Giorgia Malerba è cresciuta e vince la paura con il nuovo singolo: "Ora sono libera di esprimermi. I social? Sono vera al 100%" - Intervista

Un sogno nel cassetto e un futuro molto chiaro davanti a sé: Giorgia Malerba ha scoperto che la musica, più di ogni altra cosa, sa farle vibrare l'anima. Anche se si sente un po' "Lunatica": la nostra intervista

Martina Dessì

Martina Dessì

Music Specialist

Ascolto, scrivo, a volte recensisco, smonto classifiche: la musica è il mio primo amore.

Giorgia Malerba
Ufficio Stampa Giorgia Malerba

La scelta di fermarsi quando tutto il mondo ti spinge a correre è un atto di coraggio. Per Giorgia Malerba, quel coraggio ha oggi il suono di Lunatica, il suo nuovo singolo. Nata artisticamente nel 2020, ha radunato attorno a sé una community da milioni di follower in un momento in cui il mondo era isolato, vivendo la vertigine dei numeri del web. Ma oggi, a 26 anni, quella ragazza ha lasciato il posto a una donna e a una musicista consapevole, che ha scelto di barattare la finzione dei filtri social con la verità, a volte anche malinconica, della vita reale.

Lunatica non è il classico tormentone estivo costruito a tavolino per far dimenticare i problemi; è, al contrario, un brano che rivendica il diritto di essere "liberamente tristi" anche sotto il sole di agosto. Un racconto che trova spazio anche nel videoclip dedicato al brano, diretto da Cosimo Maynard e online da venerdì 15 maggio. Ambientato in una Napoli intensa e spontanea, il video trasforma un imprevisto – un camper in panne – in un’avventura indimenticabile tra spiagge e corse a cavallo. Quella stessa leggerezza che Giorgia ritrova solo tornando alle origini, agli affetti più cari, alla terra. Una confessione intima, quella dell’artista a Libero Magazine, che parte dal bisogno generazionale di staccare la spina, passa per la fatica di farsi ascoltare davvero dietro l’etichetta di "creator" e arriva fino bellezza di riscoprirsi, giorno dopo giorno, felicemente imperfetti.

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Sono le 15.01. Come siamo messi a luna? Giornata dritta o giornata storta?

Oggi è una giornata dritta, positiva.

Senti, il tuo singolo uscito l’8 di maggio, Lunatica, è un brano che fa ballare, però parla anche di malinconia. Come riesci a unire questi due aspetti in un unico brano?

Perché rappresenta un po’ la mia giornata tipo. All’inizio sicuramente parte male, con qualche imprevisto, e poi dopo però c’è il mio posto sicuro, cioè la mia famiglia, quando torno a casa. Il brano rappresenta un po’ questo: le persone che mi sono più a cuore. C’è il momento "no" all’inizio della giornata e poi, nel ritornello, parlo dei miei tanti posti sicuri.

Questo brano, che esce comunque prima dell’estate, non è un classico tormentone. Secondo te in estate siamo obbligati a essere felici o possiamo essere anche liberamente tristi?

In estate possiamo essere anche liberamente tristi, però devo dire che le canzoni estive ci fanno sempre bene, la necessità c’è sempre. Sicuramente io ascolto anche canzoni tristi durante l’estate, non ascolto solo musica felice.

Quando nel brano dici che le città vuote ad agosto mettono malinconia, lo pensi veramente? Ti è capitato di stare da sola in città?

Sì, molto spesso. Un po’ di malinconia la mettono, dico la verità. C’è anche la pressione di essere lì mentre tutti gli altri sono in vacanza, ed è una cosa che ti fa riflettere. Però per me è un mix di malinconia e relax, perché ovviamente non c’è il caos della classica giornata invernale dove tutti corrono per il lavoro.

E questa tranquillità ti ispira a scrivere musica?

Dipende molto dalle situazioni. Sia la tranquillità che altre tipologie di emozioni mi ispirano, perché se fosse sempre tutto tranquillo, dopo un po’ finirebbero le idee. Quindi servono tranquillità, ansia, amore, gioia, tristezza… Più emozioni ci sono, meglio è per scrivere.

A proposito di questo contrasto tra caos e bisogno di stabilità: perché siamo così in difficoltà quando dobbiamo stare fermi? Oggi fermarsi viene quasi letto come un atto di coraggio, invece a volte è necessario.

Sono pienamente d’accordo, e sono io la prima vittima di questa cosa. Ogni tanto, quando mi trovo a essere ferma, mentalmente non lo sono veramente: penso a tutte le cose che devo fare. Tanti di noi si ritrovano in questa situazione in cui ricercano lo "staccare" e poi, alla fine, non ci riescono. Però dovremmo tutti quanti imparare a farlo, lo dico anche a me stessa, per poi ricominciare ancora più carichi.

