fondamentale. La scrittura mantiene il rigore quasi documentaristico del libro, ma viene attraversata dallo stile del regista: montaggio rapidissimo, voice over costante, colonna sonora onnipresente. La storia di Henry Hill diventa così una lente per osservare un intero sistema criminale che vive di abitudini, privilegi e illusioni di potere.
L’anti-epica della mafia: un mondo senza onore
Uno degli aspetti più rivoluzionari di Goodfellas è il modo in cui smonta l’immaginario mafioso costruito dal cinema precedente. Se Il Padrino aveva trasformato la mafia in una tragedia greca, Scorsese la riporta a terra.
Henry Hill non è un boss e non lo sarà mai. È un ragazzo del quartiere che sogna una cosa sola: contare qualcosa. Vuole saltare la fila, parcheggiare in doppia fila senza prendere multe, entrare nei locali dal retro come un re. È un desiderio di status, non di potere assoluto. Ed è proprio questo a rendere il film così inquietantemente realistico.
La mafia di Goodfellas non è un’entità distante, ma un’estensione di una parte della società americana dell’epoca. È il lato oscuro dell’American Dream, quello che promette successo rapido e rispetto immediato, purché tu sia disposto a chiudere gli occhi su tutto il resto. Scorsese non giustifica mai i suoi personaggi, ma nemmeno li demonizza: li porta agli spettatori per farli osservare e lascia che siano loro a parlare.
Regia, montaggio e musica: una macchina perfetta
Dal punto di vista tecnico, Goodfellas è una lezione di cinema che ancora oggi viene studiata e citata. Il montaggio di Thelma Schoonmaker è una corsa continua, un flusso che non lascia mai respirare lo spettatore. Ogni scena sembra spingere la successiva, come se il film stesso fosse drogato di adrenalina.
La colonna sonora è un altro elemento chiave. Più di quaranta brani accompagnano la storia, attraversando tre decenni di musica americana: doo-wop, soul, rock, blues. Non c’è un tema dominante, perché ogni canzone è legata a un momento preciso, a uno stato d’animo.
E poi c’è il famoso piano sequenza del Copacabana. Henry e Karen entrano dal retro del ristorante, attraversano corridoi e cucine fino a ritrovarsi seduti al tavolo migliore. In poco più di tre minuti, Scorsese racconta l’essenza del film: il fascino del potere, la seduzione dell’accesso privilegiato, l’illusione di essere invincibili. È cinema puro, senza bisogno di spiegazioni.
Personaggi indimenticabili: Pesci, Liotta e De Niro
Un film del genere non potrebbe esistere senza un cast all’altezza. Ray Liotta regala a Henry Hill un equilibrio perfetto tra carisma e mediocrità. La sua voce fuori campo è confidenziale, quasi amichevole, ma non cerca mai di convincerci che le sue scelte siano giuste. Racconta, e basta.
Robert De Niro interpreta Jimmy Conway con una calma glaciale. È il personaggio più "professionale" del gruppo, quello che pensa a lungo termine, che sa quando sorridere e quando eliminare un problema. Non alza quasi mai la voce, ma ogni sua decisione pesa come una condanna.
E poi c’è Joe Pesci. Tommy DeVito è una bomba pronta a esplodere, un personaggio che ha ridefinito il concetto di violenza improvvisa al cinema. Il suo Oscar come miglior attore non protagonista è più che meritato. La celebre scena del "Funny how?" — in gran parte improvvisata — è l’emblema di un mondo in cui una risata può trasformarsi in una sentenza di morte nel giro di pochi secondi.
La discesa agli inferi: paranoia, droga e fine del sogno
Nella parte finale del film, Goodfellas cambia pelle. Il montaggio diventa frenetico, le immagini si fanno sporche, i colori più aggressivi. Henry è prigioniero della cocaina, della paranoia, della paura costante di essere seguito. Scorsese ci fa entrare nella sua mente, in un flusso quasi allucinato che anticipa soluzioni visive poi riprese in altri suoi lavori.
È qui che il film smette definitivamente di essere seducente. Tutto quello che prima sembrava libertà si trasforma in gabbia. Il crimine non è più una scelta, ma una condanna. E il famoso finale — con Henry costretto a vivere come "un uomo qualunque" — è forse la punizione più crudele possibile per uno che aveva fatto del sentirsi speciale il senso della propria vita.
L’edizione OneClick di RaroFilm Studios
Per chi ama il cinema anche come oggetto da collezione e desidera la massima qualità audio\visiva, vale la pena menzionare l’edizione OneClick di RaroFilm Studios dedicata a Goodfellas. Come mostriamo nel video, non si tratta della solita edizione da scaffale, ma di un prodotto a tiratura limitata prodotto con una cura maniacale per i dettagli.
La cura editoriale è infatti evidente: packaging solido, materiali extra selezionati e una resa gloivbale che valorizza al massimo il lavoro di Scorsese. È il tipo di edizione che non compri solo per rivedere il film, ma per studiarlo, riascoltarlo, riscoprirlo nei dettagli. Un’operazione che dimostra come Goodfellas continui a essere trattato come un classico vivo, non come un semplice titolo da catalogo.
Dove vedere Goodfellas in streaming oggi
Oggi Goodfellas è disponibile per la visione in streaming a noleggio su TIM Vision, Rakuten TV, Prime Video e Apple TV. Sempre nelle stesse piattaforme è disponibile anche la versione digitale con la formula d’acquisto.
