Giovanna Mezzogiorno svela la scelta estrema: “Non giurerei che l’avrei fatto”, poi la confessione su quella ferita che non passa

Per il nuovo film di Marco Bonini l'attrice cambia look e torna a scavare nella memoria: tra ruoli estremi, famiglia e un passato che continua a bussare.

Melania Fiata

Melania Fiata

Giornalista

Laureata in Lettere, divoratrice di libri e serie. Scrivo di spettacoli, film e TV.

Giovanna Mezzogiorno cambia completamente aspetto e il motivo è Se Ami Qualcuno Dillo, il nuovo film di Marco Bonini che porta sullo schermo una storia familiare fatta di amore, malattia e conseguenze difficili da cancellare. In un’intervista a la Repubblica, l’attrice apre una finestra sul percorso che l’ha portata fin qui, tra personaggi che l’hanno segnata, ricordi ancora vivi e una nuova consapevolezza del tempo. E racconta anche cosa significa fare i conti con ciò che resta. Di seguito, tutti i dettagli.

Giovanna Mezzogiorno, il cinema e i ruoli più importanti

In un’intervista a la Repubblica, Giovanna Mezzogiorno racconta il momento intenso che sta vivendo sul piano professionale, a partire da Se ami qualcuno dillo, il film autobiografico di Marco Bonini. Per interpretare la protagonista, l’attrice ha accettato una trasformazione decisamente lontana dai suoi ruoli più consueti: capelli rasati a metà e un’immagine volutamente estrema, pensata per restituire la personalità del personaggio. Una scelta forte, resa possibile anche dal rapporto speciale con Bonini: "Marco per me è un fratello. Non è retorica e non lo direi di nessun altro. La storia l’ho seguita nella vita reale e ci tenevo a fare il film esattamente come voleva lui. Non giurerei che avrei accettato, per tutti i registi, di rasarmi metà testa: è una cosa forte. Ma Marco vedeva questi personaggi così: popolari, estremi, fortemente caratterizzati anche visivamente. La mia è una donna che ha amato moltissimo il suo uomo ed è rimasta dentro quella che Marco chiama "la stanza del dolore": una relazione che non è andata come avrebbe voluto, una ferita che resta. La vita continua, in maniera complessa, ma quella cosa resta dentro."

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Giovanna Mezzogiorno e il rapporto con il passato

Ripercorrendo la propria carriera, Mezzogiorno ricorda alcuni incontri decisivi, da Sergio Rubini, con cui ha lavorato ne Il viaggio della sposa, a Marco Bellocchio, regista di Vincere. Proprio quest’ultima esperienza viene descritta come particolarmente impegnativa e profonda: "Ce l’abbiamo fatta insieme e per entrambi è stato devastante e indimenticabile". L’attrice riflette anche sul rapporto con il passato, confessando di dover lottare contro la propria tendenza a guardarsi indietro. Il desiderio, ancora oggi, è riuscire a vivere pienamente il presente: "Ho vissuto una vita talmente piena, talmente intensa, eccitante ma anche faticosa e varia, che mi sembra di avere vissuto venti vite del tutto diverse e di averle vissute tutte fino in fondo. Io combatto per non rimanere attaccata lì, per non restare sempre voltata indietro a rimpiangere, a sentire mancanze o a pensare "quanto era bello quando…". Quella sarebbe la mia natura, però la combatto. A volte ci riesco, più spesso no. Perché penso che vivere davvero il presente sia una cosa difficile ma anche una grande conquista. Mi piacerebbe un giorno riuscirci. A volte succede, poi vengo di nuovo tirata indietro, come da una manina appesa alla giacchetta."

Nel frattempo, si prepara a interpretare la madre di Lucio Dalla nel film Lucio, una donna che Mezzogiorno descrive come determinata e fondamentale nel percorso umano e artistico del figlio.

Giovanna Mezzogiorno, figli e attenzione al presente

La dimensione familiare occupa un posto importante anche nella sua vita privata. Mezzogiorno ricorda il padre Vittorio, poco incline ai complimenti ma capace di riconoscere il suo talento, e parla dei valori che cerca di trasmettere ai propri figli, soprattutto il rispetto verso le donne. Si definisce una persona profondamente empatica e lontana dalla competizione: "Sono super empatica, anche troppo, tanto da considerarlo un difetto. Competitiva invece zero. Sono sempre stata felice del successo altrui, anche di quello femminile, che non è affatto scontato." Osserva anche con attenzione i cambiamenti della società e il mondo nel quale stanno crescendo i suoi ragazzi: "Penso di essere una delle poche persone che ancora compra il giornale. Mi arrabbio molto, alcune cose mi divertono perché sono al limite del grottesco, altre mi preoccupano e mi affliggono, anche perché ho due ragazzi che crescono in questo mondo." Proprio parlando di figli ammette: "Sono fortunata perché credo che abbiano dentro di loro il rispetto delle donne, delle ragazze che frequentano, della loro dignità. Hanno un padre e una madre che hanno una certa etica della vita. Sono sicura che saranno uomini rispettosi verso l’universo femminile."

La quotidianità familiare rimane anche una delle sue principali fonti di divertimento: "Loro due, moltissimo. Sono due ragazzi ormai enormi, altissimi, ma certe volte mi sembrano bambini di sette anni. L’altro giorno, a pranzo, uno ha piantato una forchetta nel braccio dell’altro. I maschi sono tutto un mondo". Tuttavia, sulla conquista più difficile oggi, afferma: "Vivere veramente il presente non è una frase fatta: che ci riesca ora o a sessant’anni non importa. Mi piacerebbe un giorno riuscirci davvero."


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