Giorgio Armani, chi era il compagno Sergio Galeotti: un amore finito tragicamente
Il genio della moda italiano, scomparso oggi all'età di 91 anni, è stato legato per parecchi anni a un architetto toscano. Insieme hanno fondato la società nel 1975.

Nel giorno in cui il mondo piange la scomparsa di Giorgio Armani, si riaccendono i riflettori non solo sul genio indiscusso della moda italiana ma anche su una storia d’amore e di complicità che ha lasciato un segno indelebile nella sua vita privata e nella storia dell’alta moda: quella tra Armani e Sergio Galeotti. Un legame che va oltre la cronaca sentimentale, perché senza Galeotti probabilmente oggi non esisterebbe il mito globale del brand Armani. Vediamo di seguito tutti i dettagli.
Giorgio Armani, l’amore nato in Versilia con Sergio Galeotti
Era l’estate del 1966 quando Giorgio Armani e Sergio Galeotti si incontrarono per la prima volta in Versilia. "Incrociai Sergio in macchina, mi piacque subito il suo sorriso toscano, e diventammo subito amici", racconterà anni dopo Armani stesso, in una delle sue rare e intime confessioni al Corriere della Sera. Quella amicizia si trasformò presto in una relazione sentimentale e, ancora di più, in un sodalizio professionale destinato a cambiare per sempre il volto della moda internazionale. Galeotti, nato a Carrara nel 1945 e formatosi come architetto, non solo diede a Giorgio la sicurezza per lanciarsi, ma lo spinse anche credere nel suo sogno: "Mi disse: tu hai un potenziale importante. Sergio aveva visto i miei vestiti, si era reso conto che potevo arrivare più lontano."
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Entra nel canale WhatsAppFu proprio la fiducia instancabile di Galeotti che convinse Armani a fondare – insieme, nel 1975 – la Giorgio Armani Corporation. Mentre lo stilista si occupava della creatività, Sergio diventava l’anima gestionale e visionaria della società, curando il lato finanziario e amministrativo, orchestrando lo sviluppo del brand in tutto il mondo, lanciando l’iconica linea Emporio Armano negli anni ’80. Insomma, era lui a dare struttura e solidità alle intuizioni artistiche del compagno, unendo razionalità a una buona dose di coraggio.
La tragica scomparsa di Sergio Galeotti
Purtroppo, nel 1984 a Sergio Galeotti venne diagnosticata una malattia che, nonostante i tentativi di cura tra Parigi e New York, si rivelò fatale. Morì il 14 agosto del 1985, nella sua casa di Milano. "Quando morì Sergio, morì una parte di me", ha dichiarato Armani tempo fa. "Un anno tra un ospedale e l’altro, io per non ferirlo ho continuato a lavorare, gli portavo le foto delle sfilate, negli ultimi tempi vedevo le lacrime ai suoi occhi. Fu un momento estremamente difficile…Ho avuto una forza di volontà incredibile, per vincere questo dolore crudele. Un anno di attesa perché Sergio morisse. E tutto accadde in un tempo meraviglioso, quando stavamo cominciando a essere qualcuno, a dare una struttura all’azienda, a essere conosciuti nel mondo".
Sergio Galeotti aveva soltanto 40 anni, e oggi, mentre Giorgio Armani lascia il mondo della moda orfano del suo stilista-simbolo, è giusto ricordare anche chi, nell’ombra, ha contribuito a rendere tale il successo dello stilista. Con un amore poco chiacchierato ma profondissimo.
Leo Dell’Orco, chi era il braccio destro di Armani
Negli ultimi decenni della sua vita, dopo il dolore per la perdita di Sergio Galeotti, Giorgio Armani ha ritrovato una presenza fondamentale sia sul lavoro che sul piano personale: Leo Dell’Orco. Non solo fidato collaboratore, ma vero e proprio punto di riferimento nella vita del celebre stilista, Dell’Orco viene spesso definito come il braccio destro di Armani. Nato a Bisceglie (Bari) il 2 novembre 1952, Pantaleo Dell’Orco – questo il suo nome completo – è il più giovane di cinque fratelli. Appassionato di moda fin da ragazzo, è entrato giovanissimo nel mondo Armani, dove è diventato responsabile dell’ufficio stile uomo e ha guidato la crescita stilistica e manageriale del gruppo. Dal 2019, inoltre, ha ricoperto il ruolo di presidente del consiglio d’amministrazione dell’Olimpia Milano, club affidatogli da Armani stesso e portato a vincere trofei importanti sotto la sua gestione.
Il primo incontro con Armani è avvenuto in modo del tutto casuale: "Ci siamo conosciuti ai giardinetti di via Tiraboschi, qui a Milano", ha raccontato Dell’Orco a Repubblica, "il suo cane aveva iniziato a giocare col cane di un mio amico, con cui stavo passeggiando. Avevo 24 anni, lavoravo da anni alla Snam, prima come pubblicitario e poi come disegnatore industriale. Ho cominciato a fare il modello per le aziende con cui collaborava". Da quel momento, la loro amicizia e collaborazione si è trasformata in un rapporto profondo e duraturo, tanto che Dell’Orco è oggi considerato il vero erede morale di Armani, sia negli affari che nella sfera privata.
