Fedez e Mr Marra sotto accusa per le domande e il contradditorio, ma sono i media tradizionali a non aver capito bene il format dei podcast
I due conduttori sotto la lente d'ingrandimento per com'è stata gestita la puntata con ospite Giorgia Meloni, ma non si tiene conto di alcuni fattori chiave

Nelle ultime ore sta tenendo banco il "caso" dell’ospitata del premier Giorgia Meloni al Pulp Podcast tenuto da Mr Marra e Fedez. La presidente del Consiglio si è occupata principalmente di due temi: la guerra in Iran avviata qualche giorno fa dagli Stati Uniti di Donald Trump e, inevitabilmente, il referendum sulla giustizia al voto il 22 e 23 marzo. Sui social (e non solo) non sono mancate le polemiche, indirizzate principalmente su due aspetti. In primo luogo alle tempistiche di diffusione della puntata, online a pochissime ore dal voto e virale anche durante, quando si dovrebbe rispettare il silenzio elettorale. Secondariamente, ma nemmeno troppo, alla mancanza di contraddittorio. Ma il format di un podcast, in soldoni, è questo e si differenzia nettamente da un programma tradizionale come può essere Dimartedì condotto da Giovanni Floris.
Pulp Podcast: Fedez accoglie Meloni senza contraddittorio, ma il punto focale è un altro
Nell’ora scarsa di episodio del Pulp Podcast di Mr Marra e Fedez con ospite Giorgia Meloni gli argomenti sono stati in linea generale due, la guerra in Iran voluta dagli USA e da Donald Trump e la riforma della giustizia, di cui il premier ha parlato a ruota libera, senza quasi interruzione. Da qui la critica, mossa anche nelle ore precedenti alla messa in onda, legata alla mancanza di contraddittorio e di domande scomode. Il che, a vedere l’episodio, è tendenzialmente in parte vero. Dai due conduttori sono partiti dei tentativi di "mettere in difficoltà" Meloni, che però ha fatto valere i decenni di esperienza in politica e su palchi ben più "scottanti", passateci il termine.
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Entra nel canale WhatsAppIl format del Podcast è anche questo, però. Siamo anni luce lontani dai talk show tradizionali, come può essere un Porta a Porta o un Dimartedì. Programmi che la fascia target a cui Meloni voleva arrivare, quella 18-34, non guarda. Da questo punto di vista, la strategia comunicativa e di "marketing" del premier è stata quanto più efficace possibile. Anche i numeri e le views danno ragione all’operazione: oltre un milione di visualizzazioni su YouTube e decine di migliaia di impressions sui vari social. Una "win-win situation" per tutte le parti in causa. Dal lato Meloni prova ad attecchire anche nella fascia demografica più lontana (e che presenta la maggior percentuale di astensionismo al voto); dall’altro Fedez e Mr Marra ottengono la più alta legittimazione possibile, portando a casa la presenza del Premier a dispetto di altre trasmissioni ben più blasonate e storiche.