Quando dici che lo specchio diventa un nemico, in ambito social, come gestisci questa cosa? Ti lasci andare al flusso o riesci a controllarla?

Quando ho dello stress in quel momento me lo vivo, sono sincera. Mi vivo il momento e poi, subito dopo, subentra la mia parte razionale: cerco di ripercorrere quello che ho vissuto, come mi sono sentita, e cerco di capire se effettivamente era una cosa così grave o importante. Mi faccio un’autoanalisi e mi tranquillizzo. Quando vivo situazioni stressanti, sul momento nella mia testa sono una catastrofe, un dramma; poi ci rifletto e penso che, alla fine, c’è sempre una soluzione per tutto.

Nel brano parli di una presenza che ti riporta a terra, e questo si collega a quello che mi stai raccontando. Chi è la tua ancora oggi? Una persona, una situazione, una città?

In questo momento la mia ancora, il mio posto sicuro, è tornare a casa: i miei genitori, la mia famiglia, mio fratello, i miei animali, il mio ragazzo. Ci sono dinamiche, persone e situazioni in cui riesco a ritrovarmi dopo una giornata no. Tornare a casa, per esempio, è sempre una cosa che mi riporta alla leggerezza.

Tu sei partita nel 2020 con milioni di follower, e mi dici che anche adesso tornare a casa e ritrovare gli affetti ti tranquillizza. Ma oggi che cosa c’è in questa Giorgia che sei anni fa non c’era?

Credo ci sia sicuramente una maturità diversa. All’epoca avevo 19-20 anni, adesso ne ho 26, quasi 27. C’è una consapevolezza diversa di quello che faccio. Anche per quanto riguarda il mio progetto musicale c’è stato uno studio dietro: in questo momento sento di fare quello che voglio veramente fare a livello artistico, mentre prima magari stavo ancora sperimentando.

È stato difficile far capire che dietro la creator da milioni di follower c’era una musicista vera? O è stato un passaggio naturale?

Beh, è un percorso difficile, ma credo che in questo momento stia arrivando al pubblico in modo molto naturale.

Con l’arrivo di Lunatica abbiamo avvertito una svolta molto intima nel tuo modo di fare musica. Cosa dobbiamo aspettarci? È solo una crescita o hai in mente qualcosa di completamente diverso?

Ho in mente qualcosa di diverso. Il mio obiettivo attuale è scrivere veramente di ciò che mi circonda: sia relativo alla mia vita, ai miei sentimenti e alle mie emozioni, sia a quello che vedo con i miei occhi. Voglio essere il più vera possibile nella musica e nei miei testi.

Ti piacerebbe scrivere una colonna sonora per il cinema?

Eh, sarebbe stupendo! È un bel sogno nel cassetto, sì, volentieri.

Invece, per questa estate, ci vedremo sul palco? Hai in programma dei live?

Sì, ho in programma qualcosa dal vivo. È ancora da fissare definitivamente, ma ci sarà assolutamente qualcosa per questa estate.

E per il tuo futuro imminente cosa sogni di realizzare?

Di essere felice e di fare quello che mi piace fare da sempre, cioè musica. Scrivere, continuare il mio percorso musicale e riuscire a esprimermi al meglio.

Ti faccio un’ultima domanda sul pubblico dei social. È lo stesso degli inizi o con il percorso musicale è cambiato l’approccio?

Sicuramente lo zoccolo duro è lo stesso, ma io sono cresciuta insieme alle persone che mi seguono, quindi l’approccio è comunque diverso rispetto a quando avevo 19 anni. Per quanto riguarda il pubblico in generale, credo che a livello musicale ci sia molta più apertura oggi rispetto agli inizi. Le persone si stanno abituando al fatto che la musica possa arrivare da tantissimi canali diversi, compresi i social.

Ma l’aspetto comunicativo secondo te è fondamentale? I social aiutano i musicisti a raccontarsi per quello che sono o sono uno specchio distorcente? Tu ti senti vera e a tuo agio sui social?

Sì, io mi sento assolutamente a mio agio. È un mondo che conosco bene e con i miei social mi sento molto serena nel rapporto con chi mi segue. Non ho questo tipo di problema. Credo che tutti i musicisti possano provare a utilizzare i social per far conoscere la propria musica: è un canale importante, ormai è una realtà consolidata. Chi riesce a usarlo bene oggi ottiene davvero tantissimi risultati.


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