Giorgia Meloni a Mattino Cinque: “Migranti, Europa e nucleare: cosa non va”. L'intervista di Vecchi (senza Panicucci)

La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta a Mattino 5 nella puntata di giovedì 28 maggio 2026, la penultima stagionale, con messaggi importanti per gli italiani

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Giorgia Meloni
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"Mattino Cinque" si avvicina alla chiusura stagionale (l’ultima puntata è prevista domani), ma prima di andare in vacanza il programma ha potuto contare su un’esclusiva importante, l’intervento del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell’appuntamento di oggi, giovedì 28 maggio 2026. A curare l’intervista alla premier è stato Francesco Vecchi, con Federica Panicucci a fare praticamente da spettatrice, nonostante negli ultimi mesi sia entrata nel cuore del pubblico per la capacità con cui conduce lo spazio dedicato al caso Garlasco, con un’attenzione a dettagli e incongruenze, che è difficile trovare anche nei giornalisti più affermati.

Giorgia Meloni parla in esclusiva a "Mattino 5": il "grande colpo" di Francesco Vecchi

L’esecutivo guidato da Giorgia Meloni si avvia all’ultimo anno di legislatura, che non può che essere importante anche per indirizzare le scelte degli italiani in vista del prossimo appuntamento con il voto, la Premier ha così indicato a "Mattino Cinque" quali siano gli aspetti su cui vorrà concentrarsi. A curare la sua intervista, è stato Francesco Vecchi, con la grande cura dei dettagli che lo caratterizza soprattutto in temi come attualità e politica, è

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"Comprendo la preoccupazione dei cittadini in questo periodo. Possono stare certi che il governo farà tutto quello che può e deve per combattere le conseguenze delle crisi internazionali che stiamo vivendo – ha detto nel suo intervento a "Mattino Cinque" -. Noi non possiamo dire ai cittadini che i soldi ci sono solo per la difesa. Lo dico da persona che sostiene con forza la necessità che l’Italia e l’Europa facciano di più per difendersi da sole. Quando chiedi a qualcun altro di occuparsi della tua difesa poi lo paghi, io voglio che l’Italia sia una nazione che non deve dire grazie a nessuno, questo chiaramente ha un costo, si chiama libertà. E’ evidente che se noi di fronte alle crisi non siamo in grado di dare risposte ai cittadini e alle imprese, rischiamo che non ci sia più niente da difendere in questa nazione e quindi bisogna cercare un equilibrio. Ok alle spese per la difesa, a maggior ragione ok alle spese per la sicurezza, ma servono risorse anche per l’energia".

Particolare attenzione viene rivolta ai costi dell’energia, che hanno subito rincari non da poco che hanno colpito duramente gran parte delle famiglie, sin da subito, però, il governo non ha trascurato questo aspetto: "La questione dei prezzi dell’energia in Italia vecchia è una questione strutturale – ha detto -. Qualche decennio fa questa nazione ha deciso di rinunciare all’energia nucleare. Lo abbiamo pagato oggi, e questo governo ha il coraggio di riaprire questo capitolo e di riaprire la produzione dell’energia nucleare in Italia: è un modo veloce, sicuro, pulito ed efficace per abbassare i prezzi".

Meloni ci tiene poi a sottolineare anche quanto fatto dal governo per provare a contenere i costi del carburante, altro elemento che tocca tutti gli italiani: "Il costo è cresciuto sensibilmente meno di quanto non sia accaduto per esempio in Francia, o in Germania". Fondamentale è stato anche il taglio delle accise, che ha fatto sì, a suo dire, che il prezzo non lievitasse ancora di più.

Non è mancato un attacco alla sinistra, che già in passato si era detta sicura della vittoria, per poi scontrarsi con il parere del tutto opposto degli italiani quando è stato il centrodestra a prevalere: "L’opposizione scommette sul nostro logoramento da prima che ci insediassimo: ci dava per spacciati dopo sei mesi e siamo diventati il secondo governo più longevo. Sui pronostici la sinistra non è fortissima, se guardiamo anche il voto di Venezia…".

Meloni ha voluto dire la sua anche su un altro tema che tocca gran parte della popolazione, quello dell’immigrazione incontrollata, reso ancora più forte dopo i terribili fatti di Modena di pochi giorni fa: "Al di là dei fatti drammatici di Modena, su cui serve fare piena luce e andare fino in fondo, il rischio dell’integralismo islamico è un pericolo reale. Sull’immigrazione potremmo fare ancora meglio, forse potremmo anche fare ancora meglio da subito se tutte le componenti dello Stato remassero nella nostra stessa direzione".

L’intervista si è poi conclusa con un messaggio agli italiani, che lei ritiene doveroso: "Davanti a una fase internazionale incerta, l’esecutivo è come presidio politico accanto ai cittadini, con l’ambizione di tenere insieme protezione sociale, sicurezza nazionale e responsabilità di governo".


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