Giorgia Venturini conduce X-Style e porge aiuto alle madri in difficoltà: "Ci sono storie che la sera non puoi lasciare fuori dalla porta"

L'ex naufraga e volto di X-Style su Canale 5 si è raccontata a Libero Magazine, tra le difficoltà della maternità e il grande impegno professionale.

Mara Fratus

Mara Fratus

Giornalista

Nella mia vita non possono mancare, il silenzio, il mare e Il Libro dell'inquietudine sul comodino, insieme a un romanzo di Zafon.

Chi si sente arrivato nella vita, perde ogni tipo di curiosità e sprint per andare avanti e, magari, fare sempre meglio. La pensa così anche Giorgia Venturini, imprenditrice, speaker radiofonica, mamma di Sole Tea e con un secondo figlio in arrivo, ma anche ex naufraga a L’Isola dei Famosi e volto inconfondibile di X-Style, programma della seconda serata di Canale 5, che conduce ormai dal 2020 e che racconta le diverse sfaccettature del mondo della moda, del costume e di tutti gli ultimi trend nel lifestyle. "Secondo me non si finisce mai di imparare, questa è la prima cosa – ci racconta -. E non dirsi mai ‘Ok, so tutto, sono arrivata e ormai lo so fare a occhi chiusi’, non è così. Ogni settimana io mi metto in gioco e questo fa sì che in qualche modo quello che vado a fare mi sorprende sempre".

Determinata, libera, capace, naturalmente bellissima, e con quel pizzico di umiltà che la porta a lavorare a testa bassa per arrivare alla meta: "Bisogna sempre stare al passo coi tempi, non si può stare mai neanche uno scalino indietro, soprattutto nel nostro mondo, nel nostro programma – sottolinea Venturini, spiegando quanto lavoro ci sia dietro il format e quando possa essere complicato raccontare il mondo dello stile oggi -. Devi essere non solo all’avanguardia, qualcosa anche di più… perché tu devi raccontare quello che sarà oltre a quello che è stato. E questa cosa in qualche modo ti rende sempre molto acceso, molto vivo, perché la tua curiosità non si può mai spegnere, ma continua comunque a cercare, a creare contenuti sempre più freschi".

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X-Styles racconta mondi molto diversi tra loro: c’è una storia che ti ha sorpresa di più e perché?

Chiaramente ci possono essere dei servizi che magari mi sono piaciuti di più e altri per cui ha avuto un interesse minore. Però questo è un programma che cresce ogni settimana insieme alla redazione, decidiamo ogni storia e servizio, e costruiamo tutto pezzo per pezzo. Ci affezioniamo a ciò che mandiamo in onda, anche se è ovvio che possa esserci qualcosa che prende più la mia attenzione, perché magari io sono più affezionata al mondo del fashion, meno a quello dell’automotive… ma di base adoro i servizi che trasmettiamo.

Se potessi tornare all’inizio del tuo percorso, c’è una scelta che cambieresti?

Sono molto sincera su questo. Le scelte che prendo sono sempre molto ponderate, ci metto un po’. Quindi difficilmente poi dico ‘avrei fatto diversamente’. Questo è un po’ in generale nella mia vita, fa parte del mio carattere, perché sono una che controlla molto, e questa cosa fa sì che ogni singola scelta sia valutata in tutte le sue sfumature.

Qual è stato il momento in cui hai capito che questa sarebbe stata davvero la tua strada?

Oddio, non c’è stato un vero e proprio momento, è stato un percorso… Poi, se ti devo dire la verità, fin da piccola ho sognato il mondo dello spettacolo, del cinema, della televisione… mi ha sempre affascinato. Ti parlo delle scuole elementari, le prime recite: cercavo sempre un po’ un ruolo da protagonista, se così vogliamo definirlo, di essere in prima linea, no? Quindi un po’, forse, ce l’ho sempre avuta nelle mie corde, e poi l’avevo un pochettino abbandonata come idea, perché avevo preso un’altra strada, ma è anche un discorso energetico, e gira che te rigira… salta fuori.

Hai mai avuto paura di non farcela? Come hai affrontato quei momenti?

No, non ho avuto paura di non farcela, magari ho sempre paura di non essere all’altezza di una cosa, ma questo, secondo me, fa parte di una persona che si mette in discussione. Mi interrogo tanto, e soprattutto è difficile che mi trovino impreparata, perché sono una che si prepara molto.

Ci racconti un ricordo dell’Isola dei Famosi…. rifaresti un reality?

No, non credo che rifarei un reality, magari come ospite, tipo sette giorni, una micro vacanza… L’Isola è stata un’esperienza difficile. Io sono molto, molto, legata alle mie cose, alla mia famiglia, alla mia casa, alle mie routine, e ho sofferto tantissimo il distacco, il non poter sentire, non poter vedere, non poter stare in contatto con i miei affetti, una roba che mi ha fatto stare male, e questa cosa non mi ha fatto essere me stessa al cento per cento. L’Isola dei Famosi è un reality molto duro, molto più rispetto a quello che noi vediamo quando lo guardiamo da casa: le dinamiche che si creano sono dovute a uno stress psicofisico importante, quello fa uscire poi la discussione e porta le persone all’estremo. Diciamo che preferirei la prossima volta guardarli, come faccio sempre, dal divano di casa, e se dovesse capitare proprio un sette giorni così… un’esperienza vacanziera.

