Golden Globes 2026, i migliori momenti della premiazione: Timothée Chalamet commuove
Da Steven Spielberg alla dedica ad Adam Somner, tutti i momenti da ricordare della passerella di regista e attori di cinema e tv

Come potevamo aspettarci, i Golden Globes si sono confermati un appuntamento imperdibile per gli amanti del cinema e della tv, che si sono potuti godere alcune scene e momenti davvero esilaranti. Ma anche altri davvero toccanti e importanti, a partire dalla spilla con scritto "Be Good", in memoria di Renee Nicole Good, uccisa da un agente dell’ICE pochi giorni fa, indossata da molti invitati (tra cui Natasha Lyonne, Jean Smart e Mark Ruffalo).
I migliori momenti dei Golden Globes 2026: il toccante ricordo per Adam Somner
Impossibile non partire da Steven Spielberg e Chloe Zhao (produttore e regista) di Hamnet sul palco a ringraziare per la vittoria del premio per il miglior film drammatico. In particolare, Zhao ha tenuto a citare Paul Mescal, dichiarando: "La cosa più importante dell’essere un’artista è imparare a essere abbastanza vulnerabile da poter essere vista e di dare noi stessi, completamente, al mondo".
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Entra nel canale WhatsApp"Amo fare quello che faccio, è semplicemente divertente" è stato, invece, il commento di Paul Thomas Anderson, premiato per la miglior sceneggiatura per Una battaglia dopo l’altra. Il regista ha poi dedicato il premio al suo assistente alla regia, produttore e collaboratore abituale, Adam Somner, scomparso per un tumore alla tiroide anaplastico nel 2024. "C’è un titolo infelice per le persone con cui lavoriamo, assistente alla regia, perché è impreciso. Soprattuto se ne trovi uno bravo come il mio, il migliore. Quello che ha fatto per me, per noi, per questo film, è il motivo per cui sono qui. Ha reso tutto così divertente, e penso che abbia contribuito a far sì che tutti voi lo apprezzaste come avete fatto. Vi ringrazio di cuore per questo premio d’affetto", ha affermato, evidentemente commosso.
Il primo Golden Globe per Timothée Chalamet
Dopo le nomination per Chiamami col tuo nome e Wonka, finalmente Timothée Chalamet porta a casa una statuetta. In questo caso, si tratta del premio come miglior attore in una commedia o un musical per Marty Supreme (al cinema dal 22 gennaio 2026). Al momento di ricevere il premio ha ringraziato in particolare il regista, Josh Safdie. "Crescendo, mio padre mi ha trasmesso lo spirito di gratitudine. Siate sempre grati per quello che avete. Mi ha permesso di lasciare questa cerimonia in passato a mani vuote, a testa alta, grato solo di essere qui", ha detto Chalamet. "Mentirei se dicessi che quei momenti non hanno reso questo ancora più dolce".
Jack Thorne, co-creatore di Adolescence (che si porta a casa ben 4 premi), fa riflettere con il suo discorso: "Alcuni pensano che il nostro show parli di come dovremmo avere paura dei giovani, ma non è così. Parla della sporcizia e dei detriti che abbiamo seminato sul loro cammino. Eliminare l’odio è responsabilità della nostra generazione, richiede una riflessione che vada dall’alto verso il basso. La possibilità sembra remota ora, ma la speranza è una cosa meravigliosa". Emozionato anche Stephen Graham, miglior attore in una miniserie o film TV proprio per Adolescence, che ha dedicato il premio alla madre.
Seth Rogen fa doppietta ai Golden Globes
The Studio ha permesso a Seth Rogen di portare a casa due statuette personali: una come miglior serie tv commedia o musical, l’altra come migliore attore in una serie tv commedia o musical. I suoi ringraziamenti sono andati in particolar modo alla sua troupe, sottolineando come esse non vengano quasi mai invitate alle premiazioni. "Davvero senza tutti voi questa serie non sarebbe realizzabile, quindi grazie mille", ha detto, confermando di essere in procinto di iniziare le riprese della seconda stagione della serie.
Tra i dominatori della serata anche K-Pop Demon Hunters, premiato come miglior film d’animazione (preludio all’Oscar in questa categoria?). Sul palco, per i ringraziamenti di rito, la co-sceneggiatrice Maggie Yang, che ha detto: "Grazie ai Golden Globe e per aver riconosciuto che un film così radicato nella cultura coreana potesse avere un impatto sul pubblico globale. Attraverso questo film volevamo rappresentare i personaggi femminili nel modo in cui conosciamo le donne, come davvero forti e audaci. È una lettera d’amore alla musica. Al potere che ha di connetterci, di farci vedere una sorta di umanità condivisa, che potremmo sperimentare nel mondo di oggi".
