Giulio Berruti, non è solo la storia con Michelle Hunziker a stupire: la sua seconda vita che in pochi conoscono
Da Melissa P. alle fiction di successo, fino a Tutte lo vogliono: mentre diventava uno dei volti più amati della tv, Giulio Berruti costruiva anche un'altra carriera (che oggi incuriosisce più del gossip)

Quando lo vedi in Tutte lo vogliono, è facile capire perché Giulio Berruti sia diventato uno dei volti più riconoscibili della commedia romantica italiana. Elegante, sorriso rassicurante, quell’aria da protagonista che sembra fatta apposta per conquistare il pubblico. Anche oggi, mentre il suo nome torna spesso al centro dell’attenzione per la relazione con Michelle Hunziker, l’immagine è rimasta più o meno la stessa. Eppure c’è un dettaglio della sua storia che sorprende quasi tutti.
Perché, mentre costruiva una carriera davanti alla macchina da presa, ne stava costruendo un’altra lontano dai riflettori. Ed è proprio questa scelta, più ancora del gossip, a raccontare chi è davvero Giulio Berruti.
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Entra nel canale WhatsAppDal set di Melissa P. al boom delle fiction
I primi passi arrivano con Melissa P., il film di Luca Guadagnino che nel 2005 fa discutere tutta Italia. Poi è la televisione a regalargli la popolarità: La figlia di Elisa – Ritorno a Rivombrosa lo fa conoscere al grande pubblico, mentre negli anni successivi alterna cinema e fiction fino ad approdare anche in Squadra Antimafia, dove veste i panni del vicequestore Carlo Nigro dopo l’uscita di scena del personaggio interpretato da Marco Bocci.
In quel periodo sembrava avere davanti una strada già scritta. Bello, fotogenico, perfetto per i ruoli romantici e per le prime serate: aveva tutte le caratteristiche per diventare uno dei nuovi volti simbolo della fiction italiana. Invece la sua carriera prende una piega diversa. Continua a lavorare tra Italia e produzioni internazionali, ma senza inseguire quella presenza costante in tv che sembrava il suo destino.
Perché non ha mai fatto solo l’attore
Negli ultimi anni il suo nome è tornato spesso sulle pagine di cronaca rosa. Prima la lunga relazione con Maria Elena Boschi, poi quella con Michelle Hunziker, che attira l’attenzione di fotografi e riviste nonostante il suo carattere schivo e riservato. Ma la curiosità più interessante riguarda ciò che succedeva lontano dalle copertine.
Mentre recitava, infatti, Giulio Berruti si laureava in Odontoiatria e continuava a esercitare la professione di medico, collaborando con lo studio di famiglia. Non un piano B da tenere nel cassetto nel caso il cinema si fermasse, ma una scelta precisa, portata avanti in parallelo con il lavoro sul set. Negli anni ha spiegato più volte di non aver mai voluto affidare tutta la propria vita a un mestiere imprevedibile come quello dell’attore, preferendo mantenere un equilibrio tra due professioni che sembrano appartenere a mondi opposti.
La malattia che gli ha cambiato la vita
E c’è anche un motivo personale che rende tutto questo ancora più comprensibile. Berruti ha raccontato di convivere con la fibromialgia, una malattia cronica che in passato lo ha costretto a fermarsi a lungo e a rivedere le proprie priorità. Un’esperienza che ha cambiato il suo rapporto con il lavoro, ma anche con la notorietà.
Forse è proprio questo il tratto che rende particolare il suo percorso. Avrebbe potuto costruire tutta la sua immagine sul successo televisivo, continuando a inseguire il ruolo del sex symbol di turno: aveva tutte le carte in regola per diventare il nuovo Gabriel Garko, o il nuovo Raoul Bova. Invece ha preferito fare (anche) altro, senza rinunciare al cinema ma senza lasciare che fosse il cinema a definire completamente la sua identità: due carriere parallele, senza sentirsi mai obbligato a sceglierne una sola.
