Giovanni Allevi assente alla prima di 'Lost Time Simphony', la rinuncia per un problema di salute: "Mi è andata via la voce". L'annuncio

'Lost Time Simphony' debutta in Germania senza Giovanni Allevi, assente per una lieve influenza. L'annuncio del Maestro su Instagram

Martina Dessì

Martina Dessì

Music Specialist

Ascolto, scrivo, a volte recensisco, smonto classifiche: la musica è il mio primo amore.

Un debutto atteso per lungo tempo e poi basta un lieve acciacco che si mette di traverso perché tutto si fermi. È successo a Giovanni Allevi, costretto a rinunciare alla prima assoluta mondiale della sua Lost Time Symphony, andata in scena la sera del 2 ottobre allo Stadtpark Schützenhof di Herford, in Germania, con la Nordwestdeutsche Philharmonie diretta dal maestro Jonathan Bloxham.

A dare la notizia è stato lui stesso, alla vigilia del debutto, con un messaggio affidato ai suoi canali social: l’influenza lo ha bloccato, la voce se n’è andata e il viaggio è diventato impossibile.

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Perché Giovanni Allevi non era a Herford: l’annuncio e le sue condizioni di salute

"Mi è andata via la voce", ha raccontato il compositore, spiegando ai suoi di non essere in condizione di salire su un aereo. E chi lo segue da sempre sa quanto, in questi anni, ogni dettaglio che riguarda la sua salute venga accolto con apprensione. Dal 2022, quando la diagnosi di mieloma multiplo lo ha costretto a interrompere di colpo concerti e tournée, Allevi ha scelto di raccontare pubblicamente il proprio percorso, con la sua solita delicata onestà: la stanchezza, i ricoveri, il ritorno sul palco, i capelli bianchi diventati quasi un simbolo di rinascita.

Stavolta, però, si tratta di un’influenza stagionale che ha colpito molti italiani in questo cambio di stagione. E allora il Maestro ha lasciato che fosse la musica a rappresentarlo, affidando all’orchestra tedesca il compito di parlare al posto suo.

Lost Time Symphony, la sinfonia dedicata alla sorella Stella: il dolore diventato musica

Dietro il titolo – "Sinfonia del Tempo Perduto" – c’è una storia privatissima. La Lost Time Symphony, commissionata dalla Fondazione La Società dei Concerti di Milano nell’ambito dell’adesione all’Obiettivo 3 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, è dedicata a Stella Allevi, sorella del compositore: musicista, pedagogista e filosofa, studiosa di bioetica, per tutta la vita suo punto di riferimento affettivo e intellettuale.

Stella se n’è andata poche settimane dopo la diagnosi che aveva fermato il fratello. Due colpi quasi simultanei, nello stesso 2022. Per tre anni quel dolore è rimasto chiuso in un silenzio che Allevi non ha mai forzato. Poi, lentamente, ha trovato la sua forma: pentagrammi, archi, fiati, un’intera orchestra sinfonica chiamata a dire ciò che le parole non riuscivano a sostenere.

Il compositore lo ha spiegato così: il tempo perduto non è davvero perso, perché continua a vivere dentro di noi. E nessuna persona scompare del tutto, finché resta custodita nei ricordi più luminosi. Un pensiero che diventa universale, ed è forse questa la chiave di lettura di un’opera complessa nella scrittura ma semplicissima nel sentimento che la muove.

Chi volesse ascoltarla dal vivo – e magari rivedere Allevi al suo posto, in sala – ha già una data segnata: 14 ottobre, alla Sala Verdi del Conservatorio di Milano, nella stagione concertistica della Fondazione La Società dei Concerti.


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