Che consiglio daresti a chi sogna di lavorare nel tuo stesso settore?

Credo che ognuno di noi debba provare a investire il proprio tempo, le proprie forze, le proprie energie nel perseguire i propri sogni. Quindi se il tuo sogno è lavorare nel mondo dello spettacolo ci devi credere, però come in tutte le cose devi guardare l’altra parte della medaglia, e chiederti se ci si puoi riuscire: questo però va vissuto con molta intelligenza, nel senso che non è che se non ce l’ho fatta vuol dire che non sono brava, insomma non deve diventare una diminuzione personale. Purtroppo è una cosa che vorrebbero fare in tanti, è molto elitaria si sa, e diventa sempre più stretta la rosa di persone che ci riescono: sono diminuiti i programmi, le occasioni, come in tutte le cose piccole. Se non ci si riesce subito, magari non farai questo, magari farai tanto altro, anche molto meglio nella tua vita.

C’è un progetto che sogni di realizzare?

C’è, assolutamente c’è, lo porto con me e mi dico la stessa cosa, lo vorrei fare? Sì. Ci riuscirò? Non lo so.

Dove immagini te stessa tra dieci anni?

Ancora nella mia grande famiglia a Mediaset perché sto benissimo, mi sento a casa. Magari in un contenitore che in qualche modo un po’ si adatti di più anche a quella che sarà diventata la mia età, un pochettino più adulta e matura.

C’è una causa o un tema che vorresti raccontare di più in futuro?

Devo dirti che c’è già tanto spazio dedicato all’informazione… Io invece vorrei dare leggerezza alle persone che mi guardano in televisione. Vorrei strappare dei sorrisi.

Dopo la nascita della tua prima figlia, Sole Tea, hai creato l’associazione Sole, che si occupa di dare assistenza alle famiglie in difficoltà durante il periodo pre e post-parto. Com’è nata questa idea?

Semplicemente in due parole: dopo la nascita di mia figlia mi sono sentita in difficoltà, per me non è stato facilissimo e nonostante mi sia potuta permettere un aiuto durante i primi mesi in cui è nata Sole Tea, allo stesso tempo mi sono trovata spesso in momenti complicati e mi sono detta: ‘Come fanno quelle mamme che non hanno veramente nessuno, perché hanno la famiglia lontano o perché la famiglia l’hanno persa, perché magari si trovano in un posto nuovo, magari all’estero dove non parlano nemmeno la lingua?’. Se siamo in difficoltà abbiamo il diritto di essere aiutate, perché diventare mamme è la cosa più naturale del mondo, ma anche la più difficile. Bisogna sentirsi accudite, appoggiate, non solo con delle figure sanitarie, a volte basta condividere la tua esperienza con altre mamme in una chat interattiva, dove c’è chi ha passato la tua stessa storia, l’ha vissuta e può dirti ‘Guarda che in quell’occasione io ho fatto questo’.

Qual è stato il momento più toccante vissuto grazie a questo progetto?

Allora, il fatto di interagire e di rapportarsi con delle famiglie, con delle mamme, che magari vivono anche dei grandi disagi, ti arricchisce. Ci sono delle cose, delle storie di vita, veramente dure, veramente difficili, e quando torni a casa la sera non è che riesci a lasciarle fuori dalla porta… Ognuna di queste storie secondo me arricchisce il tuo valore di vita.

Come è cambiata la tua visione della vita da quando sei diventata mamma?

Prima ero molto più leggera, vivevo le cose con una spensieratezza e con una leggerezza importante. Ora no, sono molto più attenta a tante sfumature, mi faccio tante domande, sono più rigida.

Vivere una nuova gravidanza cambia qualcosa rispetto alla prima esperienza?

Forse adesso ho meno paura. In qualche modo quella strada l’hai già fatta, no? Ho una consapevolezza diversa, ho un’esperienza diversa, ho fatto tanto nella mia vita e posso dire che la mia famiglia è la cosa che secondo me, ad oggi, è più importante. Sono felice e anche fortunata, perché potrò vivere tutte le faccettature di quello che vuol dire avere una figlia femmina e un figlio maschio. Lo sto vivendo con entusiasmo.

Se potessi lasciare un messaggio ai tuoi figli per il futuro, quale sarebbe?

Allora, ai miei figli direi questo: ‘Godetevi la vita, fate tutto quello che ritenete giusto fare, che vi piacerebbe fare, ma con coscienza, pensando sempre se quello che state facendo è una cosa giusta che vi porterà cose positive. Quindi sempre con la testa attaccata sulle spalle. Volete studiare? Studiate. Non volete studiare? Non studiate. Ma sappiate che non studiando dovete calcolare quello che può succedere’. Io sarò una mamma che vorrà per i propri figli quello che vogliono loro, ma assumendosi le loro responsabilità, perché anche io ho avuto tanta libertà dai miei genitori, ma sempre con l’insegnamento che questo comporta avere anche tantissima responsabilità.


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